Le esportazioni della filiera italiana del legno-arredo hanno registrato una flessione del 3,9% nei primi sette mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. A incidere sono soprattutto le contrazioni nei principali mercati di destinazione, tra cui Stati Uniti, Germania e Francia. Il quadro emerge dalle elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat, presentate in occasione dell’Assemblea Generale della Federazione, durante la quale Elia Vismara è subentrato a Claudio Feltrin alla presidenza per il quadriennio 2026-2030

Export legno-arredo: in calo i principali mercati di destinazione
Tra gennaio e luglio 2026, le esportazioni della filiera hanno subito una contrazione in diversi mercati di riferimento. In particolare, le vendite verso gli Stati Uniti sono diminuite del 9,4%, quelle verso la Germania del 7,4% e quelle verso la Francia del 4,4%. Secondo i dati diffusi da FederlegnoArredo, le flessioni registrate in questi tre Paesi corrispondono complessivamente a oltre 288 milioni di euro di esportazioni in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel complesso, il continente europeo continua a rappresentare la principale destinazione dei prodotti italiani del legno-arredo. Nei primi sette mesi dell’anno, il 69,1% dell’export della filiera è stato diretto verso i Paesi europei, compresi quelli esterni all’Unione europea. La sola UE27 ha assorbito il 53% delle esportazioni totali.
La maggiore contrazione delle vendite verso i mercati extraeuropei, pari al 7,9%, rispetto al calo del 2% registrato in Europa, ha contribuito ad aumentare il peso relativo del continente sul totale dell’export italiano.
All’interno dell’Europa, le esportazioni verso i Paesi dell’UE27 hanno registrato una diminuzione del 2,4%. Quelle dirette verso gli altri mercati europei sono calate dello 0,6%.
Tra le aree che hanno evidenziato le maggiori difficoltà figura il Medio Oriente, con una flessione del 10,8%. In particolare, le vendite verso l’Arabia Saudita sono diminuite del 23,3%, mentre quelle verso gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato un calo dell’8,3%.
Spagna, Svizzera, Turchia e Grecia in controtendenza
Non tutti i mercati hanno seguito l’andamento negativo generale. Nei primi sette mesi del 2026, le esportazioni verso la Spagna sono cresciute del 5,4% e quelle verso la Svizzera del 4,7%. Incrementi più marcati, seppure su volumi più contenuti, sono stati rilevati in Turchia. L’aumento è del 13,9%, e in Grecia, dove la crescita ha raggiunto il 9,8%.
Questi risultati evidenziano un quadro internazionale eterogeneo, nel quale le opportunità commerciali variano in funzione dei singoli mercati. La diversificazione geografica delle esportazioni assume quindi un ruolo rilevante per le imprese che intendono ridurre la dipendenza dalle destinazioni maggiormente esposte alle difficoltà economiche e commerciali.
FederlegnoArredo: servono condizioni favorevoli alla competitività
Le difficoltà dell’export si inseriscono in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi internazionali. Fattori che rendono più complesso l’accesso ai mercati esteri e aumentano le sfide per le imprese della filiera.
Nel suo intervento all’Assemblea Generale Elia Vismara ha sottolineato la necessità di affiancare alle strategie di internazionalizzazione misure concrete a sostegno delle aziende.

«L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perché possano raggiungerli e competere ad armi pari», ha dichiarato Vismara.
Tra le priorità indicate figurano il contrasto alla concorrenza sleale, un accesso più equo ai mercati e alle materie prime. Inoltre bisogna tener conto del riconoscimento degli investimenti realizzati dalle aziende. Il presidente ha inoltre richiamato l’importanza della formazione e dello sviluppo delle competenze delle nuove generazioni, considerate elementi utili ad accompagnare le trasformazioni del settore.
L’obiettivo, secondo la linea espressa dalla Federazione, è sostenere sia l’apertura verso nuove destinazioni commerciali sia il consolidamento dei mercati già acquisiti.
Il ruolo del Salone del Mobile.Milano nella promozione internazionale
Il tema della competitività internazionale è stato affrontato anche attraverso il contributo del Salone del Mobile.Milano, indicato come uno degli strumenti di connessione tra la produzione italiana e la domanda globale.
La presidente Maria Porro ha evidenziato la necessità di integrare le attività di promozione con una più ampia strategia di politica industriale, valorizzando il rapporto tra design, manifattura e innovazione.
«La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo», ha affermato Porro, richiamando il ruolo del Salone come occasione di incontro tra le imprese italiane e gli operatori internazionali.
Nel corso dell’Assemblea sono intervenuti anche il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, con un videomessaggio, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi.
Le prospettive per l’export della filiera italiana
I dati dei primi sette mesi del 2026 mostrano le difficoltà affrontate dalla filiera legno-arredo sui mercati internazionali, in particolare nelle destinazioni che tradizionalmente assorbono una quota rilevante delle esportazioni italiane. Allo stesso tempo, la crescita registrata in alcuni Paesi indica che l’andamento dell’export non è uniforme e che esistono opportunità da valutare in base alle caratteristiche delle singole destinazioni.
Per FederlegnoArredo, la sfida consiste nel combinare la diversificazione dei mercati con condizioni commerciali più favorevoli, investimenti nelle competenze e una strategia condivisa tra imprese e istituzioni. La capacità di tradurre queste priorità in risultati concreti sarà un elemento importante per sostenere la competitività internazionale del settore nei prossimi anni.



