Sistemi radianti e pavimentazioni in legno: domande e risposte

Prosegue l’utile vademecum curato dall’ingegner Peretti per districarsi in un mondo in continua evoluzione. Focus su massetti e comfort.

Sistemi radianti a pavimento e parquet, quali sono le tappe dell’installazione?

Nella norma UNI EN 1264-4 sull’installazione dei sistemi radianti è definito il protocollo di primo avviamento, ovvero: il primo avviamento deve essere eseguita su massetti cementizi dopo 21 giorni dal loro completamento, per i massetti di solfato di calcio, dopo sette giorni e per massetti in asfalto, dopo un giorno. È fondamentale per tutti i materiali di massetto, seguire le specifiche del fabbricante. Il primo avviamento inizia a una temperatura del fluido compresa tra 20 °C e 25 °C che deve essere mantenuta per almeno tre giorni. Successivamente, viene impostata la temperatura massima di progetto che deve essere mantenuta per almeno altri quattro giorni. Il processo di primo avviamento deve essere documentato.
Altro aspetto fondamentale è il controllo dell’umidità residua del massetto prima della posa della pavimentazione.

Quali sono gli impianti più indicati per un edificio NZEB (Nearly Zero Energy Building)?

Gli impianti che si adattano meglio agli NZEB sono quelli efficienti: quelli che garantiscono risparmi, ottimizzazione, utilizzo delle energie rinnovabili. Tra i sistemi di emissione, i sistemi radianti presentano un impatto architettonico nullo e ben si coniugano, come noto, ai nuovi generatori di calore ad alta efficienza che lavorano con basse temperature di mandata. I sistemi radianti a bassa differenza di temperatura permettono di operare sia in fase di riscaldamento che di raffrescamento, determinando quindi un sistema completo e integrato per raggiungere un’elevata qualità dell’ambiente interno unitamente a un’alta efficienza energetica.

Qual è il valore chiave per regolare un sistema radiante d’estate?

Per quanto riguarda la temperatura di mandata, a differenza di altri impianti la regolazione più diffusa dei sistemi radianti in funzione di raffrescamento non è di tipo climatico, ma a punto fisso con set-point variabile in base alla temperatura di rugiada dell’ambiente a maggior tasso di umidità all’interno dell’edificio. Si tratta di un modello di regolazione che previene i problemi legati al fenomeno della condensazione del vapore acqueo presente sulla superficie radiante. Più precisamente, la centralina elettronica riceve i dati dalle sonde di temperatura e di umidità all’interno degli ambienti ricavandone la temperatura di rugiada e regolando di conseguenza la temperatura dell’acqua con semplici algoritmi.

Sistemi radianti a pavimento: cosa sono i massetti di finitura?

I massetti sono uno degli elementi chiave per l’installazione di un sistema radiante a pavimento. L’insieme degli strati tra il solaio e il rivestimento si chiama sottofondo. L’ultima sezione, spessa di solito tra 3 e 10 centimetri e utilizzata per la copertura degli impianti, è denominata massetto di finitura. Trattandosi del supporto diretto del pavimento deve rispettare tutti i requisiti che lo rendono idoneo a questa finalità: planarità, assenza di crepe o cavilli, elevate resistenze meccaniche e stabilità dimensionale. I massetti presenti sul mercato si diversificano fondamentalmente per il “legante” utilizzato (cemento, solfato di calcio, calce, magnesite…), per la loro “tipologia di applicazione” (consistenza terra umida o liquidi autolivellanti) e per ultimo se “realizzati in cantiere” o “preconfezionati-premiscelati” dalle case produttrici.

Sistemi radianti a pavimento: quali sono i requisiti di un massetto?

Tra le caratteristiche indispensabili che un massetto deve rispettare, anche in abbinamento a un sistema radiante a pavimento vi sono lo spessore e la resistenza meccanica. In ambiente civile, la resistenza meccanica non dovrà essere inferiore a 20 MPa, mentre per ambienti industriali non dovrà essere inferiore a 30 MPa. Il massetto deve presentarsi compatto e privo di fessure. Se sul massetto ci sono strati o zone con scarsa consistenza, friabili, significa che le performance meccaniche saranno scadenti e potrebbero causare rotture o distacchi della pavimentazione. Prima di poter procedere poi alla posa di una qualsiasi pavimentazione è assolutamente necessario che il massetto sia “stagionato“, cioè quasi del tutto disidratato. Per un composto in sabbia e cemento i tempi sono di 7-10 giorni per cm di spessore in buona stagione. Nel caso si utilizzino malte cementizie tradizionali, può durare più di un mese.

Che tipo di climatizzazione offre un sistema radiante?

A parità di temperatura, un ambiente climatizzato con un sistema radiante assicura una climatizzazione più omogenea rispetto a un impianto tradizionale. In base alla stagione, l’impianto radiante cede o assorbe calore all’ambiente senza grandi variazioni, soprattutto sulla temperatura dell’aria interna. Nel caso del riscaldamento radiante la superficie attiva cede calore sia alle altre superfici che all’aria ma, in virtù della maggiore temperatura della superficie attiva, la temperatura media radiante è maggiore di quella dell’aria. Nel caso del raffrescamento radiante, invece, la temperatura media radiante risulta minore della temperatura dell’aria.

I sistemi radianti producono correnti d’aria?

No, perché l’impianto cede calore alle superfici e non all’aria nell’ambiente. Le correnti d’aria sono provocate al contrario da termosifoni e impianti di aria condizionata e colpiscono soprattutto alcune zone del corpo come le caviglie (0,1 metri di altezza) e la nuca (1,1 metri di altezza per persone sedute e 1,7 per presone in piedi).

Quali sono le norme sul comfort termico?

Il comfort termoigrometrico, la sensazione di benessere o disagio in termini di caldo e freddo, è disciplinata dalle norme UNI EN ISO 7730 e ANSI/ASHRAE 55, in base alle quali un ambiente confortevole, come quello garantito da un sistema radiante, è dove non ci differenze sostanziali tra temperatura dell’aria, umidità relativa, velocità dell’aria, temperatura media radiante delle pareti. A breve uscirà la nuova norma UNI EN 16798-1 dal titolo “Energy performance of buildings – Ventilation for buildings – Part 1: Indoor environmental input parameters for design and assessment of energy performance of buildings addressing indoor air quality, thermal environment, lighting and acoustics”, che dal 1° maggio ha sostituito la norma UNI EN 15251. Per approfondire: http://store.uni.com/catalogo/index.php/en-16798-1-2019.html.

I sistemi radianti sono tutti uguali o alcuni sono più efficienti?

I sistemi radianti non sono tutti uguali: ci sono i più virtuosi, che consumano meno, e quelli un po’ meno efficienti. Nel 2016 è stata pubblicata la classificazione dei sistemi radianti in base all’efficienza energetica all’interno della norma UNI/TR 11619. In tutto ci sono 6 diverse classi: dalla AAA, la più efficiente, alla D, fanalino di coda della classifica. Il valore dell’efficienza energetica di un sistema radiante si calcola con un unico indice complessivo, definito RSEE (Radiant System Energy Efficiency), che considera diversi aspetti: la modalità di installazione, i componenti del sistema radiante, le logiche di regolazione e gli ausiliari. In base all’indice l’impianto.

di Clara Peretti, segretario generale del Consorzio Q-RAD