Nasce il Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy per la filiera del ‘bello e ben fatto’

E’ stato costituito lo scorso 15 novembre a Milano il Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy, coordinato da SMI – Sistema Moda Italia, l’associazione di categoria del tessile-abbigliamento aderente a Confindustria.

Ospite dell’inaugurazione, il presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini ha commentato: “Il coinvolgimento delle imprese, dei principali centri di ricerca e università garantirà a questa iniziativa una spinta innovativa che gioverà a tutto il nostro settore”.

Il Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy è un’alleanza pubblico-privato per far dialogare in modo più fluido e strutturato gli atenei e il mondo della ricerca con le realtà delle filiere del “bello e ben fatto”: arredo e suoi complementi, tessile-abbigliamento, scarpe, accessori in pelle, occhiali, pellicce, orafi. Coinvolgendo da subito anche i settori dell’agroalimentare e della meccanica.

orsini

Il presidente di FederlegnoArredo Emanuele Orsini

Una grande sfida – ha continuato Orsiniche consentirà alle nostre associate di disporre di un centro di eccellenza e dialogo utile a supportare le attività di ricerca e sviluppo, alle prese quotidianamente con le sfide di un mercato in costante e rapida mutazione. Non solo, la presenza di Marta Anzani come rappresentante di FederlegnoArredo nel comitato di coordinamento del cluster sarà sinonimo di un forte presidio delle tematiche di nostro maggiore interesse”.

Ventidue i soci fondatori che hanno sottoscritto l’atto costitutivo:
• 7 associazioni nazionali, tra cui FederlegnoArredo, CNA e Confartigianato;
• 7 cluster regionali, poli di innovazione, centri tecnologici, stazioni sperimentali;
• 8 enti di ricerca e università, tra cui CNR, Enea, La Sapienza di Roma, Federico II di Napoli, Università di Bologna, Università di Firenze, INSTM (Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali).

A questi a breve si uniranno altri 6 soci fondatori, che completeranno il team di partenza. Ai soci fondatori spetterà l’importante compito di avviare l’attività del Cluster, organizzarne il funzionamento e iniziare a redigere il piano d’azione triennale richiesto dal MIUR.

L’iniziativa punta a coinvolgere da subito il maggior numero di soggetti, in una logica di inclusività. Già molte imprese e altri istituti di ricerca hanno manifestato l’interesse ad aderire e 10 regioni, tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Umbria, hanno assicurato il loro supporto un anno fa, in occasione della presentazione del progetto.

Soddisfatto il presidente del Cluster Alberto Paccanelli: “Le richieste di autentica sostenibilità e la rivoluzione digitale stanno mutando rapidamente lo scenario in cui si muovono le case dello stile di vita italiano. Per accompagnarle e sostenerle in questa fase di profonda trasformazione, il Cluster si porrà come elemento catalizzatore, per far lavorare in modo sinergico il mondo della ricerca e quello dell’industria, nel campo della ricerca applicata e del trasferimento tecnologico”.



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