Parquet: da prodotto a lovemark

È successo poco dopo Natale. Stavo tentando di spiegare a mio marito gli strani effetti della campagna per il lancio nuova crema spalmabile di Barilla (mio figlio, che odia il cioccolato, ha passato in rassegna per giorni gli scaffali del supermercato per toccare con mano, per primo, il magico vasetto Pan di Stelle), quando lui, stizzito, mi ha detto che non voleva nemmeno sentirlo nominare quel prodotto. “La Nutella non si tocca”. Discussione chiusa.

Amore e lealtà. Questi – secondo il pubblicitario Kevin Roberts, ex presidente di Saatchi & Saatchi (una delle più grandi agenzie di comunicazione al mondo) – sono i due sentimenti che sono capaci di generare i lovemark: prodotti che si distinguono dagli altri player della loro categoria perché creano con il cliente una relazione che va oltre la razionalità. Una relazione d’amore (come quella di mio marito con la Nutella).

Sarà deformazione professionale, sarà che sul tavolino della sala tengo sempre l’ultima copia di I Love Parquet, ma io ho pensato subito al legno.

Se amore e rispetto è ciò di cui molti prodotti avrebbero bisogno per consolidare le relazioni con i propri clienti, noi che ci occupiamo di parquet partiamo decisamente avvantaggiati. Un pavimento in legno ha tutte le carte in regola per penetrare nel sistema di valori del consumatore, perché il legno dà sicurezza e crea emozioni allo stesso tempo. E poi è autentico, e credo che non ci si possa innamorare veramente di qualcuno – o qualcosa – che non lo è.

Bisogna saperlo raccontare, certo. Dobbiamo mettercela tutta, e dobbiamo farlo tutti insieme (produttori, rivenditori, posatori, associazioni), utilizzando anche nuovi strumenti.

Noi facciamo la nostra parte, con il portale, la rivista, le newsletter e i social. Siamo nati per quello del resto: per raccontare la straordinaria bellezza del pavimento di legno (che sia massiccio, prefinito, a rombi, a maxi-doghe o a listelli), per cercare di trasformare il parquet in un lovemark, in un oggetto da percepire attraverso i cinque sensi, da rispettare e da amare. Chi ci segue?

di Federica Fiorellini