Conoscere i legni: il Noce


Parliamo di Noce nazionale o biondo (Juglans regia) edi Noce nero o canaletto (Juglans nigra). I parquet realizzati con queste specie legnose “sostenibili” sono da considerarsi pregiati per la loro ricchezza espressiva ed estetica.

Il noce (Juglans regia) è un albero da frutto della famiglia botanica delle Juglandaceae. Questa famiglia comprende circa sessanta specie di alberi, ripartite in sette generi; quello di cui approfondiremo la conoscenza è lo Juglans.

Le due principali specie di noce oggi un po’ ovunque conosciute sono il Noce nazionale o biondo (Juglans regia) e il Noce nero o canaletto (Juglans nigra), ambedue fornitrici di pregiato legno, utilizzato per diversi impieghi, dal mobile al pavimento all’ebanisteria.

Noce nazionale e Noce nero, la storia

Il noce nazionale è stata una delle prime piante da frutto a essere coltivata nell’antichità dai popoli meditterranei. Jovis glans – ghianda di Giove – identificava nell’antichità il frutto della noce, connesso sia al divino e sia all’unione mistica delle due polarità del maschile e del femminile.

Plinio il Vecchio, nella sua opera “Naturalia Historia”, descrive il frutto della noce indicandone l’importanza, grazie ai greci, che importarono la pianta dall’Asia nell’antichità.

Tutte le civiltà hanno attribuito alla pianta del noce particolari significati e proprietà terapeutiche.

La provenienza in origine, per il noce nazionale, è l’Asia centrale, un’area che ricomprende gli attuali stati del Kazachistan, Kirghizistan e altri paesi limitrofi alla catena montuosa dell’Himalaya, mentre per il Noce nero l’origine è quella degli Stati Uniti d’America.

Oggigiorno, vista l’importanza economica della pianta da legno, l’albero del Noce viene coltivato anche in Europa, soprattutto nelle aree dell’Est Europa.

Caratteristiche

Il Noce è una pianta che può raggiungere mediamente i 25 metri e oltre in altezza; in Kirghizistan ancor oggi si possono osservare piante allo stato selvatico di altezze superiori ai 25 metri e con diametro di oltre un metro.

L’albero riesce a vivere oltre un paio di secoli; viene coltivato in zone pianeggianti e collinari e lo si trova spesso in ambito agricolo presso le case dimora degli agricoltori.

Specie solitaria, il Noce non condivide gli spazi con altre piante, in quanto soggetto al fenomeno chiamato “allelopatia” (detta anche competizione chimica o antagonismo radicale), ossia la produzione a livello radicale di sostanze metaboliche (le rizotossine) che risultano velenose per piante della stessa o di altre specie, inibendo la germinazione dei semi o intossicando le radici di esemplari già grandicelli che vengano trapiantati nella zona limitrofa.

Il durame del noce nazionale è di color marroncino chiaro tendente al bruno, talvolta con riflessi dorati riscontrabili nelle venature; il legno di noce canaletto è invece di color marrone scuro, talvolta tendente al nerastro.

Il peso specifico mediamente si aggira, per ambedue le specie, attorno ai 600 Kg al metro cubo.

Il legno si presta a essere lavorato mediamente bene in falegnameria, esclusa la curvatura.

Attenzione ai nomi

Diverse sono le specie che comunemente in commercio vengono indicate con il nome principale di Noce, poi accompagnato con vari altri appellativi, per esempio: Noce boliviano (Yesquero-Cariniana excelsa), Noce Daniela (Ovangkol-Guibortia ehie), Noce Tanganika (Aniegrè-Aningeria robusta), Noce brasiliano (Imbuia-Phoebe porosa). Questo uso improprio di promuovere specie molto diverse, accomunate al noce nazionale solo per il fatto di avvicinarsi, come colore, alle tonalità di quest’ultimo, unito alla possibilità di approvvigionarsi di questi altri legni succedanei al noce nazionale a prezzi più bassi dell’originale, ha comportato il venir meno dell’impiego del noce biondo, nonostante ci sia una buona disponibilità sul mercato; poi sicuramente le “mode” hanno fatto sì che venisse valorizzato il noce canaletto, nonostante un prezzo oggigiorno sostenuto, in quanto forse offriva, dal punto di vista estetico, maggior uniformità di colore, questo anche grazie al processo di vaporizzazione del legname allo stato fresco.

Un legno nobile

Pregiate, famose e ricercate le radiche e le piume di ambedue le specie, Noce nazionale e Noce nero, sono utilizzate ancor oggi per impreziosire arredi di ogni stile e gusto, oltre al loro legno di primo fusto.

I Noci sono considerati legni nobili, al pari di Mogani e Palissandri, anche per realizzare pavimenti ricchi di geometrie e tarsie, ancor più delle quercie (rovere, farnia, roverella).

I parquet prodotti con queste specie sono da considerarsi pregiati per la loro ricchezza “espressiva” ed estetica, soprattutto il noce biondo; quello di origine campana è selezionato ancor oggi per essere il miglior nella realizzazione di arredi, mentre quello ferrarese è ottimo per ricavare radiche di particolare pregio, per rivestire anche gli interni di autovetture di lusso, come Bentley e Mercedes.

Architetti e designer attenti, e non solo quelli più noti, continuano a proporre ancora queste specie legnose “sostenibilissime” per progetti dove il lavoro degli artigiani deve essere molto accurato per dare lustro ai manufatti realizzati (un esempio su tutti gli arredi di Villa Necchi a Milano, in buona parte realizzati in Noce nazionale).

Presso la xyloteca Lignamundi a San Giovanni al Natisone, dove sono raccolte le oltre 1000 specie legnose impiegate attualmente dall’industria e dall’artigianato nel mondo, si può prendere visione delle spettacolari figure che questi legni offrono, sotto forma di tavole e impiallacciature, ma soprattutto in raffinati oggetti, tavoli e pavimenti.

di Gianni Cantarutti