“Un eccezionale architetto che da vent’anni risponde con la creatività a situazioni estreme provocate da devastanti calamità naturali. I suoi edifici diventano spesso centri comunitari e luoghi spirituali per popoli che hanno sofferto perdite e distruzioni: è accaduto in Ruanda, Turchia, India, Cina, Italia, Haiti, e nel suo paese, il Giappone”. Con queste parole, fra le altre, la giuria ha motivato l’assegnazione del Pritzker Architecture Prize 2014 all’architetto giapponese Shigeru Ban, noto per il suo approccio innovativo, in particolare per i materiali e le strutture utilizzati: materiali poveri, dal cartone al bambù ai tessuti e ancora casse per birra in plastica e container in metalli.
Per più di venti anni Ban si è recato nei luoghi che sono stati devastati da catastrofi umane o naturali, per costruire rifugi, luoghi di culto ed edifici per coordinare i soccorsi che avessero – oltre alle necessarie caratteristiche di semplicità, costi bassi e rapidità di costruzione – anche una dignitosa grazia estetica.
Ban è stato informato del premio nel suo studio di Parigi e – secondo quanto dichiarato dalla sede della Pritzker – ha reagito dicendo “ricevere questo premio è un grande onore, e devo stare attento. Devo continuare ad ascoltare le persone per le quali lavoro, sia nelle commissioni private residenziali che ricevo, che nel mio lavoro per aiutare le vittime dei disastri”.
La cerimonia si è svolta il 24 marzo nel rinnovato Rijksmuseum di Amsterdam.
Nella foto in basso: L’Aquila, Paper Concert Hall, 2011
(Photos: courtesy of Shigeru Ban Architects)



