Festival architettura 2026: a Torino tre giorni dedicati al futuro dell’abitare


Dal 7 al 9 luglio l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo ospita il Festival di Architettura 2026 Torino, con un programma dedicato al tema delle case vuote e delle trasformazioni dell’abitare

Location festival architettura 2026

Dal 7 al 9 luglio 2026 l’Ex Mercato Ittico di Porta Palazzo ospita il Festival di Architettura Torino, iniziativa organizzata dalla Fondazione per l’architettura / Torino e dall’Ordine degli Architetti di Torino. L’edizione di quest’anno ruota attorno a una domanda che richiama una delle principali sfide urbane contemporanee: “Chi abiterà le case vuote?”.

Attraverso talk, installazioni, laboratori, mostre e proiezioni, il Festival propone un confronto sul tema dell’abitare, affrontando questioni che riguardano il patrimonio immobiliare inutilizzato, l’evoluzione demografica, l’innovazione tecnologica e le politiche abitative in Italia e in Europa. Le attività sono aperte al pubblico con partecipazione gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili.

Il fenomeno delle case vuote e il paradosso della domanda abitativa

Il tema centrale del Festival prende spunto da una situazione che interessa molte città italiane. Secondo gli ultimi dati del Censimento ISTAT, in Italia risultano non occupate circa 9,58 milioni di abitazioni su un totale di 35,3 milioni censite, dato confermato anche nell’aggiornamento del 2023.

Nel caso di Torino, i dati elaborati dal CRESME evidenziano un andamento particolare: tra il 2019 e il 2024 la popolazione residente si è ridotta di quasi 4.700 persone, mentre il numero delle famiglie è aumentato di oltre 13.500 unità. Una dinamica che contribuisce ad alimentare la domanda di abitazioni nonostante il calo demografico.

Il Festival utilizza questi dati come punto di partenza per riflettere sul riutilizzo del patrimonio edilizio esistente e sulle possibili strategie di rigenerazione urbana. Tra i riferimenti richiamati dagli organizzatori figura anche l’approccio dell’Housing Advisory Board della Commissione Europea, che considera l’abitazione una componente essenziale delle infrastrutture sociali.

Mostre e installazioni dedicate ai nuovi modelli dell’abitare

Per tutta la durata della manifestazione gli spazi dell’Ex Mercato Ittico ospitano diverse esposizioni dedicate all’architettura contemporanea e alle trasformazioni urbane.

Ex mercato ittico: location del Festivzl Architettura 2026

Tra queste figurano:

  • la mostra dei tre progetti vincitori della call internazionale Future Homes Europe, rivolta ai progettisti under 35;
  • l’installazione partecipativa “La fragilità della bellezza genera responsabilità” di Raffaele Salvoldi;
  • la mostra fotografica “Costruire case, fare città”, realizzata utilizzando materiali dell’Atlante dell’Architettura Contemporanea del Ministero della Cultura;
  • “Chi abita le 167?”, dedicata agli effetti della Legge 167/1962 sullo sviluppo dell’edilizia residenziale torinese;
  • “The Struggle for Housing”, che ripropone i fotoromanzi del Gruppo Strum esposti al Museum of Modern Art di New York nel 1972;
  • la video installazione “Dal pieno al vuoto. Andata e ritorno”, realizzata da Lorena Alessio con Kong-Ki Wong e incentrata sulla città taiwanese di Taichung.

Tre giornate di confronto tra esperti italiani e internazionali

Il programma si sviluppa seguendo tre temi principali.

7 luglio: il fabbisogno abitativo

La giornata inaugurale affronta il tema della domanda di abitazioni in Italia e in Europa.

Il talk “Quante case servono? Quali case servono?” è affidato a Lorenzo Bellicini, direttore del CRESME, mentre il keynote speech serale vede protagonista Umberto Napolitano, cofondatore dello studio LAN (Local Architecture Network), che propone una riflessione sul tema delle case vuote.

8 luglio: abitare e intelligenza artificiale

La seconda giornata è dedicata al rapporto tra progettazione architettonica e innovazione digitale.

Nel corso del talk intervengono Barbara Caputo del Politecnico di Torino, Agostino Nickl della TU Delft e Andrea D’Antrassi di MAD Architects, con un confronto sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale nella progettazione degli spazi abitativi.

Il keynote speech è affidato a Raul Forsoni di UNStudio.

9 luglio: modelli europei e politiche per la casa

L’ultima giornata guarda alle esperienze internazionali nel campo delle politiche abitative.

Il talk “Geografie dell’abitare contemporaneo” riunisce Ezio Micelli dell’Università IUAV di Venezia, Michael Obrist della TU Wien e Joan Cambronero Fernández del Comune di Barcellona, con interventi dedicati a modelli e sperimentazioni adottati in diverse città europee.

A chiudere il Festival è il keynote speech di Anna Puigjaner, cofondatrice dello studio MAIO.

Laboratori, cinema e spazio ai giovani progettisti

Oltre agli incontri principali, il Festival propone anche attività rivolte a pubblici differenti.

Sono previsti i laboratori di SOU, la scuola di architettura per bambine e bambini promossa dalla Fondazione per l’architettura / Torino, una rassegna cinematografica ospitata dal bistrot culturale Il Ramo d’Oro e la premiazione dei vincitori di Future Homes Europe, concorso internazionale dedicato ai progettisti under 35.

Per gli architetti iscritti agli Ordini professionali è inoltre prevista la possibilità di ottenere Crediti Formativi Professionali partecipando ai talk e ai keynote speech.

L’edizione 2026 del Festival di Architettura Torino concentra l’attenzione sul tema dell’abitare in relazione ai cambiamenti demografici, sociali e tecnologici che interessano le città contemporanee. Attraverso incontri con studiosi, professionisti e amministratori pubblici, oltre a mostre e installazioni, la manifestazione propone un’occasione di confronto sulle possibili strategie di riutilizzo del patrimonio edilizio esistente e sulle prospettive delle politiche abitative, coinvolgendo sia gli operatori del settore sia il pubblico interessato.