Bellicini: “Cresceremo solo puntando su innovazione, tecnologia e informatizzazione”


Il sistema edilizia-arredo (porte interne e d’ingresso, infissi e serramenti, pavimenti, arredo urbano e per esterno) è una delle colonne portanti della filiera italiana del LegnoArredo: vale infatti oltre 5 miliardi di euro e occupa circa 90.000 addetti. E nonostante il ridimensionamento del mercato nazionale, causato dalla generale crisi dell’edilizia, il sistema continua a dimostrare la sua competitività conquistando nuovi mercati all’estero. Lo evidenzia il Centro Studi FederlegnoArredo: tra il 2009 e il 2013 la crescita delle esportazioni è stata superiore al 30%. Nel 2013 l’export verso l’area Ue cresce del +13,4%, con un totale di oltre 301 milioni di euro, quello verso l’area extra-Ue – con 371 milioni – presenta incrementi superiori al 50%. In questa area si registrano i risultati più significativi: Europa non Ue (Russia, Turchia eccetera) +58,6%, Medio Oriente (+76,8%), Stati Uniti e Canada (+84,7%).

Questi alcuni dei dati emersi nel corso dellal recente assemblea di EdilegnoArredo, tenutasi a Sesto San Giovanni (Milano) il 4 luglio scorso. «Risentiamo ancora del colpo di coda della recessione, ma tutti gli indicatori macroeconomici ci fanno ben sperare» ha commentato Massimo Buccilli, neo-presidente dell’associazione, eletto proprio il 4 luglio.

Ma l’assempblea del 4 luglio è stata anche una preziosa occasione di riflessione e di confronto, grazie agli interessanti spunti forniti da Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio), che ha realizzato per EdilegnoArredo una ricerca mirata sul settore.

«Stiamo attraversando la fase più difficile del mercato – ha esordito Bellicini -, la resa dei conti di sei anni di crisi, un momento in cui segnali di ripartenza convivono con situazioni di estrema difficoltà». E’ iniziato il 7mo ciclo edilizio? Bellicini si è sbilanciato e ha parlato del 2015 come dell’anno in cui si inizerà, con prudenza, a uscire dalla crisi. Fermo restando che il mercato non sarà più quello di una volta: ci sarà una grossa spaccatura tra chi continuerà a lavorare come prima (sia nel nuovo sia nel comparto della riqualificazione edilizia, in continua crescita) e chi farà innovazione, un driver di crescita importantissimo, che farà una grande selezione.

RIDUZIONE + RICONFIGURAZIONE, queste le parole chiave della nuova fase edilizia. Perché, come ha dichiarato il presidente di Confindustria Squinzi in un’occasione recente: «Tre quinti della riduzione dei volumi prodotti non sono recuperabili negli stessi tipi di beni e attività che esistevano prima della crisi», di qui la necessità di «scelte di rottura, anche dolorosa, rispetto alle tradizioni consolidate».

«E’ l’inizio di un anuova storia per un pezzo del mercato delle costruzioni – ha proseguito Bellicini -. Serve un micro-modello di offerta in grado di aggregare la micro-domanda». Occorre aver ben presente la necessità di integrare i differenti sistemi di vendita (il punto vendota, il web, i social network…), non a caso non si parla più di multicanalità, ma di omnicanalità; bisogna porre attenzione ai nuovi driver – innovazione, tecnologia e informatizzazione; bisogna affrontare seriamente il tema della sostenibilità (non una vuota parola, ma una partita da giocare ora). Questoi gli spunti lanciati da Bellicini.

Parlando del ‘mercato mondo‘, il direttore di Cresme ha tracciato un quadro a tinte rosee, con una crescita del comparto delle costruzioni, tra il 2013 e il 2025, del 70%. Questo periodo sarà caratterizzato da uno sviluppo delle economie di Canada e Stati Uniti, dal rallentamento dei Paesi in crescita (leggi Cina e India) e da un grande interesse attorno al mercato africano. Una nota importante: il comparto residenziale tornerà a crescere.

Parlando dell’Italia, Bellicini si è espresso con parole critiche: «Il vero problema del nostro Paese è che giochiamo un’altra partita, non facciamo più innovazione – e citando Rita Levi-Montalcini ha aggiunto -: siamo un Paese di grandi intelligenze singole e scadenti intelligenze collettive». L’unico modo per sopravvivere è puntare su innovazione, organizzazione e correttezza, qualità che solo a tratti si trovano nella nostra imprenditoria.

 

Federica Fiorellini