Bruxelles, 4 dic.- (AdnKronos) – Sul Made in “non c’è stato accordo, perché diversi Stati membri” dell’Unione europea, “tra cui la Germania, non hanno una visione comune. Non siamo riusciti a trovare una mediazione”. Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, al termine del Consiglio Ue Competitività, sul mancato accordo sulla normativa per l’etichettatura del ‘Made in’.
Il Made in – che garantisce ai consumatori europei il diritto di sapere da dove il prodotto proviene, così come avviene negli Stati Uniti e in Giappone – è un provvedimento fortemente voluto dalle imprese italiane.
E’ passata la linea dei Paesi nordici (Germania in testa), che preferiscono non dare risalto al luogo di origine dei prodotti, non potendo contare su un brand molto forte come il Made In Italy.
Per rimandare un provvedimento che si trascina da mesi, è stato scelto di chiedere un approfondimento. Come ha spiegato il ministro Guidi, per l’inizio del 2015 (a semestre italiano concluso) è atteso uno studio della Commissione sull’impatto che un accordo su questo tema potrà avere sull’economia europea.



