Alla Triennale di Milano, EdilegnoArredo ha promosso un dialogo tra imprese, progettisti e associazioni per leggere il presente e immaginare il futuro del parquet. Al centro del confronto: qualità, responsabilità e cultura tecnica della filiera
Federica Fiorellini
La Sala Agorà della Triennale di Milano è uno di quei luoghi che sembrano fatti apposta per parlare di materiali. Il 4 marzo, in uno spazio che profuma letteralmente di legno, si è tenuto il convegno “Diamo forma al futuro”, promosso da EdilegnoArredo di FederlegnoArredo: una giornata di confronto dedicata alle prospettive del sistema delle finiture per l’edilizia.
Il programma era articolato in due panel di discussione, che hanno riunito imprese, progettisti ed esperti della filiera. Ho avuto il piacere di moderare il primo, dedicato in particolare al mondo delle pavimentazioni in legno. Per me è stato un onore, ma anche un grande piacere, perché – lo dico sempre senza troppa diplomazia – sono fieramente di parte. Una parte che mi sono scelta, naturalmente: sono innamorata del legno, da dieci anni provo a raccontarlo. Con parole semplici. Chiare. Comprensibili.
Il titolo del convegno del 4 marzo parlava di prospettive. Ma le prospettive – ne sono sempre più convinta – si costruiscono prima di tutto a partire dalle parole: parole condivise, precise, capaci di orientare le scelte e creare valore.
E il filo conduttore del primo panel è stato – non a caso – il nuovo Manuale di progettazione e posa dei pavimenti di legno, fresco di pubblicazione, realizzato da EdilegnoArredo ed edito Maggioli. Un libro. Uno strumento che mancava, frutto di due anni di lavoro del Gruppo Pavimenti e di Aziende Storiche Parquet, nato per mettere ordine e rafforzare ogni anello della filiera. Dal mio punto di vista, un importante gesto culturale prima ancora che tecnico, perché in un settore storicamente molto tecnico come il nostro oggi serve anche un’evoluzione della mentalità e del linguaggio.
Il mercato del parquet torna a crescere

Ad aprire il confronto è stata Renza Altoè Garbelotto, Consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti di Legno di EdilegnoArredo, che ha presentato una fotografia aggiornata del mercato italiano delle pavimentazioni in legno sulla base dei dati del Centro Studi FederlegnoArredo. Dopo il picco del 2022 e il successivo ridimensionamento, nel 2025 il fatturato del comparto è tornato a crescere (registrando un incremento del 7% rispetto al 2024), trainato in particolare dall’export, con Corea del Sud e Stati Uniti tra i mercati più dinamici. Accanto ai dati, Altoè ha sottolineato però il valore del nuovo Manuale tecnico come strumento pensato per rafforzare competenze e qualità lungo tutta la filiera, ricordando al tempo stesso il forte legame identitario del settore con il materiale legno. Un intervento accorato e sentito, la voce di un’imprenditrice che ha dato molto al nostro settore.
Il rivenditore da distributore a garante
Una riflessione molto concreta è arrivata dall’intervento di Alfiero Bulgarelli, presidente di Aziende Storiche Parquet: secondo Bulgarelli, il ruolo del rivenditore è destinato a cambiare profondamente: non più semplice intermediario commerciale, ma garante del risultato finale. Il vero prodotto, in fondo, non è il listone, è la pavimentazione posata, questo implica anche un diverso approccio alla relazione con il cliente, basato su un marketing più empatico, capace di ascoltare bisogni profondi – salute, valore, bellezza – e non solo competere sul prezzo.
Un lavoro culturale che diventa anche antidoto alla disinformazione, perché trasmettere conoscenza e competenza significa aiutare il cliente a percepire davvero il valore del parquet, come ha ricordato anche Renza Altoè Garbelotto.
La dimensione europea della filiera
Il confronto si è poi allargato alla dimensione internazionale, con l’intervento di Lorenzo Onofri, presidente della Federazione Europea del Parquet (FEP). Fondata nel 1956, la federazione riunisce oggi 58 produttori europei di parquet, 8 associazioni nazionali e 25 fornitori del settore provenienti da 23 Paesi, con l’obiettivo di rafforzare la posizione del parquet rispetto agli altri rivestimenti per pavimenti e sostenere la crescita dell’industria europea del settore. In uno scenario globale sempre più competitivo, ha sottolineato Onofri, la coesione tra i diversi attori della filiera europea rappresenta un fattore decisivo per difendere e valorizzare il ruolo del parquet nel mercato delle superfici.
Innovazione e responsabilità industriale
A chiudere il panel è stata Veronica Squinzi, Amministratore Delegato e Direttore dello Sviluppo Globale del Gruppo Mapei, che ha portato il punto di vista dell’industria, evidenziando la responsabilità di un grande gruppo internazionale nel guidare l’evoluzione tecnologica della filiera e contribuire alla definizione di standard qualitativi sempre più chiari e misurabili, fondamentali per garantire prestazioni e affidabilità nel tempo. Si è detta innamorata del legno Veronica Squinzi… E la “confessione”, pronunciata quasi con leggerezza, non sorprende, se si considera il ruolo che questo materiale continua a giocare nella qualità degli spazi contemporanei.
Norme, materia e cultura del progetto
Tra i due momenti di confronto della giornata sono intervenuti anche Rita D’Alessandro, dell’Ufficio Normative di EdilegnoArredo, e l’architetto Alessandro Longo, urban practitioner e architetto rigeneratore.
D’Alessandro – impegnata in campo italiano, europeo e mondiale (sui tavoli UNI, CEN e ISO) – ha illustrato le novità e gli scenari futuri legati alle normative tecniche, un tema sempre più centrale per l’evoluzione del settore e per la qualità delle realizzazioni. Longo ha invece offerto una riflessione più culturale sul rapporto tra materia ed emozioni, riportando l’attenzione sul valore esperienziale dell’architettura e sul ruolo che i materiali – e il legno in particolare – possono avere nel costruire spazi capaci di generare benessere.

Un settore che guarda avanti
Il secondo panel della giornata, moderato da Olga Munini, ha allargato il confronto al tema delle sfide dell’abitare contemporaneo. Ne hanno discusso Andrea Bazzichetto, presidente di EdilegnoArredo, Gilda Bojardi, direttrice di Interni, e Paola Sarco, Exhibition Manager MIBA – Fiera Milano.
Il dibattito ha messo in evidenza come le finiture – dalle pavimentazioni ai serramenti – stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nella progettazione degli spazi domestici e nel definire nuove modalità di abitare. Il confronto della giornata si è inserito in un contesto economico che, nonostante le incertezze del mercato internazionale, continua a mostrare segnali di vitalità per il comparto delle finiture per l’edilizia.

Nel 2025 il settore ha infatti superato i 4,3 miliardi di euro di fatturato, con esportazioni in crescita dell’11%. Secondo Andrea Bazzichetto questa dinamica conferma come i prodotti italiani vengano scelti sui mercati internazionali non solo per il design e l’affidabilità tecnica, ma anche per il valore che apportano in termini di qualità dell’abitare.
Nuove parole per costruire il futuro
Concludendo, dal confronto è emerso con chiarezza che il futuro del parquet non si gioca solo sul prodotto: si gioca sulla filiera, sulle competenze e sulla capacità di assumersi responsabilità condivise. Il nuovo Manuale tecnico nasce proprio con questo spirito: offrire uno strumento capace di rafforzare il linguaggio comune del settore e consolidare quella cultura della qualità che da sempre caratterizza il parquet.
Durante il panel sono emerse alcune parole chiave che sembrano indicare una direzione chiara per il futuro del comparto.
Identità, prima di tutto: la capacità di riconoscere e valorizzare ciò che rende il parquet un materiale unico nel panorama delle superfici. Originalità, intesa come espressione di un saper fare che appartiene alla tradizione italiana e che continua a distinguersi nella progettazione contemporanea. Competenza, perché qualità e durabilità nascono sempre dalla conoscenza tecnica e dalla cura del dettaglio lungo tutta la filiera. Durabilità, che nel caso del legno è anche una forma concreta di sostenibilità: un pavimento progettato, posato e mantenuto correttamente è un materiale destinato ad accompagnare gli spazi nel tempo, riducendo sprechi e sostituzioni. Armonia, quella che le norme armonizzate cercano di costruire sul piano tecnico, ma che riguarda più in generale l’equilibrio tra progetto, materiali, posa e aspettative di chi abita gli spazi..
E infine coraggio: la parola usata in apertura dei lavori dal nuovo Direttore Generale di FederlegnoArredo, Carlo Piemonte, per descrivere l’attitudine delle imprese del settore: la capacità di affrontare scenari internazionali complessi continuando a investire, innovare e difendere il valore del saper fare italiano.
Forse è proprio da qui che bisogna ripartire, dalle parole che scegliamo per raccontarlo. Perché, alla fine, le prospettive di un settore si costruiscono così: con parole precise, scelte con cura, capaci di generare valore e orientare il futuro.





