L’Italia aderisce al Brevetto unitario europeo


L’Italia aderirà al brevetto unitario dell’Unione europea. Lo ha annunciato ai partner Ue il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, nel corso del Consiglio Ue Competitività.

L’Italia non aveva aderito denunciando la discriminazione linguistica del Brevetto Ue, a causa della scelta di utilizzare solamente l’inglese, il francese e il tedesco.

Prima di formalizzare l’adesione -ha affermato Gozi- è opportuno un passaggio in Parlamento, ma vogliamo procedere molto rapidamente aderendo nei prossimi mesi“. Gozi ha spiegato di aver “comunque sottolineato al Consiglio che per noi l’aspetto della discriminazione linguistica rimane un elemento di disunione e non di unione“.

Si prevede che tale sistema diventerà operativo a partire dal 2016.

Nell’Unione Europea la protezione tramite brevetto è al momento assicurata da due sistemi: i sistemi nazionali e il sistema europeo. La domanda di registrazione di un brevetto in più Paesi europei all’Ufficio di Monaco si traduce nel rilascio di un “fascio di brevetti” nazionali, i quali devono essere singolarmente convalidati nei Paesi di interesse dagli uffici competenti.

Il nascente sistema del “brevetto unitario” non prevede le convalide nazionali e le relative traduzioni. Una volta concesso – in inglese, francese o tedesco – è automaticamente valido in tutti gli Stati aderenti.

Il presidente di FederlegnoArredo, Roberto Snaidero ha commentato con soddisfazione la decisione: “Il brevetto unitario darà alle imprese italiane, soprattutto le piccole e medie, che in proporzione subiscono maggiormente i costi legati alla difesa giudiziaria contro la contraffazione, l’occasione di essere più competitive”.

Secondo Confindustria, riferisce FederlegnoArredo, il risparmio complessivo annuale per le imprese potrebbe arrivare a 9 milioni di euro, più altri 5 milioni relativi all’eliminazione delle cause parallele in Italia e nel resto d’Europa: “Oggi il solo costo delle traduzioni dei brevetti concessi nelle lingue nazionali, che il nuovo sistema eviterebbe, è stimato in 270 milioni di euro l’anno, di cui il 20 per cento riferito ad aziende italiane“.

Fonte: federlegnoarredo.it