Nel 2024 il mercato italiano dell’IoT cresce del 9%, trainato da Smart Car, Utility e Building. Boom di oggetti connessi e integrazione con l’AI, ma il Piano Transizione 5.0 procede lentamente. È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano

Nel 2024 il mercato italiano dell’Internet of Things ha raggiunto i 9,7 miliardi di euro, in crescita del +9% rispetto al 2023. Gli oggetti connessi attivi nel Paese sono ora 155 milioni, pari a 2,6 per abitante. L’interesse per l’IoT continua a salire, sia in ambito industriale che consumer, sostenuto dall’integrazione con l’Intelligenza Artificiale, dalla spinta normativa e dalla crescente attenzione alla riduzione dei consumi energetici.
Le applicazioni con il maggior peso economico restano Smart Car (1,66 miliardi), Smart Metering & Asset Management nelle utility (1,59 miliardi) e Smart Building (1,37 miliardi). Seguono Smart Factory e Smart City, che per la prima volta superano il miliardo di euro ciascuna. Più indietro la Smart Agriculture, in calo per la riduzione degli incentivi.
L’IoT si consolida, ma il Piano 5.0 resta al palo

Il settore industriale continua a investire: il 25% delle grandi aziende e il 22% delle medie ha avviato almeno un progetto di Smart Factory nel 2024. Tuttavia, il Piano Transizione 5.0 fatica a decollare. A marzo erano stati prenotati solo 560 milioni di euro, il 9% delle risorse disponibili. Il Governo ha già deciso di riallocare metà dei fondi (3 miliardi) verso strumenti più efficaci, ma il rischio è perdere una grande opportunità per innovare e ridurre le emissioni.
AI e 5G spingono la prossima fase dell’IoT
Il connubio tra AI e IoT sta diventando sempre più centrale. Il 55% delle grandi imprese con progetti IoT vuole integrarli con l’AI, contro solo il 25% dei consumatori. Cresce l’uso delle tecnologie LPWA (+95%), mentre le soluzioni 5G si affermano anche in ambito industriale e satellitare.
Il focus si sposta ora su gestione dei dati e efficienza energetica, con nuove soluzioni per reti intelligenti, trasmissioni on-demand e dispositivi a basso consumo.
“L’IoT non è più una promessa futura: è una realtà sempre più diffusa che cambia industria, case e città.”
* L’edizione 2024-25 dell’Osservatorio Internet of Things della POLIMI School of Management è realizzata in collaborazione con il DEIB (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria) e l’IoT lab, e con il supporto di Ariston Group, BTicino, BVA Doxa, CAME, Centro Nazionale Mobilità Sostenibile (MOST), Comoli Ferrari, Connect Reply, Eni, EY, GEWISS, InfoCert, Iotinga, ISEO Ultimate Access Technologies, KPMG, Neosurance, Philip Morris International, Servitly, Storm Reply, Targa Telematics Viasat, Terna, Vimar, Vodafone Italia; Angelini Industries, Assimpredil ANCE, BIP, Brunata ZENNER, Caleffi Hydronic Solutions, Cellnex, Delta Dore, Edison, EOSS, Ezviz – Hikvision, Ferrovie dello Stato Italiane, IMC Group, Immergas, IoTicontrollo, Lavazza, Midori Connect, Mitsubishi Electric, Nital – Hinnovation, Sirti Digital Solutions, SMaBiT, SmartDHOME, Stetel, Tele2, Temix Digital Lab, Unidata, UnipolTech; A.P.I. (Associazione Piccole e Medie Industrie), Assintel



