Il Parlamento europeo dice sì alla Nature Restoration Law, una proposta di legge che punta a ripristinare il 20 per cento delle aree terrestri e marine per fermare la perdita di biodiversità e contrastare la crisi climatica. Il passaggio dalla protezione al ripristino degli ecosistemi degradati è salutato con favore da FSC, principale schema di certificazione forestale responsabile
Un grande traguardo ma soprattutto una sfida, l’approvazione di qualche giorno fa (il 13 luglio) al Parlamento Europeo della proposta di legge sul ripristino della natura e della biodiversità (Nature Restoration Law), l’innovativa normativa che va oltre il concetto di protezione degli ecosistemi esistenti proponendo di ricreare e ripristinare il 20% le delle aree naturali entro il 2030.
La legge sul ripristino della natura diventerà uno dei due pilastri fondamentali della Strategia dell’UE per la Biodiversità 2030 e la prima normativa esplicitamente finalizzata al ripristino della natura in Europa. Il testo finale della legge sarà concordato dopo i negoziati tra i rappresentanti del Parlamento europeo, dei governi nazionali e della Commissione europea
“Le foreste – commenta soddisfatto Giuseppe Bonanno, Direttore di FSC Italia – preservano l’80% della biodiversità terrestre: ciò significa 60 mila diverse specie di alberi, l’80% delle specie di anfibi, il 75% delle specie di uccelli e il 68% delle specie di mammiferi, ed è fondamentale conservare e ripristinare aree disboscate o sottoposte a degrado. Lo si può fare proteggendo habitat già esistenti, oppure procedendo a ricreare la foresta laddove è stata distrutta. Si può poi intervenire gestendo queste aree, attraverso sistemi che prevedano assieme l’uso sostenibile delle risorse e la protezione di flora, fauna e comunità locali, come avviene già oggi ad esempio grazie al lavoro di FSC: la Nature Restoration Law consentirà di agire in modo più deciso e spedito in questa direzione, a beneficio del pianeta e dei suoi abitanti”.



