L’industria europea delle segherie torna a chiedere un quadro normativo che favorisca la competitività del settore, una gestione sostenibile delle foreste e un accesso stabile alle materie prime rinnovabili. È quanto emerso durante l’Assemblea Generale dell’European Organisation of the Sawmill Industry (EOS), svoltasi il 17 giugno a Bruxelles, dove rappresentanti dell’industria, della filiera forestale e delle istituzioni europee si sono confrontati sulle principali sfide che interessano il comparto.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il rapporto annuale dell’associazione, che offre un quadro dell’andamento del mercato europeo del legname, della produzione e delle principali attività svolte dall’organizzazione nell’ultimo anno.
Un settore che rappresenta una parte rilevante della bioeconomia europea
Secondo i dati illustrati dall’EOS, il settore europeo delle segherie comprende circa 32.000 aziende, impiega oltre 220.000 lavoratori e genera un fatturato superiore a 51 miliardi di euro. L’organizzazione sottolinea il ruolo dell’industria nella fornitura di materiali rinnovabili e a basse emissioni di carbonio destinati a diversi comparti produttivi.
Aprendo i lavori dell’assemblea, il presidente dell’EOS, Tommi Sneck, ha evidenziato l’importanza della collaborazione lungo tutta la filiera forestale e del legno, ribadendo il contributo del settore agli obiettivi europei legati alla bioeconomia.
Materie prime sempre più sotto pressione
Uno dei temi centrali dell’assemblea ha riguardato la crescente pressione sulla disponibilità di materia prima, dovuta a diversi fattori, tra cui gli effetti del cambiamento climatico, la diffusione di parassiti forestali e l’evoluzione della normativa europea.
Secondo l’EOS, la tutela delle foreste e la gestione forestale sostenibile dovrebbero procedere parallelamente alla necessità di garantire un approvvigionamento costante di legname destinato alle attività industriali.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al comparto delle latifoglie. La vicepresidente dell’EOS per il settore hardwood, Maria Kiefer-Polz, ha richiamato l’attenzione sulle persistenti difficoltà legate alla disponibilità dei tronchi e al calo della domanda interna, evidenziando al tempo stesso le prospettive di utilizzo del legno di latifoglia nelle costruzioni e nelle applicazioni a maggiore valore aggiunto.
Focus sulle politiche climatiche europee
Durante l’assemblea sono stati approfonditi anche alcuni dossier legislativi europei che potrebbero avere ricadute sul comparto forestale e del legno.
Tra gli interventi, Frida Sund Falkevik della Direzione Generale per l’Azione per il Clima della Commissione europea (DG CLIMA) ha illustrato gli sviluppi relativi al regolamento LULUCF e alle prospettive del quadro europeo per le politiche climatiche oltre il 2030.
Successivamente, Gonzalo González Jurado, della Direzione Generale Ambiente (DG ENV), ha presentato gli aggiornamenti riguardanti le nuove linee guida della Birds Directive Guidance e lo stato delle verifiche sulle Direttive per gli Uccelli e il loro Habitat. Gli interventi hanno costituito la base per un confronto tra i membri dell’associazione sugli effetti che tali provvedimenti potrebbero avere sulla disponibilità di materia prima e sull’attività del settore.
Produzione di legname: lieve calo per le conifere, stabilità per le latifoglie
I dati raccolti dai membri dell’EOS mostrano che nel 2025 la produzione di legname segato di conifera nei Paesi aderenti all’organizzazione è diminuita dell’1,5% rispetto all’anno precedente.
Per il 2026 è previsto un ulteriore lieve calo, attribuito principalmente alla debolezza del mercato europeo delle costruzioni. Dopo il picco raggiunto nel 2021, la produzione di conifere è diminuita di circa il 10% nei due anni successivi, per poi stabilizzarsi dal 2023 su livelli inferiori rispetto al periodo precedente alla pandemia.
L’andamento del comparto delle latifoglie appare simile: nel 2025 la produzione di legname segato è aumentata dello 0,2% rispetto al 2024, dopo il forte ridimensionamento registrato negli anni successivi al picco del 2021. Per il 2026 l’organizzazione prevede una crescita contenuta.
Il rapporto annuale analizza anche il mercato delle costruzioni e lo stato delle foreste europee
Oltre ai dati sulla produzione, il rapporto annuale dell’EOS dedica spazio all’evoluzione del mercato europeo delle costruzioni, analizzando la quota del legno come materiale da costruzione nei diversi Paesi europei.
Un capitolo è inoltre dedicato alla disponibilità di materia prima e sintetizza le conclusioni del rapporto State of Europe’s Forests 2025 di FOREST EUROPE. Secondo quanto riportato nel documento, il volume complessivo di legno presente nelle foreste europee continua ad aumentare e i livelli di prelievo rimangono inferiori all’incremento naturale della biomassa forestale, mantenendosi entro limiti considerati sostenibili.
L’Assemblea Generale dell’EOS si è conclusa con la richiesta di politiche europee che, secondo l’organizzazione, consentano di coniugare la tutela delle foreste con una gestione forestale sostenibile, garantendo al contempo un accesso adeguato alle materie prime. L’obiettivo indicato è creare condizioni favorevoli agli investimenti e all’innovazione lungo l’intera filiera forestale, sostenendo il contributo del settore agli obiettivi climatici e industriali dell’Unione europea.




