Durante la Design Week, Kerakoll ha trasformato il Brera Studio in un paesaggio urbano astratto firmato Du Pasquier e Sowden, portando al centro il progetto Kerakoll Colors e il ruolo del colore come linguaggio architettonico
In occasione della Milano Design Week 2026, Kerakoll ha presentato Teatro della Vita, un’installazione a grandezza naturale firmata dai designer Nathalie Du Pasquier e George Sowden, che ha trasformato il Kerakoll Brera Studio, in via Solferino, in un palcoscenico urbano astratto, vibrante e sensoriale.
Il progetto è stato concepito per raccontare i 1.500 colori della proposta Kerakoll Colors. I due designer hanno ricostruito lo spazio dello showroom ispirandosi agli edifici della città immaginaria dell’opera Proposition pour une petite ville (1984), oggi parte della collezione del Centre Pompidou. Scorci, volumi e geometrie si sono susseguiti creando prospettive mutevoli e una riflessione visiva sul colore come elemento centrale dell’architettura e della vita urbana.
“Abbiamo immaginato un ambiente sensoriale ricco, capace di colmare il divario tra idealismo postmoderno e tecnologia dei materiali”, hanno spiegato i designer, sottolineando come facciate dipinte e texture possano generare spazi accoglienti, più che imponenti.
Il colore come linguaggio urbano
Con questa installazione, la città è stata interpretata come una scena teatrale, fatta di relazioni e percezioni, dove colore e superfici diventano strumenti narrativi. Una visione condivisa anche da Alessandro Dondi, Corporate Brand Marketing & Communications Director del gruppo, che ha evidenziato come Kerakoll Colors sia pensato come strumento di progetto oltre che scelta estetica.
La palette – articolata in famiglie cromatiche come Neutral, Blue, Green, Yellow, Terracotta e Magenta – ha animato volumi interni ed esterni, restituendo al paesaggio urbano una dimensione più calda e accessibile.
Un’installazione tra emozione e percezione
Teatro della Vita è nato da sette opere originali dipinte a olio da Du Pasquier, ispirate alla città immaginata insieme a Sowden. Ogni quadro ha interpretato un momento della vita quotidiana attraverso colore e forma, evocando emozioni più che descrivendo luoghi.
Lo showroom è stato così abitato da volumi astratti e relazioni spaziali essenziali, capaci di suggerire – più che rappresentare – la complessità della città vissuta. Il colore è emerso come elemento strutturale, affettivo e percettivo.
Dentro e fuori, un unico spazio
L’installazione ha accompagnato i visitatori in un percorso continuo tra esterno e interno, suggerendo una doppia dimensione urbana: una città fuori e una città dentro, entrambe costruite attraverso movimento, sguardo e percezione.
Con Teatro della Vita, Kerakoll ha portato alla Design Week una riflessione chiara: il colore non è solo finitura, ma progetto. E, sempre più, strumento per costruire relazioni tra spazio, materia e persone.




