Il mercato dei mutui dà segnali di ripresa


Se il 2013 sarà ricordato come un anno nero per le compravendite immobiliari, secondo i dati che emergono dal Rapporto Immobiliare di Abi e Agenzia delle Entrate – presentato il 13 maggio a Roma – già a fine 2013 si era registrata la crescita dell’indice di affordability, ovvero la disponibilità di accesso all’acquisto da parte delle famiglie, mentre il mercato dei mutui dà segnali di ripresa (con un aumento del 20%) a inizio 2014.
Facendo un passo indietro, ricordiamo che il 2013 è stato ‘annus horribilis’ per il mattone: le compravendite immobiliari hanno registrato un calo del 9,2% rispetto al 2012, riportando il settore ai livelli del 1985. La diminuzione, in termini di fatturato, è stata di oltre 8 miliardi. Le perdite più gravi hanno riguardato le isole (-10,8%) e le aree del centro (-10,3%), a seguire il sud (-9,8%), il nord ovest (-8,8%) e il nord est (-7,5%).
Passando al presente, sembra che i trend assolutamente positivi di inizio 2014 vengano confermati dal Rapporto di Abi: le banche stanno lentamente e con cautela riaprendo i rubinetti dei mutui, abbassando anche i tassi di spread per l’acquisto della prima casa.Nel primo trimestre del 2014, l’erogazione dei mutui è cresciuta di oltre il 20% rispetto al 2013. Un dato molto importante che era stato in parte anticipato dalla salita dell’indice di affordability, che varia in funzione del reddito disponibile, del prezzo della abitazioni e dei tassi di interesse. Un indice generale che dà quindi segnali di miglioramento in tutti i campi che ne caratterizzano le oscillazioni: se il dato migliora, crescendo del 6,7% rispetto al 2012 e tornando ai livelli pre-crisi, questo deriverà in parte dalla maggiore solidità dei redditi e dalla diminuzione dei tassi di interesse dei mutui e dei prezzi degli immobili.
Oltre il 50% delle famiglie si dice oggi capace di sostenere l’acquisto di una prima casa.