Si è svolto giovedì 27 ottobre a Palazzo Badoer, Venezia, una delle sedi IUAV, il Parquet Day 2016, convegno organizzato dall’Associazione Italiana Posatori Pavimenti Legno insieme al Gruppo Pavimenti Legno di Edilegno/FederlegnoArredo in collaborazione con I Love Parquet, con il patrocinio di IUAV, la partnership tecnica di Catas e del Codice Trasparenza Parquet di FederlegnoArredo e la sponsorizzazione di 21 aziende del settore.
Quello di Venezia è stato un evento fortemente voluto sia dal Gruppo dei produttori sia da quello dei posatori di parquet: una sede prestigiosa (una facoltà di architettura), un pool di relatori d’eccezione (tre architetti e due grandi esperti di legno), un titolo che è un manifesto, “Il parquet sale in cattedra. La straordinaria bellezza del pavimento di legno in architettura e in interior design. Perché sceglierlo, come utilizzarlo”). E poi un obiettivo chiaro, come ha sottolineato Massimo Gasperini, Consigliere incaricato del Gruppo Pavimenti Legno, nel suo saluto: “Vogliamo mostrarvi il nostro prodotto sotto una luce diversa: non un semplice complemento d’arredo, non solo un bene di consumo, ma un compendio di valori, di storie, di abilità artigiana, di bellezza e salubrità“.
Il legno: una materia prima straordinaria, una preziosa risorsa
“Sono fermamente convinto di lavorare con uno dei prodotti più belli e naturali – ha proseguito Gasperini – per questo vi dico: progettate con il legno, ristrutturate con il legno, proponete il legno ai vostri clienti. Perché un parquet è in grado di aumentare il valore di un immobile“.
Non è tutto: il legno utilizzato in edilizia proviene da foreste a taglio programmato, è a tutti gli effetti un materiale rinnovabile che richiede, nella fase di produzione, un bassissimo consumo di energia, aiuta a mantenere in casa il microclima ideale. Questo e molto altro ha ‘raccontato’ Stefano Berti, dirigente di ricerca CNR-IVALSA nel suo interessante intervento, volto a sfatare qualche falso mito sul legno e svelare tutte le peculiarità di una materia prima che è una preziosa risorsa.
Anche Valeria Tatano, professoressa dell’Università IUAV di Venezia, ha sfatato qualche falso mito e ha fatto riflettere il pubblico sui concetti di ‘vero e falso in architettura‘, parlando, per esempio, di materiali naturali e di materiali ‘artificiali’ che li imitano (quanti ce ne sono che imitano il parquet?, nda): “Persino noi architetti spesso facciamo fatica a distinguerli – ha avvertito la Tatano -. Il nostro compito, come diceva Frank Lloyd Wright, è quello di procedere in armonia con la natura, approfondendo qualsiasi materiale di cui decidiamo di servirci con sensibilità e metodo“.
Gli interventi degli architetti Massimo Roj e Riccardo Diotallevi, pur molto diversi tra loro, hanno affascinato la platea (oltre 100 le presenze tra parchettisti, architetti e addetti ai lavori), centrando l’obiettivo di mostrare le mille facce di un pavimento di legno, le sue peculiarità, il suo valore aggiunto e le sue svariate possibilità di utilizzo. E poi il fascino connaturato al parquet, il suo carattere, la sua personalità: tutto questo è stato raccontato dai due architetti per immagini, che – nel nostro caso è proprio vero – contano più di mille parole.
Il parquet è un investimento per il futuro
Insomma, grazie al carisma dei relatori, alla verve del moderatore, Gaetano Castro (ricercatore CREA-PLF, unità di ricerca per le produzioni legnose fuori foresta), all’entusiasmo degli organizzatori e delle aziende che hanno sponsorizzato l’evento, il Parquet Day 2016 ha centrato l’obiettivo di promuovere al meglio un prodotto molto apprezzato dal consumatore finale, ma purtroppo ancora poco utilizzato, veicolando il messaggio che il parquet, a patto che sia posato bene, è un investimento per il futuro. “Siamo una squadra composta da professionisti con peculiarità differenti – ha ricordato a questo proposito il presidente AIPPL Dalvano Salvador – accomunati dalla passione per il nostro lavoro: un lavoro che, senza false modestie, quando ci riesce bene ci permette di trasformare una doga di legno in un’opera d’arte“.
Appuntamento al prossimo anno: la nuova sfida sarà quella di coinvolgere ancora più stakeholder, giovani architetti e, perché no, i consumatori finali. Vi terremo aggiornati.
Federica Fiorellini



