REbuild 2027 torna a Riva del Garda il 4 e 5 maggio con una nuova edizione dedicata alle trasformazioni del settore delle costruzioni e ai nuovi modelli dell’abitare. L’evento riunirà imprese, professionisti, istituzioni, università e operatori del Real Estate per discutere di innovazione, sostenibilità, politiche abitative e sviluppo urbano

REbuild 2027 ritorna
La tredicesima edizione di REbuild si terrà il 4 e 5 maggio 2027 presso il Centro Congressi di Riva del Garda Fierecongressi, in provincia di Trento.
Il programma sarà articolato in incontri, convegni e dibattiti dedicati all’evoluzione dell’ambiente costruito e alle trasformazioni che stanno interessando il settore. Il confronto coinvolgerà diverse componenti della filiera: dal mondo dell’edilizia e della progettazione alle istituzioni, dalle università alla finanza e al comparto del Real Estate.
L’obiettivo è mettere in relazione competenze e prospettive differenti su alcuni dei principali temi legati al futuro delle costruzioni e dell’abitare, in un contesto nel quale sostenibilità, innovazione e accessibilità abitativa sono sempre più interconnesse.
Secondo Alessandra Albarelli, direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, l’appuntamento del 2027 arriva in una fase importante per il settore abitativo italiano. Nel suo intervento, Albarelli ha sottolineato come il valore della casa non dipenda soltanto dal prezzo degli immobili, ma anche dalla disponibilità di servizi e dalle relazioni che si sviluppano intorno agli spazi abitativi.
Emergenza abitativa: il Piano Casa entra nella fase operativa
L’annuncio della nuova edizione di REbuild arriva mentre in Italia sono in corso nuove iniziative legate alle politiche per la casa.
A settembre è partito un bando da 700 milioni di euro destinato al recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non assegnabili. Si tratta della prima parte dei 970 milioni di euro stanziati complessivamente tra il 2026 e il 2030 dalla legge 116/2026.
A questa prima misura dovrebbe seguire un secondo bando, del valore di 270 milioni di euro, destinato all’edilizia residenziale sociale.
Il tema dell’accessibilità abitativa si inserisce in una situazione più ampia che riguarda l’Italia e il resto dell’Europa. Secondo i dati riportati da REbuild, nel nostro Paese sono presenti oltre 9,5 milioni di immobili non occupati, mentre la domanda abitativa tende a concentrarsi soprattutto nelle aree metropolitane e nei territori maggiormente attrattivi.
In Italia mancano 1,3 milioni di abitazioni accessibili
I dati raccolti nella pubblicazione Outlook, che riunisce e rielabora i contenuti dell’edizione precedente di REbuild, evidenziano la dimensione della questione abitativa.
Secondo le informazioni riportate nella pubblicazione, in Italia mancherebbero circa 1,3 milioni di abitazioni accessibili, mentre nell’intera Unione europea il fabbisogno arriverebbe a 9,6 milioni di abitazioni.
La situazione non riguarda soltanto la disponibilità fisica degli immobili, ma anche la loro distribuzione territoriale e la possibilità di renderli accessibili alle fasce della popolazione che incontrano maggiori difficoltà sul mercato abitativo.
Per Ezio Micelli, presidente del Comitato Scientifico di REbuild e docente all’Università IUAV di Venezia, l’emergenza abitativa italiana sarebbe quindi legata soprattutto a uno squilibrio territoriale e sociale. Da questa prospettiva, la risposta non coinciderebbe esclusivamente con la costruzione di nuovi edifici, ma richiederebbe anche il coordinamento tra politiche pubbliche, investimenti privati e strumenti dedicati all’abitare sociale.

Il fabbisogno abitativo europeo e il ruolo degli investimenti
La questione della casa presenta anche una rilevante componente finanziaria.
Secondo la Banca europea per gli investimenti, fino al 2035 l’Europa avrebbe bisogno di oltre 2 milioni di nuove abitazioni ogni anno. La Commissione europea ha invece stimato in circa 150 miliardi di euro all’anno il fabbisogno necessario, nel prossimo decennio, per ridurre il divario abitativo.
A fronte di questa necessità, vengono indicati 43 miliardi di euro già mobilitati attraverso il PNRR e i fondi di coesione. Le banche di promozione pubblica hanno inoltre annunciato l’intenzione di investire ulteriori 350 miliardi di euro entro il 2029.
In Italia, parallelamente, restano oltre 60.000 alloggi popolari non occupati, secondo i dati riportati nel materiale di presentazione di REbuild.
Questi elementi evidenziano come la questione abitativa coinvolga contemporaneamente disponibilità degli immobili, rigenerazione del patrimonio esistente, capacità di investimento e strumenti di politica pubblica.
Politiche abitative: il caso del Trentino
Tra le esperienze territoriali citate in vista della nuova edizione di REbuild c’è quella della Provincia Autonoma di Trento, impegnata nel progetto “Orizzonti dell’abitare in Trentino”.
Il laboratorio è promosso dall’Assessorato provinciale alle politiche per la casa in collaborazione con REbuild e punta a contribuire alla costruzione di nuovi orientamenti normativi attraverso un percorso di confronto con diversi soggetti del territorio.
Il progetto coinvolge enti territoriali, Comuni e associazioni di categoria e punta a individuare possibili modalità di collaborazione tra pubblico, privato e Terzo settore.
Il percorso partecipato è stato avviato durante REbuild 2026 e prevede ulteriori momenti di lavoro tra settembre e ottobre, prima di una restituzione pubblica fissata per il 9 dicembre.
L’esperienza del Trentino rappresenta così uno dei casi attraverso cui il tema delle politiche abitative viene affrontato a livello territoriale, con l’obiettivo di mettere in relazione esigenze locali, strumenti normativi e collaborazione tra soggetti diversi.
Innovazione e sostenibilità nel futuro delle costruzioni
Il tema delle politiche abitative si affianca agli altri argomenti che caratterizzano il confronto di REbuild: rigenerazione urbana, industrializzazione dei processi costruttivi, finanza sociale e innovazione sostenibile.
La precedente edizione dell’evento ha coinvolto 80 relatori attraverso 22 conferenze e 3 workshop. I contenuti sono stati successivamente raccolti nella pubblicazione digitale Outlook, che sarà resa disponibile sul sito di REbuild.
La pubblicazione affronta, tra gli altri temi, le politiche europee sulla casa, i nuovi modelli di finanza sociale, le regole per favorire la rigenerazione urbana e l’evoluzione dei processi di costruzione.
Sono questioni che interessano una filiera sempre più ampia e che collegano gli aspetti tecnici dell’edilizia alle politiche urbane, agli investimenti e alle esigenze sociali legate all’abitare.
REbuild 2027, appuntamento il 4 e 5 maggio
La tredicesima edizione di REbuild si terrà quindi il 4 e 5 maggio 2027 a Riva del Garda, con un programma dedicato alle principali trasformazioni che stanno interessando il settore delle costruzioni e dell’abitare.
In un contesto segnato dal fabbisogno di nuove abitazioni, dalla necessità di recuperare il patrimonio esistente e dalla ricerca di nuovi strumenti finanziari e normativi, il confronto tra imprese, istituzioni, progettisti, università e operatori del Real Estate sarà uno degli elementi centrali dell’appuntamento.
REbuild 2027 si inserisce così nel dibattito sull’evoluzione dell’ambiente costruito, mettendo in relazione innovazione, sostenibilità, rigenerazione urbana e politiche per la casa.



