Edifici sostenibili: crescono certificazioni ambientali e materiali tracciabili nel settore delle costruzioni


Negli ultimi anni il concetto di edilizia sostenibile si è evoluto. Se in passato l’attenzione era concentrata soprattutto sull’efficienza energetica degli edifici, oggi il settore guarda anche ad altri fattori, come l’impatto ambientale dei materiali, il ciclo di vita delle costruzioni e la disponibilità di dati verificabili sulle prestazioni ambientali. Un cambiamento alimentato sia dall’evoluzione delle normative europee sia dalla crescente diffusione di protocolli di certificazione riconosciuti a livello internazionale

Edifici sostenibili

La sostenibilità va oltre il risparmio energetico

La classe energetica continua a rappresentare un indicatore importante per valutare un edificio, ma non è più l’unico parametro preso in considerazione. Oggi progettisti, imprese e investitori valutano anche aspetti quali le emissioni generate lungo il ciclo di vita dell’immobile, la provenienza e la tracciabilità dei materiali da costruzione, la qualità dell’aria interna, la gestione delle risorse idriche, il comfort degli occupanti e la resilienza rispetto ai cambiamenti climatici.

In questo contesto cresce l’interesse verso strumenti di misurazione come l’LCA (Life Cycle Assessment), le EPD (Environmental Product Declaration) e i sistemi di mappatura dei materiali, che consentono di documentare in maniera trasparente le caratteristiche ambientali di edifici e prodotti.

Il ruolo delle certificazioni ambientali

Parallelamente cresce la diffusione delle certificazioni dedicate all’edilizia sostenibile, tra cui LEED, BREEAM e WELL, utilizzate per valutare diversi aspetti della progettazione e della gestione degli edifici.

In particolare, il protocollo LEED prende in esame elementi come:

  • efficienza energetica;
  • utilizzo dell’acqua;
  • materiali impiegati;
  • qualità degli ambienti interni;
  • sostenibilità del sito;
  • innovazione progettuale;
  • gestione del progetto.

L’evoluzione del protocollo, con l’introduzione della versione LEED v5, conferma inoltre una crescente attenzione verso la decarbonizzazione, la salute degli occupanti, la resilienza climatica e la misurazione delle prestazioni ambientali.

In Italia aumentano gli edifici certificati

L’interesse verso queste certificazioni trova riscontro anche nei dati.

Secondo il U.S. Green Building Council (USGBC) e il Green Business Certification Inc. (GBCI), nel 2024 l’Italia ha ottenuto la certificazione LEED per 174 progetti, pari a oltre 2,1 milioni di metri quadrati certificati. Il Paese si è così collocato all’ottavo posto tra quelli più attivi nell’adozione dello standard LEED al di fuori degli Stati Uniti.

Nel 2023 i progetti certificati erano stati 135. L’incremento di circa il 29% in un solo anno evidenzia come le certificazioni ambientali stiano assumendo un ruolo sempre più rilevante anche dal punto di vista competitivo, oltre che ambientale.

Le nuove norme europee spingono il cambiamento

A favorire questa evoluzione contribuisce anche il quadro normativo europeo.

La revisione della Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), nota anche come “Direttiva Case Green”, punta a migliorare le performance energetiche del patrimonio edilizio e a favorire la diffusione di edifici a emissioni zero. Oltre ai consumi energetici durante l’utilizzo, la normativa amplia l’attenzione anche alle emissioni generate nelle diverse fasi del ciclo di vita dell’edificio.

Anche il nuovo Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) introduce importanti novità per il settore, rafforzando i requisiti relativi alle informazioni ambientali e tecniche dei materiali da costruzione. Tra gli obiettivi figurano una maggiore tracciabilità dei prodotti e lo sviluppo del cosiddetto passaporto digitale dei materiali.

Per imprese e progettisti questo significa poter contare su dati più completi e verificabili nella scelta dei prodotti, mentre i produttori saranno chiamati a fornire documentazione tecnica sempre più dettagliata.

Materiali sostenibili e documentazione ambientale

La sostenibilità di un edificio dipende sempre più anche dalle caratteristiche dei materiali utilizzati.

Calcestruzzo, acciaio, isolanti, serramenti, pavimentazioni e altri componenti vengono oggi valutati non soltanto in termini di prestazioni tecniche e costi, ma anche considerando elementi quali:

  • impatto ambientale;
  • contenuto di materiale riciclato;
  • durabilità;
  • provenienza delle materie prime;
  • disponibilità di documentazione ambientale verificata.

Tra gli strumenti più utilizzati figurano le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), documenti verificati da soggetti terzi che descrivono gli impatti ambientali di un prodotto lungo il suo intero ciclo di vita. Le EPD possono rappresentare un elemento utile per partecipare a gare pubbliche, rispettare i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e contribuire ai punteggi previsti dai principali protocolli di certificazione.

La sostenibilità va pianificata fin dalle prime fasi del progetto

Secondo gli operatori del settore, ottenere una certificazione ambientale non dovrebbe essere considerato un’attività da affrontare soltanto alla conclusione del progetto.

L’integrazione dei requisiti di sostenibilità nelle fasi iniziali della progettazione permette infatti di definire con maggiore anticipo gli obiettivi ambientali, selezionare materiali adeguati, raccogliere la documentazione necessaria e coordinare in modo più efficace tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell’opera.

Come osserva Davide Treghini, molte aziende iniziano un percorso di certificazione in risposta a richieste provenienti da clienti, investitori o bandi di gara. Tuttavia, il maggiore beneficio si ottiene quando la certificazione viene utilizzata come strumento di progettazione, evitando di dover reperire dati e documentazione solo nelle fasi finali del progetto.

L’evoluzione dell’edilizia sostenibile mostra come il settore stia progressivamente adottando criteri di valutazione sempre più articolati. Accanto all’efficienza energetica assumono un peso crescente la qualità dei materiali, la misurazione degli impatti ambientali, la disponibilità di dati verificabili e il rispetto dei nuovi requisiti normativi europei.