<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Domande&amp;Risposte Archivi - I Love Parquet</title>
	<atom:link href="https://www.iloveparquet.com/category/tecnica/domanderisposte/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.iloveparquet.com/category/tecnica/domanderisposte/</link>
	<description>I Love Parquet</description>
	<lastBuildDate>Sun, 13 Jul 2025 13:53:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	

<image>
	<url>https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2016/06/iloveparquet-150x62.png</url>
	<title>Domande&amp;Risposte Archivi - I Love Parquet</title>
	<link>https://www.iloveparquet.com/category/tecnica/domanderisposte/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sei un appaltatore? Scopri come tutelarti</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/07/13/sei-un-appaltatore-scopri-come-tutelarti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sei-un-appaltatore-scopri-come-tutelarti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 13:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[il legale in cantiere]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Rubessi]]></category>
		<category><![CDATA[posatore parquet]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=38856</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Anche in assenza di un accordo scritto, si configura un contratto d’appalto ogni volta che si accetta di realizzare un’opera o fornire un servizio. Ecco una guida chiara e pratica alle principali clausole di salvaguardia che ogni professionista del settore dovrebbe conoscere per tutelarsi davvero</em></p>
<p><em>Ilaria Rubessi</em></p>
<p>Siete liberi professionisti, ma realizzate le opere o i servizi ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/07/13/sei-un-appaltatore-scopri-come-tutelarti/">Sei un appaltatore? Scopri come tutelarti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><em>Anche in assenza di un accordo scritto, si configura un contratto d’appalto ogni volta che si accetta di realizzare un’opera o fornire un servizio. Ecco una guida chiara e pratica alle principali clausole di salvaguardia che ogni professionista del settore dovrebbe conoscere per tutelarsi davvero</em></p>
<p><em>Ilaria Rubessi</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38857" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-1536x1024.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-2048x1365.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/07/pexels-olly-3771045-1280x853.jpg 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" />Siete liberi professionisti, ma realizzate le opere o i servizi con lavoro prevalentemente altrui? Sappiate allora che ogni volta che dietro corrispettivo svolgete questo tipo di lavoro state di fatto stipulando un contratto d’appalto, che, è bene precisarlo, sorge nel momento in cui accettate di realizzare l’opera.<br />
Questa tipologia contrattuale infatti ha forma libera, il che significa che lo stesso sorge anche in assenza di un negozio scritto che ne provi la nascita. Tuttavia, se volete tutelarvi il consiglio è quello di scrivere, scrivere e scrivere!</p>
<h2>La clausola sul corrispettivo</h2>
<p>Ma quali sono le clausole di salvaguardia per l’appaltatore che in un contratto d’appalto non possono mancare?<br />
Prima fra tutte la clausola che disciplina il corrispettivo. Occorre precisare che la prestazione dell’appaltatore è indivisibile, salvo diverso accordo delle parti. Questo comporta che c’è adempimento e quindi diritto al compenso solo una volta che l’opera è stata terminata e accettata dal committente.<br />
Tuttavia, il legislatore ha previsto la possibilità per le parti, in ragione del principio di autonomia contrattuale delle stesse, di derogare a tale previsione. Tutelante per l’appaltatore sarebbe allora prevedere un pagamento dilazionato, il cosiddetto “SAL”, in modo da bilanciare il suo rischio economico con l’avanzamento dei lavori.<br />
Ancora più tutelante è indicare che l’opera è da eseguire per partite, che significa di fatto dividere l’opera totale in più parti, ognuna delle quali diventa autonoma, sia per quanto riguarda il pagamento sia per l’accettazione della stessa da parte del committente. In tal caso è buona norma precisare che i pagamenti previsti non sono considerati semplici acconti, ma corrispondono alla singola partita realizzata.</p>
<h2>L’importanza dell’accettazione dell’opera</h2>
<p>È proprio poi la clausola che disciplina l’accettazione dell’opera la seconda salvaguardia importante per l’appaltatore.<br />
Ai sensi dell’art. 1667 c.c. l’accettazione dell’opera da parte del committente libera l’appaltatore dalla garanzia di tutti i vizi e/o le difformità che erano conosciute o conoscibili al momento della verifica.<br />
È evidente quindi che se il contratto è per partire l’accettazione di una partita libererà l’appaltatore per quella parte di opera già realizzata e gli garantirà il diritto a ricevere il compenso proporzionato all’entità della stessa. Molto importante è stabilire un termine entro il quale la verifica dell’opera deve essere effettuata.</p>
<h2>Contratto a partite e risoluzione</h2>
<p>Stipulare un contratto d’appalto per singole partite ha degli effetti tutelanti anche in merito alla risoluzione del contratto per inadempimento che dovesse essere richiesta dal committente.<br />
Infatti, occorre precisare che il contratto d’appalto è considerato a esecuzione prolungata e non continuata. Tale qualificazione ha come conseguenza che in caso di risoluzione contrattuale se l’opera non è stata terminata si ha come non eseguita del tutto e dunque l’appaltatore perde il diritto al corrispettivo anche per la parte già realizzata, fatta salva però la restituzione in denaro del valore di quanto realizzato, che sarà calcolata dal giudice.<br />
Nel caso di un contratto a singole partite è evidente che l’effetto risolutorio sarà limitato ad ognuna di esse e non travolgerà l’intera opera.</p>
<h2>La questione del termine di esecuzione</h2>
<p>Ancora molto importante è nel caso in cui venga fissato un termine per l’esecuzione dell’opera precisare che si tratta di un termine non essenziale. Infatti, il mancato rispetto di un termine essenziale comporta la risoluzione di diritto del contratto, con gli effetti sopracitati.<br />
Queste sono solo alcune delle clausole che possono essere inserite in un contratto d’appalto. Ce ne sono poi moltissime altre e ognuna di essere può poi essere modellata in base al singolo caso specifico. È solo così che l’appaltatore può tutelarsi e prevenire eventuali lunghi e costosi giudizi.</p>
<p>——————————————————————-</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-38282 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg" sizes="auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg 873w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-256x300.jpg 256w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-768x901.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1309x1536.jpg 1309w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1746x2048.jpg 1746w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-800x938.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1280x1501.jpg 1280w" alt="" width="177" height="208" data-pagespeed-url-hash="3740699211" /><em><strong>L’autrice</strong></em></p>
<p><em><strong>Dottoressa Ilaria Rubessi, praticante avvocato del Foro di Bergamo, laureata in Giurisprudenza all’Università Bocconi di Milano.</strong></em></p>
<p><em><strong>Per domande inerenti questa o altre tematiche legali da rivolgere alla dottoressa Rubessi, potete scrivere una mail alla nostra redazione: info@iloveparquet.com</strong></em></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div>
</div><p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/07/13/sei-un-appaltatore-scopri-come-tutelarti/">Sei un appaltatore? Scopri come tutelarti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legale in cantiere: prevenire è meglio che curare (lo sanno tutti!)</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/05/21/il-legale-in-cantiere-prevenire-e-meglio-che-curare-lo-sanno-tutti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-legale-in-cantiere-prevenire-e-meglio-che-curare-lo-sanno-tutti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 11:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Rubessi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=38650</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Un contratto ben scritto non fa miracoli… Ma quasi. Nel mondo del parquet, dove imprevisti e incomprensioni sono all’ordine del giorno, la prevenzione è spesso la miglior difesa. E non c’è prevenzione migliore di un contratto chiaro, specifico e pensato su misura. Una guida pratica (con un pizzico di realismo) per affrontare con più serenità ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/05/21/il-legale-in-cantiere-prevenire-e-meglio-che-curare-lo-sanno-tutti/">Il legale in cantiere: prevenire è meglio che curare (lo sanno tutti!)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un contratto ben scritto non fa miracoli… Ma quasi. Nel mondo del parquet, dove imprevisti e incomprensioni sono all’ordine del giorno, la prevenzione è spesso la miglior difesa. E non c’è prevenzione migliore di un contratto chiaro, specifico e pensato su misura. Una guida pratica (con un pizzico di realismo) per affrontare con più serenità le insidie del quotidiano</em></p>
<p><em>Ilaria Rubessi</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38651" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-1536x1024.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-2048x1365.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/05/pexels-kampus-8428062-1280x853.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>In un mondo difficile come quello che circonda il parquet, dove dietro a ogni angolo si nasconde un problema, il miglior modo per tutelarsi è quello di prevenire, e magari anche evitare, la controversia, attraverso una contrattualistica ad hoc, che tra le parti ha valore di LEGGE!</p>
<h2>Chiarezza e specificità: i due pilastri del contratto</h2>
<p>I principi base da seguire nella redazione di un contratto sono sicuramente la chiarezza e la specificità.<br />
La prima è fondamentale perché, esattamente come le norme del codice civile, anche le clausole contrattuali sono soggette a interpretazione: e più si circoscrive l’ambito interpretativo meno si dà adito a possibili discussioni tra le parti.<br />
Di primaria importanza è poi anche la specificità. Infatti, <strong>il legislatore ha garantito alle parti l’autonomia contrattuale e quindi la possibilità di disciplinare come meglio credono il proprio rapporto giuridico, tuttavia, le lacune lasciate dalle parti verranno colmate dalle norme del codice civile</strong>.</p>
<h2>Clausole di salvaguardia: una tutela concreta</h2>
<p>Ma come tutelarsi in concreto?<br />
Ovviamente, le clausole di salvaguardia da adottare dipenderanno dal caso concreto e anche dalla tipologia contrattuale di specie, che, come esposto nello scorso numero della rivista, non è una scelta libera.</p>
<h2>Il contratto d’opera: cosa definire con precisione</h2>
<p>Per quanto riguarda il contratto d’opera, <strong>molto importante è definire l’oggetto del contratto e in particolare l’obbligazione a carico del prestatore d’opera nel modo più specifico possibile, escludendo espressamente tutte quelle attività che non verranno eseguite da quest’ultimo</strong>.<br />
Inoltre, nel caso in cui oggetto del contratto non sia solo la posa, ma anche la fornitura del materiale, è bene precisare che la vendita non è considerata dalle parti prevalente rispetto alla prestazione di manodopera, altrimenti si applicheranno le norme inerenti al contratto di vendita.</p>
<h2>Modifiche in corso d’opera: come gestirle</h2>
<p><strong>Molto importante è poi disciplinare la fase di esecuzione dell’opera, stabilendo la possibilità di modifica in corso d’opera dell’oggetto del contratto.</strong> Infatti, capita spesso che durante la realizzazione dei lavori si verifichino degli imprevisti che richiedono l’esecuzione di opere ulteriori rispetto a quelle preventivate. ùIl costo di tali opere non deve essere addossato al prestatore d’opera, così come un eventuale ritardo nella consegna, imposto dall’esecuzione dei nuovi lavori, non deve essere considerato come inadempimento del prestatore. Queste eventualità vanno disciplinate in un’apposita clausola.</p>
<h2>Pagamenti e penali: prevenire il contenzioso</h2>
<p>Ancora, in merito ai termini di pagamento della prestazione professionale <strong>è possibile prevedere una penale in caso di ritardo</strong>, calcolabile in percentuale o in misura fissa, che aumenti al crescere del ritardo. In questo modo, in caso di giudizio, si evita di dover provare il danno da ritardo.</p>
<h2>Collaudi e accettazione dell’opera: quando il rischio passa al committente</h2>
<p>Lo stesso vale anche per la fase finale del rapporto obbligatorio. Infatti, <strong>un momento essenziale per la tutela del prestatore di manodopera è l’accettazione dell’opera realizzata da parte del committente, che ha l’effetto di liberare il prestatore da ogni responsabilità in merito ai vizi noti o facilmente conoscibili al momento dell’accettazione</strong>. <strong>Per meglio tutelarsi è possibile prevedere dei collaudi intermedi</strong>, ad esempio per ogni piano in caso di lavori in una villa, che liberino il prestatore d’opera per vizi successivi, che possono essere causati da altri soggetti.<br />
Queste sono solo alcune delle clausole di salvaguardia che possono essere inserite in un contratto d’opera. Ogni caso però è a sé e richiederebbe un’attenzione specifica.</p>
<p>Per quanto riguarda il contratto d’appalto, invece, lo vediamo alla prossima puntata!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-38282 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg" alt="" width="177" height="208" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg 873w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-256x300.jpg 256w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-768x901.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1309x1536.jpg 1309w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1746x2048.jpg 1746w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-800x938.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1280x1501.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 177px) 100vw, 177px" /><em><strong>L’autrice</strong></em></p>
<p><em><strong>Dottoressa Ilaria Rubessi, praticante avvocato del Foro di Bergamo, laureata in Giurisprudenza all’Università Bocconi di Milano.</strong></em></p>
<p><em><strong>Per domande inerenti questa o altre tematiche legali da rivolgere alla dottoressa Rubessi, potete scrivere una mail alla nostra redazione: info@iloveparquet.com</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/05/21/il-legale-in-cantiere-prevenire-e-meglio-che-curare-lo-sanno-tutti/">Il legale in cantiere: prevenire è meglio che curare (lo sanno tutti!)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parquet: una scelta senza tempo. Ecco perché</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/parquet-una-scelta-senza-tempo-eccoperche/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=parquet-una-scelta-senza-tempo-eccoperche</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 12:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Braga]]></category>
		<category><![CDATA[perché scegliere il parquet]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=38287</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Da secoli il legno riveste i pavimenti delle nostre case e ancora oggi rappresenta una delle soluzioni più apprezzate per estetica, funzionalità e sostenibilità. Ma cosa lo rende così speciale? Scopriamo insieme all’autore i motivi per cui scegliere un pavimento in legno significa migliorare la qualità della vita e degli spazi che abitiamo</em></p>
<p><em>Fabio Braga</em></p>
</p>
<p>Il legno ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/parquet-una-scelta-senza-tempo-eccoperche/">Parquet: una scelta senza tempo. Ecco perché</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Da secoli il legno riveste i pavimenti delle nostre case e ancora oggi rappresenta una delle soluzioni più apprezzate per estetica, funzionalità e sostenibilità. Ma cosa lo rende così speciale? Scopriamo insieme all’autore i motivi per cui scegliere un pavimento in legno significa migliorare la qualità della vita e degli spazi che abitiamo</em></p>
<p><em>Fabio Braga</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38288" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-1024x768.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-300x225.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-768x576.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-1536x1152.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-2048x1536.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-800x600.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fiemme-copia-1280x960.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Il legno è una materia viva, capace di creare un ambiente accogliente e armonioso. La sua naturalezza trasmette una sensazione di serenità e vicinanza con la natura, trasformando la casa in un rifugio di comfort. <strong>Le finiture utilizzate per i pavimenti di legno possono in alcuni casi persino contribuire a rendere l’aria interna più sana per noi e per i nostri animali domestici.</strong></p>
<h2>Un materiale che racconta emozioni</h2>
<p>Il legno non è solo una scelta estetica, ma un elemento che comunica emozioni attraverso il suo <strong>profumo, il suo calore e le sue venature uniche</strong>. Chi opta per un pavimento in legno sa che sta portando in casa un <strong>materiale in continua evoluzione, capace di acquisire carattere nel tempo e di adattarsi agli spazi e alla vita quotidiana di chi lo abita</strong>.</p>
<h2>Un&#8217;opzione sostenibile</h2>
<p><strong>Scegliere il legno significa anche rispettare l&#8217;ambiente.</strong> Oggi le aziende del settore pongono grande attenzione alla provenienza delle materie prime, certificando la sostenibilità del legname attraverso marchi come FSC e PEFC, che garantiscono che il legno provenga da foreste gestite in modo responsabile, evitando il disboscamento intensivo e promuovendo la riforestazione.</p>
<h2>Versatile e personalizzabile</h2>
<p>Uno dei grandi vantaggi del legno è la sua versatilità. Può essere lavorato in <strong>molteplici formati, finiture e colori, adattandosi a qualsiasi esigenza stilistica. Dal parquet naturale alle tonalità più audaci ottenute con pigmenti, dai listoni classici alle geometrie contemporanee</strong>, ogni scelta permette di creare spazi unici e su misura. Inoltre, la finitura superficiale (a olio o vernice) consente di ottenere l&#8217;effetto estetico e la resistenza desiderati.</p>
<h2>Un tocco di design (e di comfort)</h2>
<p>Il legno è un materiale<strong> intrinsecamente elegante</strong>, capace di arricchire qualsiasi ambiente, sia interno che esterno. Le sue venature e le sfumature cromatiche donano calore agli spazi e creano un effetto di continuità tra pavimenti, arredi e architettura. Inoltre, il legno ha una <strong>naturale capacità di isolamento acustico, contribuendo a ridurre i rumori esterni e a migliorare il comfort abitativo</strong>.</p>
<h2>Una filosofia di vita</h2>
<p>Scegliere il legno non significa solo optare per un materiale esteticamente pregiato, ma abbracciare una filosofia di vita fatta di <strong>artigianalità, sostenibilità e amore per il dettaglio</strong>. Un pavimento in legno non è solo una superficie da calpestare, ma un elemento vivo che accompagna la nostra quotidianità con eleganza e naturalezza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38289" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-1024x268.png" alt="" width="1024" height="268" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-1024x268.png 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-300x79.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-768x201.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-1536x402.png 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-800x210.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet-1280x335.png 1280w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Fabio-Braga-I-Love-Parquet.png 1794w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/parquet-una-scelta-senza-tempo-eccoperche/">Parquet: una scelta senza tempo. Ecco perché</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contratto d&#8217;opera e contratto d&#8217;appalto: non è una scelta, è una questione legale</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 11:43:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Contratto d’opera e contratto d’appalto PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Rubessi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=38281</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Quali sono le differenze tra le principali tipologie contrattuali nel settore del parquet? Questo articolo esamina le implicazioni giuridiche, i termini per la denuncia dei vizi e le prescrizioni legali, offrendo spunti per una maggiore tutela contrattuale del posatore</em></p>
<p>Ilaria Rubessi</p>
</p>
<p>Nel settore del parquet operano diverse figure professionali, ciascuna con un ruolo specifico: dalla produzione alla ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale/">Contratto d&#8217;opera e contratto d&#8217;appalto: non è una scelta, è una questione legale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quali sono le differenze tra le principali tipologie contrattuali nel settore del parquet? Questo articolo esamina le implicazioni giuridiche, i termini per la denuncia dei vizi e le prescrizioni legali, offrendo spunti per una maggiore tutela contrattuale del posatore</em></p>
<p>Ilaria Rubessi</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-38283" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1024x684.jpg" alt="" width="1024" height="684" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1024x684.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-768x513.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1536x1025.jpg 1536w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-2048x1367.jpg 2048w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-800x534.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/SE-SERVE-1280x855.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Nel settore del parquet operano diverse figure professionali, ciascuna con un ruolo specifico: dalla produzione alla rivendita specializzata, passando per architetti e geometri, fino all’impresa edile e al posatore, garantendo così un pavimento in legno di alta qualità per l’utente finale<br />
Ma <strong>come vengono regolati i rapporti tra queste figure e l&#8217;utente finale, il committente?</strong></p>
<h2>Contratto d’opera e contratto d’appalto: la scelta tra le due non è libera</h2>
<p>Dal punto di vista giuridico, al fine di prevenire eventuali controversie, è fondamentale regolamentare i rapporti professionali mediante un accordo scritto. Tuttavia, <strong>la legge non sempre impone l’adozione di una forma scritta per la validità di un contratto</strong>, consentendo, in determinati casi, che l’accordo sia stipulato in forma libera.</p>
<p>È questo il caso delle tipologie contrattuali che interessano maggiormente il settore del parquet: <strong>il contratto d’opera e il contratto d’appalto</strong>.</p>
<p>Le differenze tra i due contratti non sono marginali, ma prima di esaminarle in dettaglio, è importante fare una premessa:<strong> la scelta tra le due tipologie contrattuali non è libera. Le parti, infatti, possono definire il contratto come preferiscono, ma tale denominazione è irrilevante per il giudice, che, analizzando il caso specifico, stabilirà la tipologia contrattuale integrata, con conseguente applicazione della normativa corrispondente</strong>.</p>
<p>Le parti, infatti, sono libere di denominare il contratto come ritengono opportuno; tuttavia, tale qualificazione non vincola il giudice, il quale, analizzando il caso concreto, individuerà la tipologia contrattuale effettivamente applicabile, con la conseguente applicazione della relativa normativa</p>
<h2>Quali differenze?</h2>
<p>Ma in cosa si differenziano questi contratti tra loro? Innanzitutto, <strong>i due contratti hanno nel Codice civile due posizioni differenti. Il contratto d’opera è disciplinato dagli artt. 2222 e ss. c.c., mentre il contratto d’appalto dagli artt. 1665 e ss. c.c.</strong></p>
<p>Dalla lettura di tali norme emergono subito chiaramente le differenze esistenti tra i due. Entrambi hanno a oggetto la prestazione di un servizio o di un’opera dietro compenso, ma, mentre nel contratto d’opera il prestatore esegue l’opera prevalentemente con il proprio lavoro, nel contratto d’appalto l’opera è realizzata tramite un’organizzazione aziendale che impiega esclusivamente il lavoro di altri. Pertanto, <strong>quando il prestatore d’opera è un lavoratore autonomo o una piccola impresa che si avvale al massimo dell’ausilio di pochi collaboratori, si è di fronte a un contratto d’opera. Al contrario, se l’esecuzione del lavoro è affidata a una media o grande impresa, si configura un contratto d’appalto.</strong></p>
<p><strong>Questa differenziazione è stata recentemente confermata dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 3682 del 9 febbraio 2024</strong>, in un caso in cui la corretta qualificazione contrattuale era fondamentale per stabilire la decorrenza del termine di prescrizione, che varia a seconda della tipologia contrattuale.</p>
<h2>Vizi e difformità</h2>
<p>Infatti, ai sensi dell&#8217;art. 1667 c.c., nel contratto d’appalto, il committente deve denunciare i vizi e le difformità non gravi entro 60 giorni dalla scoperta, e i vizi gravi, riguardanti beni immobili, entro un anno. Diversamente, nel contratto d’opera, l&#8217;art. 2226 c.c. prevede che i vizi occulti devono essere denunciati entro 8 giorni dalla scoperta.</p>
<h2>I termini di prescrizione</h2>
<p>Anche i termini di prescrizione per intraprendere azioni legali contro il prestatore d’opera differiscono nelle due tipologie contrattuali: <strong>nel contratto d’appalto il termine è di due anni dalla consegna, salvo per i vizi gravi su beni immobili, per cui il termine è ridotto a un anno, nel contratto d’opera invece la prescrizione è sempre annuale</strong>.</p>
<p>Tutto quanto appena esposto vale anche nel caso in cui il prestatore, oltre ad impegnarsi a realizzare l’opera, venda anche il materiale necessario, salvo che la vendita non sia prevalente rispetto alla prestazione di posa in opera. Se così dovesse essere, allora si verrebbero a creare due distinti contratti: uno di vendita e uno d’appalto/d’opera.</p>
<h2>Clausole di salvaguardia?</h2>
<p>Una volta chiarito che la distinzione tra contratto d’opera e contratto d’appalto non è una scelta libera delle parti, ciò non esclude la possibilità di tutelarsi e di adattare le condizioni contrattuali nel rispetto della normativa vigente.</p>
<p>Questo può avvenire attraverso la <strong>redazione di contratti personalizzati, con l’inserimento di clausole specifiche di salvaguardia</strong>. Qualche spunto lo troverete nei prossimi articoli!</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-38282 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg" alt="" width="159" height="186" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-873x1024.jpg 873w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-256x300.jpg 256w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-768x901.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1309x1536.jpg 1309w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1746x2048.jpg 1746w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-800x938.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2025/03/Ilaria-Rubessi-1280x1501.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 159px) 100vw, 159px" />L&#8217;autrice</h2>
<p><em>Dottoressa Ilaria Rubessi, praticante avvocato del Foro di Bergamo, laureata in Giurisprudenza all&#8217;Università Bocconi di Milano.</em></p>
<p><em>Per domande inerenti questa o altre tematiche legali da rivolgere alla dottoressa Rubessi, potete scrivere una mail alla nostra redazione: <a href="mailto:info@iloveparquet.com" target="_blank" rel="noopener">info@iloveparquet.com</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2025/03/05/contratto-dopera-e-contratto-dappalto-non-e-una-scelta-e-una-questione-legale/">Contratto d&#8217;opera e contratto d&#8217;appalto: non è una scelta, è una questione legale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’arte del restauro</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2022/04/21/larte-del-restauro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=larte-del-restauro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 13:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[IL PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Braga]]></category>
		<category><![CDATA[restauro parquet]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=34385</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>L’approccio a un pavimento antico richiede grande rispetto, attenzione ai particolari e una profonda conoscenza del legno. Ce ne parla un esperto, con la E maiuscola</em></p>
<p>In questo lungo periodo di collaborazione con I Love Parquet, ho trattato diversi argomenti legati al pavimento in legno, ma uno dei temi più affascinanti dal mio punto di vista ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2022/04/21/larte-del-restauro/">L’arte del restauro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’approccio a un pavimento antico richiede grande rispetto, attenzione ai particolari e una profonda conoscenza del legno. Ce ne parla un esperto, con la E maiuscola</em></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-34386" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Braga-Restauro-parquet.png" alt="" width="1126" height="728" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Braga-Restauro-parquet.png 1126w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Braga-Restauro-parquet-300x194.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Braga-Restauro-parquet-1024x662.png 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Braga-Restauro-parquet-768x497.png 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Braga-Restauro-parquet-800x517.png 800w" sizes="auto, (max-width: 1126px) 100vw, 1126px" />In questo lungo periodo di collaborazione con I Love Parquet, ho trattato diversi argomenti legati al pavimento in legno, ma uno dei temi più affascinanti dal mio punto di vista è quello legato al il restauro di un pavimento in legno antico.</p>
<p><strong>Fasi preliminari, la vista e il tatto</strong><br />
Quando ci si approccia al restauro di un pavimento in legno antico, si entra in un approfondito percorso di analisi del manufatto per comprendere il contesto generale in cui è inserito il pavimento: è un vero è proprio ascolto della pavimentazione, per percepirne i dettagli estetici e i particolari che dettano un’epoca. In particolare, il pavimento in legno antico si svela a noi tramite l’essenza, la specie legnosa, e il suo vissuto.<br />
Cosa intendo con questa affermazione?<br />
L’approccio è legato a due dei nostri sensi: la vista e il tatto. <strong>Quando si osserva un pavimento in legno antico, si procede innanzitutto a una valutazione legata alle tecniche di posa utilizzate e alle caratteristiche della struttura del pavimento, si osservano nel dettaglio le imperfezioni, i pezzi mancanti e gli elementi tarlati</strong>.<br />
Quando infine si viene a contatto con il pavimento in legno, lo si fa per comprendere quale sia lo spessore rimanente, al fine di valutare la tipologia di intervento da eseguire.</p>
<p><strong>Le prime fasi del restauro: qualche esempio </strong><br />
Dopo l’attenta analisi visiva e tattile, si procede alle fasi di restauro della pavimentazione.<br />
Si eseguono tutte quelle operazioni di falegnameria che permettono di ripristinare la stabilità del parquet e riportarlo alla sua integrità originaria.<br />
Facciamo qualche esempio pratico:<strong> come conseguenza di allagamenti o infiltrazioni di acqua, potremo sicuramente trovare legni marci o tavole sollevate, da fissare nella loro sede o sostituire. Questo stato di fatto si trova spesso in corrispondenza di porte finestre, da cui filtra l’acqua piovana. Il legno in queste zone sarà ingrigito e le tavole sollevate</strong>.<br />
Le parti danneggiate irrimediabilmente dagli insetti xilofagi (tarli) possono essere rimosse e sostituite.<br />
Le rotture vengono riparate e incollate; le mancanze sono integrate e ricostruite.<br />
Gli intarsi mancanti andranno rifatti, con la tecnica relativa. Le fessurazioni tra le formelle o i listoni si riparano mediante l’inserimento di listelli in legno (oppure di stucco nel caso di fessure di piccola entità).<br />
Nel restauro di un pavimento in legno è importante controllare se si avvertono cedimenti, camminando in alcune zone: per porvi rimedio si smonta e si controllano i travetti sottostanti.<br />
Se necessario, si smonta parte o tutto il pavimento per intervenire sui magatelli e apportare rinforzi o riparazioni. In questo caso si crea una mappatura della stanza e si catalogano tutti i pezzi del parquet per ricomporre in modo corretto la disposizione originaria.</p>
<p><strong>Rimozione della vecchia vernice </strong><br />
La vecchia vernice può essere rimossa in due modi:<br />
&#8211; sverniciatura<br />
&#8211; levigatura<br />
La prima opzione si applica nel recupero di pavimenti antichi che abbiano subito levigature aggressive in restauri precedenti. Lo spessore della tarsia, ossia della parte in legno pregiato che viene incollata sul pannello di base, varia dai 3 ai 5 mm.<br />
Levigando con carte abrasive a grana grossa si possono asportare millimetri di legno e quindi ridurne sensibilmente lo spessore. A questo punto è obbligatorio procedere alla sverniciatura chimica, con impacchi di solventi o attrezzature idonee senza aggredire il legno.<br />
La seconda opzione è valida in tutti gli altri casi. Trattandosi del restauro di un parquet antico, si tratta di una levigatura molto cauta e rispettosa, che riduca al minimo l’asportazione del legno.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35307 alignright" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Schermata-2023-02-15-alle-22.27.28.png" alt="" width="473" height="390" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Schermata-2023-02-15-alle-22.27.28.png 530w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2022/04/Schermata-2023-02-15-alle-22.27.28-300x248.png 300w" sizes="auto, (max-width: 473px) 100vw, 473px" />Il tocco finale</strong><br />
Prima della verniciatura vera e propria, si tonalizzano tutte le parti realizzate in legno nuovo durante la fase di falegnameria. La tinta avviene con velature di colori ad acqua o olii naturali che presentano una buona resistenza alla luce.<br />
Per la verniciatura preferiamo prodotti a base di resine naturali, olii e cere o cera lacca. Sappiamo dai documenti storici che nei secoli scorsi i metodi di verniciatura dei pavimenti in legno si basavano su materiali simili.<br />
Gli oli e le resine esaltano la bellezza delle venature e dei colori del legno mantenendo un aspetto morbido. I prodotti di ultima generazione presentano queste caratteristiche, a cui si somma il vantaggio di migliori prestazioni e durabilità.<br />
Concludendo, restaurare un pavimento in legno antico è un lavoro che necessita di attenzione ai particolari e grande rispetto del pavimento esistente, è un processo lungo e delicato, che ha l’obiettivo di restituire il sapore antico del pavimento in legno, esaltandone la bellezza, oltre che gli elementi distintivi dell’epoca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2022/04/21/larte-del-restauro/">L’arte del restauro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sistemi radianti e pavimentazioni in legno: domande e risposte</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2019/06/24/sistemi-radianti-e-pavimentazioni-in-legno-domande-e-risposte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sistemi-radianti-e-pavimentazioni-in-legno-domande-e-risposte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Fiorellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 13:32:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[ANSI/ASHRAE 55]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[RSEE indice]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN 1264-4]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN 15251]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN 16798-1]]></category>
		<category><![CDATA[UNI EN ISO 7730]]></category>
		<category><![CDATA[UNI/TR 11619]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.iloveparquet.com/?p=26684</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p><em>Prosegue l’utile vademecum curato dall’ingegner Peretti per districarsi in un mondo in continua evoluzione. Focus su massetti e comfort.</em></p>
<p>Sistemi radianti a pavimento e parquet, quali sono le tappe dell’installazione?</p>
<p>Nella norma UNI EN 1264-4 sull’installazione dei sistemi radianti è definito il protocollo di primo avviamento, ovvero: il primo avviamento deve essere eseguita su massetti cementizi dopo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2019/06/24/sistemi-radianti-e-pavimentazioni-in-legno-domande-e-risposte/">Sistemi radianti e pavimentazioni in legno: domande e risposte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26686" src="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2019/06/sistemi-radianti-per-pavimenti-in-legno.png" alt="" width="800" height="529" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2019/06/sistemi-radianti-per-pavimenti-in-legno.png 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2019/06/sistemi-radianti-per-pavimenti-in-legno-300x198.png 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2019/06/sistemi-radianti-per-pavimenti-in-legno-768x508.png 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p><em>Prosegue l’utile vademecum curato dall’ingegner Peretti per districarsi in un mondo in continua evoluzione. Focus su massetti e comfort.</em></p>
<h2>Sistemi radianti a pavimento e parquet, quali sono le tappe dell’installazione?</h2>
<p>Nella norma <strong>UNI EN 1264-4</strong> sull’installazione dei sistemi radianti è definito il protocollo di primo avviamento, ovvero: il primo avviamento deve essere eseguita su massetti cementizi dopo 21 giorni dal loro completamento, per i massetti di solfato di calcio, dopo sette giorni e per massetti in asfalto, dopo un giorno. È fondamentale per tutti i materiali di massetto, seguire le specifiche del fabbricante. Il primo avviamento inizia a una temperatura del fluido compresa tra 20 °C e 25 °C che deve essere mantenuta per almeno tre giorni. Successivamente, viene impostata la temperatura massima di progetto che deve essere mantenuta per almeno altri quattro giorni. Il processo di primo avviamento deve essere documentato.<br />
Altro aspetto fondamentale è il controllo dell’umidità residua del massetto prima della posa della pavimentazione.</p>
<h2>Quali sono gli impianti più indicati per un edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building)?</h2>
<p>Gli impianti che si adattano meglio agli NZEB sono quelli efficienti: quelli che garantiscono risparmi, ottimizzazione, utilizzo delle energie rinnovabili. Tra i sistemi di emissione, i sistemi radianti presentano un impatto architettonico nullo e ben si coniugano, come noto, ai nuovi generatori di calore ad alta efficienza che lavorano con basse temperature di mandata. I sistemi radianti a bassa differenza di temperatura permettono di operare sia in fase di riscaldamento che di raffrescamento, determinando quindi un sistema completo e integrato per raggiungere un’elevata qualità dell’ambiente interno unitamente a un’alta efficienza energetica.</p>
<h2>Qual è il valore chiave per regolare un sistema radiante d’estate?</h2>
<p>Per quanto riguarda la temperatura di mandata, a differenza di altri impianti la regolazione più diffusa dei sistemi radianti in funzione di raffrescamento non è di tipo climatico, ma a punto fisso con <em>set-point</em> variabile in base alla temperatura di rugiada dell’ambiente a maggior tasso di umidità all’interno dell’edificio. Si tratta di un modello di regolazione che previene i problemi legati al fenomeno della condensazione del vapore acqueo presente sulla superficie radiante. Più precisamente, la centralina elettronica riceve i dati dalle sonde di temperatura e di umidità all’interno degli ambienti ricavandone la temperatura di rugiada e regolando di conseguenza la temperatura dell’acqua con semplici algoritmi.</p>
<h2>Sistemi radianti a pavimento: cosa sono i massetti di finitura?</h2>
<p>I massetti sono uno degli elementi chiave per l’installazione di un sistema radiante a pavimento. L’insieme degli strati tra il solaio e il rivestimento si chiama sottofondo. L’ultima sezione, spessa di solito tra 3 e 10 centimetri e utilizzata per la copertura degli impianti, è denominata massetto di finitura. Trattandosi del supporto diretto del pavimento deve rispettare tutti i requisiti che lo rendono idoneo a questa finalità: planarità, assenza di crepe o cavilli, elevate resistenze meccaniche e stabilità dimensionale. I massetti presenti sul mercato si diversificano fondamentalmente per il &#8220;<em>legante</em>&#8221; utilizzato (cemento, solfato di calcio, calce, magnesite&#8230;), per la loro &#8220;<em>tipologia di applicazione</em>&#8221; (consistenza terra umida o liquidi autolivellanti) e per ultimo se &#8220;<em>realizzati in cantiere</em>&#8221; o &#8220;<em>preconfezionati-premiscelati</em>&#8221; dalle case produttrici.</p>
<h2>Sistemi radianti a pavimento: quali sono i requisiti di un massetto?</h2>
<p>Tra le caratteristiche indispensabili che un massetto deve rispettare, anche in abbinamento a un sistema radiante a pavimento vi sono lo spessore e la resistenza meccanica. In ambiente civile, la resistenza meccanica non dovrà essere inferiore a 20 MPa, mentre per ambienti industriali non dovrà essere inferiore a 30 MPa. Il massetto deve presentarsi compatto e privo di fessure. Se sul massetto ci sono strati o zone con scarsa consistenza, friabili, significa che le performance meccaniche saranno scadenti e potrebbero causare rotture o distacchi della pavimentazione. Prima di poter procedere poi alla posa di una qualsiasi pavimentazione è assolutamente necessario che il massetto sia &#8220;<em>stagionato</em>&#8220;, cioè quasi del tutto disidratato. Per un composto in sabbia e cemento i tempi sono di 7-10 giorni per cm di spessore in buona stagione. Nel caso si utilizzino malte cementizie tradizionali, può durare più di un mese.</p>
<h2>Che tipo di climatizzazione offre un sistema radiante?</h2>
<p>A parità di temperatura, un ambiente climatizzato con un sistema radiante assicura una climatizzazione più omogenea rispetto a un impianto tradizionale. In base alla stagione, l’impianto radiante cede o assorbe calore all’ambiente senza grandi variazioni, soprattutto sulla temperatura dell’aria interna. Nel caso del riscaldamento radiante la superficie attiva cede calore sia alle altre superfici che all’aria ma, in virtù della maggiore temperatura della superficie attiva, la temperatura media radiante è maggiore di quella dell’aria. Nel caso del raffrescamento radiante, invece, la temperatura media radiante risulta minore della temperatura dell’aria.</p>
<h2>I sistemi radianti producono correnti d’aria?</h2>
<p>No, perché l’impianto cede calore alle superfici e non all’aria nell’ambiente. Le correnti d’aria sono provocate al contrario da termosifoni e impianti di aria condizionata e colpiscono soprattutto alcune zone del corpo come le caviglie (0,1 metri di altezza) e la nuca (1,1 metri di altezza per persone sedute e 1,7 per presone in piedi).</p>
<h2>Quali sono le norme sul comfort termico?</h2>
<p>Il comfort termoigrometrico, la sensazione di benessere o disagio in termini di caldo e freddo, è disciplinata dalle norme<strong> UNI EN ISO 7730</strong> e <strong>ANSI/ASHRAE 55,</strong> in base alle quali un ambiente confortevole, come quello garantito da un sistema radiante, è dove non ci differenze sostanziali tra temperatura dell’aria, umidità relativa, velocità dell’aria, temperatura media radiante delle pareti. A breve uscirà la nuova norma <strong>UNI EN 16798-1</strong> dal titolo “<em>Energy performance of buildings &#8211; Ventilation for buildings &#8211; Part 1: Indoor environmental input parameters for design and assessment of energy performance of buildings addressing indoor air quality, thermal environment, lighting and acoustics</em>”, che dal 1° maggio ha sostituito la norma <strong>UNI EN 15251. </strong>Per approfondire: <a href="http://store.uni.com/catalogo/index.php/en-16798-1-2019.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://store.uni.com/catalogo/index.php/en-16798-1-2019.html</a>.</p>
<h2>I sistemi radianti sono tutti uguali o alcuni sono più efficienti?</h2>
<p>I sistemi radianti non sono tutti uguali: ci sono i più virtuosi, che consumano meno, e quelli un po’ meno efficienti. Nel 2016 è stata pubblicata la classificazione dei sistemi radianti in base all’efficienza energetica all’interno della norma <strong>UNI/TR 11619. </strong>In tutto ci sono 6 diverse classi: dalla AAA, la più efficiente, alla D, fanalino di coda della classifica. Il valore dell’efficienza energetica di un sistema radiante si calcola con un unico indice complessivo, definito RSEE (<em>Radiant System Energy Efficiency</em>), che considera diversi aspetti: la modalità di installazione, i componenti del sistema radiante, le logiche di regolazione e gli ausiliari. In base all’indice l’impianto.</p>
<p><em><strong>di Clara Peretti, segretario generale del <a href="https://www.q-rad.it/it/home/1-0.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consorzio Q-RAD</a></strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2019/06/24/sistemi-radianti-e-pavimentazioni-in-legno-domande-e-risposte/">Sistemi radianti e pavimentazioni in legno: domande e risposte</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bambù: è parquet o no?</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2015/01/16/bambu-parquet-no/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bambu-parquet-no</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Dorini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2015 15:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[IL PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[NORME & TECNICA]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Associativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iloveparquet.com/?p=6236</guid>

					<description><![CDATA[<p><em>Sono molte le problematiche legate al materiale bambù: è il motivo per cui l&#8217;Associazione Italiana Posatori Pavimenti di Legno ha richiesto, già nel 2010, il parere qualificato di Stefano Berti, Dirigente CNR/IVALSA L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un pensiero e di un linguaggio associativo comune su temi tutt’altro che secondari. E, soprattutto, sgomberare il ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2015/01/16/bambu-parquet-no/">Bambù: è parquet o no?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono molte le problematiche legate al materiale <strong>bambù</strong>: è il motivo per cui l&#8217;<strong>Associazione Italiana Posatori Pavimenti di Legno</strong> ha richiesto, già nel 2010, il parere qualificato di <strong>Stefano Berti</strong>, Dirigente <strong>CNR/IVALSA</strong> L’obiettivo è favorire lo sviluppo di un pensiero e di un linguaggio associativo comune su temi tutt’altro che secondari. E, soprattutto, sgomberare il campo da ogni dubbio interpretativo. </em></p>
<p><em><strong>Professor Berti, sono in molti a considerare il bambù come un ‘materiale legnoso’. Perché è un errore? Cosa li differenzia nettamente?</strong> </em></p>
<p><strong>Stefano Berti</strong>: Il legno, dal punto di vista puramente istologico, è il risultato dell’accrescimento secondario tipico delle gimnosperme e delle dicotiledoni.<strong> Il bambù, prodotto da piante appartenenti alla classe delle monocotiledoni, non può essere in questo senso definito legno</strong>. Le caratteristiche anatomiche e istologiche, d’altra parte, sono quelle che determinano le proprietà del legno come di ogni altro materiale di origine biologica. In questa prospettiva non è possibile assimilare incondizionatamente il comportamento tipico del legno a quello di un materiale che, seppure sotto certi aspetti simile, non è esente da differenze sostanziali.</p>
<p><strong><em>Alla luce di queste definizioni come dobbiamo regolarci rispetto alla Norma UNI EN 14342? È applicabile o no ai prodotti realizzati in bambù?</em> </strong></p>
<p><strong>Stefano Berti</strong>: La norma UNI EN 14342: 2008 “Pavimentazioni di legno &#8211; Caratteristiche, valutazione di conformità e marcatura” definisce e specifica le caratteristiche essenziali delle pavimentazioni di legno e del parquet, nonché i relativi metodi di prova per determinare tali caratteristiche, da utilizzare in ambienti interni siano essi ad uso privato che pubblico. Si riferisce alle tipologie di pavimentazioni di legno definite dalle norme di prodotto EN 13227, EN 13228, EN 13488, EN 13489, EN 14354, EN 14761 e prevede la valutazione di conformità e i requisiti per la marcatura di tali prodotti. Considerando la norma terminologica UNI EN 13756, che definisce pavimentazione di legno un “assemblaggio di singoli elementi di legno posati sulla struttura primaria o sul sottopavimento” e parquet una “pavimentazione di legno con uno spessore minimo dello strato superiore di 2,5 mm prima della posa”, <strong>risulta che la UNI EN 14342 non sia applicabile ai prodotti realizzati in bambù</strong>, in quanto non trattasi di legno. Inoltre, volendo anche assimilare il comportamento del bambù a quello del materiale legno, vi sarebbero delle difficoltà oggettive nell’applicazione della UNI EN 14342 considerando alcune caratteristiche prestazionali richieste. Ad esempio, nel caso della durabilità, la norma richiama le classi di rischio biologico specificate in EN 335-1 “Durabilità del legno e dei suoi prodotti a base di legno &#8211; Definizione delle classi di utilizzo &#8211; Parte 2: Applicazione del legno massiccio”, mentre per la durabilità naturale rimanda alla EN 350-2 “Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Durabilità naturale del legno massiccio. Guida alla durabilità naturale e trattabilità di specie legnose di importazione in Europa”. Naturalmente, non trattandosi di legno, il bambù non compare in tale normativa. Va chiarito che, a seguito di questa situazione chiaramente controversa, si è reso necessario cercare una soluzione al problema creando un Gruppo di lavoro ad hoc, in sede europea, nell’ambito del CEN/TC 175/WG33. Suo compito è sviluppare la specifica norma finalizzata per tale tipologia di prodotto. L’auspicio è che ciò avvenga in tempi brevi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2015/01/16/bambu-parquet-no/">Bambù: è parquet o no?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Posso mettere il parquet in bagno e in cucina?</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2014/12/12/posso-mettere-parquet-bagno-cucina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=posso-mettere-parquet-bagno-cucina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Dorini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 17:09:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[IL PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[parquet in bagno]]></category>
		<category><![CDATA[parquet in cucina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iloveparquet.com/?p=6342</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il parquet rende gli ambienti più caldi e accoglienti, non ci sono dubbi. Nelle cucine e nelle sale da bagno, però, il pavimento si trova a essere più frequentemente a contatto con acqua e umidità, oltre a essere sottoposto a un&#8217;usura più elevata. Se si sceglie il legno per questi ambienti, quindi, è bene accertarsi ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2014/12/12/posso-mettere-parquet-bagno-cucina/">Posso mettere il parquet in bagno e in cucina?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il parquet rende gli ambienti più caldi e accoglienti, non ci sono dubbi. Nelle cucine e nelle sale da bagno, però, il pavimento si trova a essere più frequentemente a contatto con acqua e umidità, oltre a essere sottoposto a un&#8217;usura più elevata. Se si sceglie il legno per questi ambienti, quindi, <strong>è bene accertarsi che sia trattato con prodotti di finitura adeguati, resistenti ai graffi e allo sporco e idrorepellenti</strong>.</p>
<p><strong>Ci sono poi delle specie legnose più resistenti di altre, il doussié è una di queste.</strong></p>
<p>Se il rivenditore ci fornisce queste garanzie&#8230; Via libera.</p>
<p>Naturalmente attenzione agli schizzi di acqua, alle macchie di grasso, alla caduta di oggetti. Siate consapevoli che con il passar del tempo il parquet potrebbe rovinarsi, cambiare colore, macchiarsi. Ma non è forse il bello del legno?</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-12602 size-large" src="http://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2015/07/Albert-7-1-1024x683.jpg" alt="Albert 7-1" width="1024" height="683" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2015/07/Albert-7-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2015/07/Albert-7-1-300x200.jpg 300w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2015/07/Albert-7-1-768x512.jpg 768w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2015/07/Albert-7-1-800x533.jpg 800w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2015/07/Albert-7-1-1280x854.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2014/12/12/posso-mettere-parquet-bagno-cucina/">Posso mettere il parquet in bagno e in cucina?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parquet tradizionale e parquet prefinito: quale differenza?</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2014/09/12/differenza-ce-tradizionale-prefinito/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=differenza-ce-tradizionale-prefinito</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Dorini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2014 16:07:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[IL PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[parquet prefinito]]></category>
		<category><![CDATA[Parquet tradizionale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iloveparquet.com/?p=6348</guid>

					<description><![CDATA[</p>
<p>Il parquet massiccio, detto anche &#8220;tradizionale&#8221; o &#8220;monostrato&#8221;, è realizzato con doghe costituite da un unico strato dello stessa specie legnosa.<br />
Il prefinito, o &#8220;parquet stratificato&#8221;, è realizzato con doghe costituite da più strati; lo strato di calpestio (anche detto strato nobile) è sempre di legno massiccio.</p>
<p>Per fregiarsi del termine &#8220;parquet&#8221;, lo strato nobile di un ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2014/09/12/differenza-ce-tradizionale-prefinito/">Parquet tradizionale e parquet prefinito: quale differenza?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-9487" src="http://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2013/12/33-1.jpg" alt="33" width="550" height="300" srcset="https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2013/12/33-1.jpg 550w, https://www.iloveparquet.com/wp-content/uploads/2013/12/33-1-300x164.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p>Il parquet massiccio, detto anche <b>&#8220;tradizionale&#8221;</b> o &#8220;monostrato&#8221;, è realizzato con doghe costituite da un unico strato dello stessa specie legnosa.<br />
Il prefinito, o <b>&#8220;parquet stratificato&#8221;</b>, è realizzato con doghe costituite da più strati; lo strato di calpestio (anche detto strato nobile) è sempre di legno massiccio.</p>
<p><strong>Per fregiarsi del termine &#8220;parquet&#8221;, lo strato nobile di un pavimento in legno deve essere di spessore non inferiore a 2,5 mm.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2014/09/12/differenza-ce-tradizionale-prefinito/">Parquet tradizionale e parquet prefinito: quale differenza?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quale marcatura CE?</title>
		<link>https://www.iloveparquet.com/2014/07/11/quale-marcatura-ce/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=quale-marcatura-ce</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luciano Dorini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jul 2014 16:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Domande&Risposte]]></category>
		<category><![CDATA[IL PARQUET]]></category>
		<category><![CDATA[Vita Associativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.iloveparquet.com/?p=6317</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché non si può ancora utilizzare la EN 14342 versione 2013 per la marcatura CE?</p>
<p>Il fabbricante che immette sul mercato europeo pavimentazioni di legno è tenuto a produrre la Dichiarazione di Prestazione (DoP) e ad apporre la relativa marcatura CE secondo norma EN 14342 e questo è un fatto ormai scontato.</p>
<p>Qualche perplessità invece si pone ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2014/07/11/quale-marcatura-ce/">Quale marcatura CE?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>Perché non si può ancora utilizzare la EN 14342 versione 2013 per la marcatura CE?</b></p>
<p>Il fabbricante che immette sul mercato europeo pavimentazioni di legno è tenuto a produrre la Dichiarazione di Prestazione (DoP) e ad apporre la relativa marcatura CE secondo norma EN 14342 e questo è un fatto ormai scontato.</p>
<p>Qualche perplessità invece si pone sulla versione della norma che il fabbricante deve utilizzare come riferimento per la suddetta marcatura poiché, ad oggi, ne esistono due versioni, diversamente datate: 2008 e 2013 e anche con diversi contenuti (per esempio, nella versione 2013 è esplicitamente escluso dallo scopo e campo di applicazione il bamboo e sono inoltre ammesse forme semplificate, in forma di codifica, della marcatura CE).</p>
<p>La risposta però è univoca: non vi è scelta, <b>la versione 2013, seppure pubblicata e disponibile da settembre 2013, non può essere utilizzata per la marcatura in quanto manca il passaggio fondamentale che la rende cogente, ossia la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Europea, ad oggi non ancora avvenuta</b>.</p>
<p>Pertanto occorre continuare a fare riferimento alla precedente versione 2008 fino a quando la Commissione Europea non scioglierà il suo riserbo sulla mancata pubblicazione della versione 2013.</p>
<p><em>Rita D’Alessandro, responsabile ufficio normative EdilegnoArredo e AIPPL</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.iloveparquet.com/2014/07/11/quale-marcatura-ce/">Quale marcatura CE?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.iloveparquet.com">I Love Parquet</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
