Una vera e propria sfida alla pandemia, nel segno della rinascita e della vita che rifiorisce. È ciò che vuole essere “Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro”, la prima mostra temporanea del 2021 che M9 – Museo del ’900 propone, sempre nel rispetto delle normative e delle prescrizioni anti Covid.
“Foresta M9” si presenta come un’installazione unica nel suo genere, caratterizzata dalla presenza, al terzo piano del museo, di oltre seicento essenze arboree, con quasi duecento alberi alti fino a quattro metri che sovrasteranno la vegetazione tipica da sottobosco disposta alla base. Querce, carpini, olmi campestri, frassini, ma anche ciliegi, noccoli, sambuchi, biancospini e rose canine, solo per fare qualche esempio, daranno il loro saluto alla primavera in questa installazione curata dal direttore scientifico del Museo M9, Luca Molinari, e da Claudio Bertorelli.
Simbolo di rinascita e di risveglio alla vita, “Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro” è una vera e propria foresta temporanea nel cuore di Mestre, attraverso cui raccontare anche il profondo legame del territorio veneziano e veneto verso i boschi che ancora oggi lo caratterizzando. Un legame confermato dall’interesse verso questa installazione dimostrato da diversi comuni e da istituzioni legate al patrimonio boschivo, al punto da ricevere in dono da M9 alcuni degli alberi portati in museo, per rinfoltire o far partire foreste nel proprio territorio. Nello specifico hanno aderito all’iniziativa i comuni di Concordia Sagittaria, San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Padova, Treviso, Cessalto e l’Istituzione Boschi e Grandi Parchi del Comune di Venezia. Anche le piante più giovani saranno donate, questa volta ai cittadini, con l’obiettivo di promuovere l’attenzione alla biodiversità e letteralmente coltivarla anche in piccoli giardini privati o di quartiere. “Foresta M9” è promossa con il contributo di Veneto Agricoltura, agenzia di riferimento della Regione Veneto che ospita il “Premio Jean Giono L’uomo che piantava gli alberi”, assegnato ad una personalità che si è contraddistinta nella promozione e nella realizzazione di impianti di vegetazione legnosa.
“Foresta M9” sarà anche l’occasione per far conoscere M9 Impatto Zero, il progetto greentech che intende rendere M9 il più grande museo italiano a impatto energetico zero e che si sta avviando in questi giorni con l’installazione di un nuovo e più potente impianto fotovoltaico sui tetti degli edifici del distretto, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità energetica entro il prossimo triennio. M9 Impatto Zero è realizzato dalla società RnB4culture nell’ambito delle attività di trasformazione affidatele dalla Fondazione di Venezia. Oggi l’infrastruttura energetica del polo M9 è basata su un sofisticato sistema di geotermia dotato di 63 sonde che, pescando acqua di falda a 110 metri di profondità a temperatura stabile nel corso dell’anno, hanno l’obiettivo di mitigare i costi di raffreddamento estivo e riscaldamento invernale. Il nuovo impianto fotovoltaico porterà ad una espansione della potenza da 80 a 270 kW con l’obiettivo di rispondere alle esigenze energetiche del museo senza impatto sul territorio. RnB4culture sta realizzando l’intervento con 995 metri quadri di pannelli solari senza impatto visivo con una produzione totale attesa di 6.443.567 kWh.
Per ogni ulteriore informazione in merito alla possibilità di fruizione dal vivo, secondo le modalità indicate a livello nazionale per prevenire la diffusione dei contagi da Covid 19, si suggerisce di consultare il sito www.m9museum.it o i social del Museo M9.



