
I dati del 18esimo Rapporto Responsibile Care confermano gli andamenti più che positivi nella diminuzione di emissioni e il primato quale settore più sicuro per i suoi lavoratori.
“Credo che l’espressione Sviluppo Sostenibile, se riferito all’Industria Chimica, si possa tranquillamente leggere ‘Responsible Care’”, ha dichiarato Cesare Puccioni, Presidente Federchimica, concludendo la presentazione del Rapporto Responsible Care, il programma volontario che l’industria chimica promuove da oltre un ventennio a tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente.
I dati confermano le prestazioni eccellenti delle imprese chimiche aderenti a Responsible Care, che rappresentano il 60% del totale delle imprese di settore operanti in Italia e oltre il 50% dei dipendenti.
Anzitutto, la Chimica è un settore sicuro: secondo dati INAIL è anzi il più sicuro – insieme all’industria petrolifera – in termini di minor incidenza di infortuni rispetto alle ore lavorate.
I luoghi di lavoro dell’industria chimica risultano idonei allo svolgimento dell’attività professionale dei dipendenti, senza rischi per la salute. Sempre secondo dati INAIL, è il settore con la minore incidenza di malattie professionali.
Sul fronte ambientale, l’Industria Chimica riduce continuamente l’impatto dei propri processi e prodotti sull’ambiente, in particolare ha diminuito i propri consumi energetici del 33% rispetto al 1990 migliorando la propria efficienza energetica del 45% e ha ridotto le emissioni di gas serra del 63% rispetto al 1990, rispettando abbondantemente gli obiettivi richiesti dal Protocollo di Kyoto al 2012.



