A partire dal 2014, Ikea ha deciso di condividere annualmente le sue “scoperte” sulla vita delle persone in casa attraverso il report “Life at Home Report”, un documento che da 9 anni osserva e racconta la continua evoluzione dell’idea di casa attraverso le testimonianze, le abitudini e i punti di vista di clienti provenienti da tutto il mondo. Online l’indagine 2022, basata su 37.000 interviste in 37 Paesi del mondo

Per il report 2022 “Life at Home Report” Ikea ha intervistato 37.000 persone che vivono in case di ogni forma e dimensione, in 37 paesi del mondo, con l’obiettivo di scoprire come creare una casa che rispecchi la personalità di chi la abita.
Il Life at Home Report 2022 di Ikea affronta un tema affascinante, ossia quello che fanno le persone, in ogni parte del mondo, per sentirsi a casa. Nei momenti di grande incertezza, è sempre la casa che conforta e rassicura: i dati dell’indagine rivelano che più la casa rispecchia la nostra personalità, più amiamo viverci.
Una casa che ci assomigli, per rilassarsi
Quando le persone, in ogni parte del mondo, immaginano la loro casa ideale, non sorprende che pensino a un luogo in cui allontanare lo stress e rilassarsi. Più della metà delle persone intervistate da Ikea concorda sul fatto che la casa ideale debba prima di tutto offrire la possibilità di rilassarsi e lasciarsi andare.
Tuttavia, le modalità con cui le persone cercano di raggiungere una vita gratificante in casa, e i benefici che ne derivano, non sono affatto scontati. L’indagine ha rivelato una tendenza chiara: quando una persona pensa che la sua casa rifletta la sua personalità, è 1,5 volte più probabile che vi si senta a suo agio. Tutto questo conta perché, quando le persone si vedono riflesse nei loro spazi abitativi, è due volte più probabile che migliori anche il loro benessere psicofisico.
Benché queste considerazioni evidenzino una correlazione positiva tra le persone e le loro case, solo 6 persone su 10 pensano che la loro casa le rappresenti veramente. Questo numero scende ulteriormente tra le persone più giovani e tra chi non è proprietario della casa in cui vive.
Katie McCrory, responsabile del Life at Home Report 2022 di IKEA, sottolinea quanto sia importante dare un’impronta personale alla propria casa e afferma che questo diventa più facile con l’età: “Da sempre crediamo che il nostro rapporto con la casa in cui viviamo influenzi anche il nostro rapporto con noi stessi. La casa è molto di più di un luogo fisico. È un’estensione della nostra identità, un ambiente che ha una valenza emozionale. È normale che ci sentiamo più a nostro agio e al sicuro nei luoghi che ci somigliano. La possibilità di acquistare una casa è generalmente legata all’età anagrafica ed essere proprietari della casa in cui si vive è determinante per sentire di avere il controllo di aspetti quali il suo stile e la sua organizzazione. La buona notizia è che per stare bene in casa non è necessario esserne proprietari, tuttavia chi vive in affitto (soprattutto i più giovani) in genere ha più difficoltà a dare la propria impronta alla casa, anche perché magari non ci rimarrà a lungo o non ha il nemmeno il permesso di appendere un quadro.”

Circondarsi di oggetti che hanno un valore sentimentale
Come fanno le persone a creare una casa che rifletta la loro personalità? Una risposta scontata potrebbe essere: circondandosi delle persone che amano, tuttavia, benché questo sia fondamentale, l’indagine ha rivelato che è altrettanto importante circondarsi di oggetti che hanno un valore sentimentale.
“Non si tratta di acquistare tante cose – spiega Katie -. Attraverso le nostre esperienze di vita nel mondo, entriamo in possesso di oggetti (foto, soprammobili, tessili, ecc.) che suscitano in noi dei ricordi. È proprio grazie a questa valenza che gli oggetti che possediamo ci permettono di fare in modo che la nostra casa rifletta la nostra identità.”
Katie McCrory afferma poi che le persone, per sentirsi maggiormente a casa, devono far leva su questa correlazione positiva tra oggetti, ricordi e identità: “Penso spesso all’uso dei colori o dei tessili per esprimere il nostro gusto e creare l’atmosfera giusta nella nostra casa. Tuttavia mi chiedo se prestiamo abbastanza attenzione alla differenza che questi ricordi possono fare in termini di interior design.”
Un approccio all’interior design basato sull’identità personale
Adottare un approccio all’interior design basato sull’identità personale può offrire ispirazione a chi cerca di creare la casa dei suoi desideri, soprattutto in virtù del fatto che l’indagine ha evidenziato che quasi la metà delle persone intervistate ritiene che la propria vita in casa non sia rappresentata adeguatamente dai media.
“Il report ci dice che le persone sono scoraggiate dalla mancanza di autenticità. Quando pensiamo alle aspirazioni della gente, dobbiamo ricordare che non esiste un unico ideale che vada bene per tutti. Al contrario, le persone continuano a dirci che vorrebbero vedere case vere abitate da persone vere. Non sorprende che i giovani, in particolare, dichiarino di trarre ispirazione dalle case degli amici.” prosegue Katie McCrory.
Oltre agli oggetti di cui si circondano, anche il modo in cui le persone usano lo spazio ha una grande influenza sul modo in cui la casa riesce a riflettere la loro personalità. L’indagine fa emergere un malcontento per spazi che sono poco o troppo efficienti, perché in realtà quello che le persone vogliono è sfruttare ogni stanza della casa in modo ottimale e darle uno scopo. Questa è una vera e propria sfida per chi vive in famiglia o con dei coinquilini. Ognuno ha bisogno del suo spazio, eppure solo 4 persone su 10 pensano che la loro casa offra a tutti la necessaria privacy. Tra coloro che affittano solo una stanza in un appartamento condiviso, questo numero scende a 3 su 10.
“La privacy è come un superpotere che favorisce il benessere psicofisico – afferma Katie -. Ti permette di staccare la spina, ricaricarti e pensare alle cose che vorresti fare e alla persona che vorresti essere. La privacy è un’esigenza emozionale fondamentale per le persone. Questo non significa soltanto non essere sempre a contatto con altre persone, ma anche vivere in un ambiente in cui ci si può rilassare e non ci si sente giudicati. Lo scopo è avere uno spazio per stare da soli anche quando si vive con altre persone.»
Case che riflettano la propria personalità
Alcuni amano circondarsi di oggetti legati a dei ricordi, altri cercano ispirazione in casa di un amico, altri ancora hanno bisogno di stare da soli anche se vivono insieme ad altre persone: il report “Life at Home Report” dimostra che, quando le persone creano degli spazi abitativi che riflettono la loro personalità unica e irripetibile, il modo in cui percepiscono la loro casa e se stessi è più positivo.
Maggiori informazioni: lifetahome.ikea.com



