Cersaie 2026, la forza di una fiera che continua a creare incontri


Oltre 92mila presenze, una partecipazione internazionale vicina alla metà del totale e cinque giornate di appuntamenti per imprese e professionisti. Il racconto di I Love Parquet, dall’Agorà dei Media alle consulenze ai privati

Federica Fiorellini

Si è conclusa venerdì 25 settembre a BolognaFiere la 43ª edizione di Cersaie. Un’edizione che, nelle parole di Augusto Ciarrocchi, presidente di Confindustria Ceramica, ha confermato la solidità della manifestazione in un momento difficile per l’economia e per gli scambi internazionali. «Il vero successo è restare “normali”», ha osservato commentando risultati che mantengono Cersaie tra i grandi appuntamenti internazionali per la ceramica, l’arredobagno, il design e l’architettura.

I numeri restituiscono le dimensioni della fiera: sedici padiglioni interamente occupati, 145.000 metri quadrati di superficie complessiva e 595 aziende espositrici. Di queste, 314 appartengono al comparto delle piastrelle di ceramica, 96 all’arredobagno e 185 ai settori della posa, delle materie prime, delle nuove superfici e dei servizi. Gli espositori esteri sono stati 233, pari al 39% del totale, da 24 Paesi.

Nelle cinque giornate sono state registrate 92.352 presenze, il 2,4% in meno rispetto all’edizione 2025. Il calo riguarda soprattutto gli operatori italiani, passati da 49.671 a 47.852. La partecipazione internazionale è rimasta invece pressoché stabile: 44.500 presenze contro le 44.906 dello scorso anno. I visitatori dall’estero rappresentano così il 48,2% del totale. È un dato che conferma la capacità di Cersaie di mettere in relazione le aziende con mercati e professionisti ben oltre i confini italiani.

Accanto all’esposizione, la manifestazione ha proposto occasioni di confronto su alcuni temi che incidono direttamente sul futuro delle imprese. Il convegno inaugurale, Energia sostenibile per la competitività, ha portato al centro del dibattito il peso dei costi energetici e delle quote ETS per l’industria ceramica. Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale, tra cui i ministri Tommaso Foti e Adolfo Urso. Il tema è concreto: la capacità di continuare a investire e competere sui mercati internazionali dipende anche dalle condizioni in cui le aziende producono.

Cersaie ha dedicato spazio anche alla formazione e al lavoro dei professionisti. Nel Padiglione 19, la Città della Posa ha ospitato per tutte le cinque giornate incontri, seminari tecnici e dimostrazioni pratiche. Per la prima volta, inoltre, oltre 500 addetti alle vendite nelle sale mostra italiane hanno partecipato a corsi di formazione organizzati durante la fiera. Sono iniziative che allargano il valore della visita: ai prodotti esposti affiancano competenze da riportare nel lavoro quotidiano.

Il programma culturale ha richiamato architetti e progettisti. Le Lectio Magistralis di Alejandro Aravena e Annabelle Selldorf hanno raccolto complessivamente oltre 800 partecipanti; i Café della Stampa hanno dato voce a conversazioni sull’architettura, sulle superfici e sui modi di abitare. Non sono mancate le iniziative rivolte ai giovani, dagli incontri tra imprese, laureati e laureandi del Career Day alla partecipazione degli studenti delle scuole superiori. A raccontare la manifestazione sono stati 684 giornalisti, 284 dei quali esteri.

Come ha sottolineato Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere, nei momenti complessi le fiere aiutano le imprese a trovare «mercati, relazioni e nuove opportunità di crescita». È forse la chiave migliore per leggere questa edizione: i numeri descrivono la tenuta di Cersaie, mentre gli incontri spiegano perché continui a essere un appuntamento atteso.

I Love Parquet nell’Agorà dei Media

Anche quest’anno I Love Parquet ha partecipato con uno stand nell’Agorà dei Media, lo spazio della Mall 29 – 30 dedicato alle testate di settore. Per noi è un luogo prezioso: la fiera ci permette di vedere da vicino aziende e prodotti, ma lo stand ci offre qualcosa di diverso: il tempo per parlare con chi ci legge.

Sono passati a trovarci soprattutto rivenditori di pavimentazioni, aziende e architetti. Abbiamo scambiato impressioni sulla fiera, parlato di progetti e del lavoro di ogni giorno, ascoltato osservazioni e idee. Ritrovare persone che conosciamo da tempo e conoscerne di nuove è una parte importante della nostra presenza a Bologna. Sono conversazioni che proseguono anche dopo la chiusura dei padiglioni e che spesso suggeriscono temi da approfondire sulle pagine della rivista.

Nelle ultime due giornate abbiamo partecipato a “Cersaie disegna la tua casa”, l’iniziativa che offre ai visitatori privati consulenze gratuite per la propria abitazione. È un appuntamento al quale I Love Parquet prende parte da anni e che porta il mondo del progetto a confrontarsi con domande molto concrete. Quando si sceglie una pavimentazione, infatti, estetica e desideri devono incontrare le caratteristiche degli spazi, le abitudini di chi li vive e gli aspetti tecnici. La consulenza offre l’occasione di ragionare su tutti questi elementi insieme.

Uno sguardo al mondo dei pavimenti

Nel percorso tra i padiglioni abbiamo incontrato vecchi amici: Italprofili, Mapei, Profilpas e Progress Profiles. La presenza delle aziende dei profili e dei prodotti tecnici ricorda quanto sia articolato il sistema pavimento: la qualità di una superficie dipende anche dai materiali per la posa posa, dai raccordi, dai dettagli e dalla competenza di chi la realizza. Il mondo dei pavimenti in legno, quest’anno, era presenta solo con due aziende, Skema e Bassano Parquet, una rappresentativa più esigua rispetto alle edizioni passate.

Da Bologna, in generale, ci portiamo a casa l’impressione di una manifestazione capace di tenere insieme mercato, formazione e cultura, un’occasione per ascoltare, raccontare e costruire relazioni.

La prossima edizione di Cersaie si terrà a Bologna dal 27 settembre al 1° ottobre 2027.