Passaggi


Federica Fiorellini

Mentre scrivo queste poche righe è appena passata la Pasqua. L’ho trascorsa a casa, insieme a mio figlio, ci siamo dedicati alle grandi pulizie: togliere qualcosa di vecchio per fare spazio a ciò che verrà.

Trovo che, anche per chi non crede, Pasqua resti una parola densa, potente: deriva dal greco pascha e prima ancora dall’aramaico pasah, che significa “passare oltre”.

Quella del passaggio mi sembra un’immagine più attuale che mai, anche per il nostro settore.

Leggendo i dati dell’ultimo report FEP (li trovate qui), ho pensato che in fondo anche l’industria del parquet sta vivendo un suo “passaggio”. Non una rinascita clamorosa, non un boom, un momento di lento riassestamento, che arriva dopo mesi faticosi, con mercati fermi, prezzi in salita e un futuro sempre più difficile da leggere.

Ci sono alcuni segnali incoraggianti: in Austria e in Germania, per esempio, è tornato l’interesse per le ristrutturazioni. I dazi provvisori dell’UE contro le importazioni dalla Cina iniziano a fare il loro effetto. In Italia, il mercato tiene, pur con mille “se”.

Eppure il quadro resta frammentato, fragile, ancora troppo esposto alle turbolenze geopolitiche e alle incertezze economiche. Sappiamo che basta poco per far tornare l’insicurezza.

Ma forse è proprio questo il senso del “passaggio”. Non un salto netto dal buio alla luce, ma un tratto di strada in cui ci si guarda attorno, si cerca equilibrio, si ascoltano i segnali. Anche quelli deboli.

E ci si prepara, magari in silenzio, a ciò che verrà dopo.

Credo che il nostro compito, come operatori del settore (penso a chi produce, a chi vende, a chi posa, a noi che facciamo comunicazione), sia anche questo: non solo reagire, ma accompagnare il cambiamento, con pazienza, lucidità e possibilmente con una certa dose di fiducia.

Perché il legno, più di qualsiasi altro materiale, ci insegna che la solidità nasce nel tempo, anello dopo anello.
Buona primavera a tutti. E buon passaggio.