Contract District: architettura e real estate guidano la Milano del futuro

Ambizioni, sfide, sogni, dinamismo e proiezione verso l’alto, in tutti i sensi. Questi gli attributi che rendono Milano la città più attrattiva non solo dal punto di vista socio-economico ma anche da quello architettonico, urbanistico, immobiliare.

A raccontare come il capoluogo lombardo si sia trasformato in questi ultimi anni, un video inedito realizzato dalla rivista Interni in collaborazione con il fotografo Stefano Topuntoli. Il video è stato presentato in anteprima assoluta lo scorso mercoledì 15 novembre, nella cornice di Milano Contract District, il concept showroom candidato al prestigioso premio Compasso d’Oro 2018 che abbina esclusivi servizi e strategie per il real estate ai migliori brand di interior e home design.

Dal Portello all’area Fiera Rho-Pero, da Rogoredo a Porta Nuova, passando per i nuovi quartieri di City Life, Maciachini District/Via Imbonati, l’Expo Village, Porta Vittoria, fino alle architetture di Fondazione Feltrinelli e Fondazione Prada, l’Università Bocconi e alla prossima riqualificazione degli scali ferroviari, Milano assume un volto internazionale con edifici divenuti non solo vere e proprie icone dello skyline cittadino ma anche nuovi luoghi di incontro e aggregazione, finalizzati a valorizzare la loro duplice funzione commerciale e residenziale.

A commentare l’ambizione del capoluogo lombardo è intervenuto l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, il quale ha sottolineato l’importanza di coinvolgere l’intero spa-zio urbano nel processo di sviluppo metropolitano: “La nostra prima preoccupazione è far si che la crescita di Milano avvenga ad un’unica velocità e riesca a coinvolgere tutte le classi sociali e tutte le componenti culturali della città. Il valore simbolico prefigurato un secolo fa dal dipinto del Boccioni si è perfettamente immedesimato con l’immagine at-tuale dei nuovi edifici e delle recenti costruzioni, ma le sfide che ci attendono sono moltissime e sono evocate anche in questo video. In particolare, il tema della riconversione degli scali ferroviari, sarà un momento di grande ulteriore trasformazione. Il nostro obiettivo di crescita deve però essere condiviso come una responsabilità nazionale. In un momento in cui il paese attraversa momenti di grande difficoltà, la reputazione che Milano ha oggi nel mondo è una straordinaria piattaforma di sviluppo non soltanto per far salire la città ma per far crescere l’intera nazione”.

L’architetto Simona Collarini, direttore area pianificazione urbanistica generale del Comune di Milano, ha quindi aggiunto. “Oltre all’equilibrio sociale, la prossima sfida della città e dell’architettura, è quella dell’equilibrio ambientale. La trasformazione degli scali sarà già improntata ad alcuni meccanismi, che riguardano proprio i concetti e i principi della sostenibilità in base ai nuovi modi di abitare e costruire la città e lo spazio pubblico. Fra qualche giorno lanceremo per la prima volta un programma che mette in gioco aree oggi in stato di abbandono e di degrado, presentandole sullo scenario dello sviluppo immobiliare internazionale attraverso una progettazione che si basa appunto su principi di sostenibilità ambientale”.

Un concetto, quello dell’attenzione agli equilibri dell’ambiente circostante, ricordato anche da Gilda Bojardi, direttore di Interni: “Milano è la città italiana più attrattiva e dinamica del panorama immobiliare. Nell’ultimo biennio infatti, gli investimenti nazionali sono raddoppiati e quelli internazionali triplicati, sia nella compravendita sia nella rendita anche grazie a innovativi modelli di business, come Milano Contract District, in grado di abbinare all’offerta immobiliare una serie di proposte di servizi e customizzazioni di interior che ne possono ulteriormente stimolare la domanda”.

Delle 5200 startup tracciate negli ultimi 15 mesi in Italia, oltre 1.000 hanno preso vita all’interno dell’area metropolitana di Milano. Tra queste anche Milano Contract District: la prima design platform al mondo dedicata al real estate alla quale hanno aderito un gruppo di marchi top dell’interior e delle finiture (dai rivestimenti alle porte all’arredo) che, sotto un’unica regia e grazie ad un pacchetto di inediti servizi, ha saputo rispondere sia alle esigenze di chi sviluppa immobili residenziali (B2B) sia dei prospect che dovranno acquistarli (B2C). La forza del modello di Milano Contract District risiede proprio nella capacità di connettere i più importanti developers del real estate con i loro progettisti ed un team di architetti e interior designer capace di integrare il processo arredativo con quello costruttivo. Ciò al fine di sviluppare sinergicamente nuove soluzioni e moduli abitativi adatti a proporre assieme all’eccellenza estetica e qualitativa dei prodotti del made in Italy anche soluzioni funzionali e di ottimizzazione dei layout, per il massimo comfort degli spazi abitativi.

In un mondo in continua evoluzione – ha spiegato Lorenzo Pascucci, general manager di Milano Contract Districtla nostra piattaforma ha assunto un ruolo di rilevanza strategica rispondendo in anticipo ad una domanda latente ma crescente. La forza attrattiva internazionale della Milano 2.0 costringe alla rimodulazione della proposta abitativa con nuovi modelli che sappiano seguire dei trend comportamentali e demografici importanti: per questo vedremo nascere in città le prime ‘senior housing’ destinate a quel 13% della popolazione metropolitana di oltre 65 anni con alta capacità di spesa e con crescente richieste di servizi ‘hotelieri’ da includere nell’offerta residenziale portando il concetto di ‘portineria’ a ‘conciergie’. Alla stessa stregua grandi fondi di investimento metteranno sempre più a disposizione soluzioni abitative per giovani e studenti internazionali interessati alla proposta culturale e didattica della città, mentre si affacceranno nel contempo sempre più ‘luxury condo in affitto’ per rispondere alla domanda degli oltre 240.000 nuovi residenti profilati stranieri in arrivo nei prossimi 10 anni”.

E per i milanesi? Secondo i promotori del progetto Milano Contract District, anche l’offerta residenziale per chi già fa parte dell’area metropolitana dovrà cambiare in quanto lo stile di vita e le aspettative di servizio e di standing del prodotto immobiliare sono già equivalenti a grandi centri come Londra, Toronto a Shanghai. Insomma, per sapere se si tratterà di una mission realmente inclusiva bisognerà attendere ancora qualche anno.



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