Il 16 maggio scorso il CdM ha dato risposta positiva sul decreto legislativo del MIPAAF con cui verrà data attuazione alla disciplina europea n. 995/2010 riguardante il divieto di importazione di legno tagliato illegalmente. Anche l’Italia ora potrà finalmente adeguarsi alla normativa comunitaria e europea. Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, come autorità nazionale competente, si avvarrà del Corpo forestale dello Stato per i controlli su tutto il territorio nazionale.
Grazie a queste norme, che prevedono anche la creazione di un registro degli operatori, verranno introdotte sanzioni penali e amministrative, che possono arrivare fino a un milione di euro, per quanti violeranno i regolamenti europei in materia.
Il decreto legislativo approvato stabilisce inoltre una stretta collaborazione del MIPAAF con il Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, presso il quale verrà istituito un organismo di consultazione permanente, la Consulta FLEGT e Timber Regulation, per favorire il coinvolgimento dei portatori di interessi pubblici e collettivi nelle attività di attuazione dei regolamenti europei. Oltre ad alcune amministrazioni pubbliche (tra gli altri anche l’Agenzia delle Dogane e dei monopoli e il Ministero dello sviluppo economico), saranno coinvolte anche le associazioni di categoria di settore e le associazioni ambientaliste.
La notizia del decreto, annunciato dal ministro delle Politiche agricole e forestali Maurizio Martina, è arrivata a poche ore dal lancio, da parte di Greenpeace, della campagna online #legnoillegale, che chiedeva al governo italiano di rendere effettivo anche nel nostro Paese il regolamento europeo del legno (Eutr). La campagna, frutto di due anni di indagine, sostiene che il legno tagliato illegalmente in Amazzonia finisce anche negli Stati Uniti, in Israele e in Europa attraverso stratagemmi in grado di violare i sistemi di controllo, facendo passare per certificato legname illegale.



