Si è tenuto ad Amburgo, il 9 e 10 giugno scorsi, il Congresso Europeo del Parquet, in contemporanea con l’Assemblea Generale di FEP. La produzione nel territorio FEP è cresciuta di quasi il 7% nel 2021, superando la soglia degli 82 milioni di metri quadrati. Un livello che non si vedeva dall’inizio della crisi finanziaria. Ma le preoccupazioni per il futuro prossimo non mancano, a partire della reperibilità del legno di rovere
Come ogni anno, la Federazione Europea dei produttori di Parquet (FEP) si è riunita in Assemblea per fare il punto sull’andamento del mercato, sui trend, sugli sviluppi futuri.
La riunione – a cui abbiamo partecipato anche noi di I Love Parquet – è stata aperta da Lorenzo Onofri, presidente della Federazione, che nel commentare i numeri positivi registrati dal comparto nel 2021 ha ricordato le molte incognite dell’anno in corso, non ultima il problema dell’approvvigionamento della materia prima, incognite che non potranno che rallentare la crescita del settore, l’invito finale del presidente è stato chiaro: “Noi europei dobbiamo imparare a conciliare gli ideali, i proclami irrealizzabili legati al tema della sostenibilità con il nostro mondo, con la realtà delle nostre aziende, realtà che negli ultimi anni è profondamente cambiata. Dobbiamo tornare con i piedi per terra e approfittare di questo momento di oggettiva difficoltà per trovare, insieme, nuove strade e nuove opportunità… Magari iniziando a ripensare prodotti e processi”,
Il congresso, tenutosi quest’anno in Germania, ad Amburgo, ha fornito anche l’occasione per diramare ai soci e alla stampa il resoconto contenente le statistiche, generali e Paese per Paese, relative al 2021. Di seguito riportiamo i dati salienti, che analizzeremo nel dettaglio sul numero di Luglio della rivista I Love Parquet..
+6,2% per i consumi: l’adeguamento delle case alla vita “post-covid-19”, rimane il motore della crescita

Dopo un 2020 tendenzialmente stabile (+1,3%), il consumo europeo di parquet è aumentato del 6,2% nel 2021, toccando la soglia di 88.155.000 m².
Il consumo è aumentato in quasi tutti i mercati europei, soprattutto nel primo semestre, rispetto allo stesso periodo nel 2020. Durante il resto dell’anno, la domanda ha continuato a crescere, ma a un ritmo più lento, poiché i consumatori hanno ricominciato a dedicare le proprie spese ad aree come il tempo libero e i viaggi. Tuttavia, la ristrutturazione e l’adeguamento delle case alla vita “post-covid-19”, rimane il motore della crescita dei consumi di parquet.
Come al solito, i risultati mostrano variazioni da paese a paese.
Paesi come l’Italia e la Francia, che non sono stati in grado di compensare la perdita subita durante il lockdown della primavera 2020 e hanno registrato un calo del consumo di parquet per l’intero anno 2020, stanno registrando forti incrementi nel consumo di parquet nel 2021 rispetto al 2020. Anche Croazia, Romania e Svizzera registrano incrementi significativi nel consumo di parquet, mentre il Portogallo si sta concentrando maggiormente sulle esportazioni.
Per contro, i paesi che hanno compensato in tutto o in parte, nella seconda metà del 2020, la cattiva performance osservata nel marzo-aprile dello stesso anno, registrano generalmente tassi di rialzo inferiori, ma comunque sostenuti. È il caso di Scandinavia, Austria e Spagna, mentre il mercato tedesco del parquet si stabilizza.
In termini di consumi per Paese, la Germania mantiene la prima posizione con il 20,45%. L’Italia al 10,49% e la Francia al 10,19% superano la Svezia (9,88%). Al quinto posto resta l’Austria con il 7,73%, seguita da Svizzera (7,45%), Nordic Cluster (6,81%) e Spagna (6,49%).
Per quanto riguarda il consumo pro capite di parquet, la Svezia mantiene il primo posto (0,86 mq), davanti a Estonia (0,77 mq), Austria (0,76 mq) e Svizzera (0,75 mq). Nell’area totale FEP, il consumo per abitante aumenta leggermente a 0,21 m² nel 2020 e nel 2021.

La produzione supera gli 82 milioni di metri quadrati

La produzione nel territorio FEP è cresciuta di quasi il 7% nel 2021 e ha superato la soglia degli 82 milioni di metri quadrati. Un livello che non si vedeva dall’inizio della crisi finanziaria. La produzione europea al di fuori dei paesi FEP è stimata in 15,3 milioni di metri quadrati – 9,7 milioni di metri quadrati prodotti nei paesi dell’UE e 5,6 milioni di metri quadrati nei paesi europei non UE.

La produzione totale nel territorio FEP è aumentata significativamente (+6,92%) nel 2021 a un volume di 82.624.000 m². Tenere conto della produzione totale in Europa (paesi FEP + paesi non FEP in Europa) implica che la produzione nel 2021 è aumentata del 7,88% e ha raggiunto quasi 98 milioni di m².
La produzione totale di parquet 2021 per tipologia rimane simile al quadro già presentato dal 2010 in poi: il multistrato è primo con l’83% (contro l’82% del 2020), seguito dal massello (compreso il lamparquet) con il 15% (contro il 16 % nel 2020) e mosaico con un 2% stabile della torta totale.
In termini di produzione assoluta per paese, la Polonia mantiene la sua prima posizione al 16,06%. La Svezia mantiene il suo secondo posto sul podio con il 14,94%. Segue l’Austria con il 13,00%, mentre la Germania arriva al quarto posto (9,94%).
L’utilizzo di specie legnose nel 2021, indica che la quota di quercia rimane stabile all’81,9% rispetto all’81,8% nel 2020. Le specie legnose tropicali rappresentano il 2,1% del legno usato. Frassino e faggio sono ancora le altre due specie scelte più comuni con rispettivamente il 5,3% e il 2,8%.
Prospettive per il 2022 e il 2023: il problema materie prime e l’appello alla UE
I mercati europei del parquet – fanno sapere da FEP – mostrano evoluzioni diverse per il primo trimestre 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Mentre Italia, Scandinavia e Spagna registrano incrementi ancora significativi della domanda, Benelux, Francia e Svizzera presentano evoluzioni piatte. Austria e Germania, invece, stanno già registrando flessioni, riflettendo la difficoltà di evadere gli ordini. Si prevede che questo fenomeno sarà segnalato da tutti i mercati nei prossimi mesi poiché la maggior parte dei membri della FEP sta affrontando problemi di forniture di legno.
I problemi di disponibilità e accessibilità dei prodotti in legno e di legno stanno limitando l’evoluzione positiva dell’industria del parquet dallo scoppio della pandemia e stanno diventando ancora più acuti con le turbolenze geopolitiche. Ricordiamo che una parte significativa della materia prima legno e dei semilavorati utilizzati dai produttori di parquet europei proveniva da Ucraina, Russia e Bielorussia. Questi flussi commerciali sono stati influenzati dalla situazione e dalle relative misure.
Il problema serio è legato al fatto che, a causa della situazione già molto tesa sui mercati del legno, nonché della ‘responsabilità ecologica’, non è possibile per il settore diversificare completamente le fonti di legno verso altre specie e/o altri paesi. L’industria europea del parquet chiede quindi alle autorità dell’UE misure temporanee di salvaguardia, mitigazione e sostegno al settore, uno strumento, come una quota, per mantenere i tronchi di quercia all’interno dell’Europa e politiche coerenti che consentano una maggiore mobilitazione delle risorse legnose europee esistenti (Strategia forestale, Strategia per la biodiversità…) purché vengano applicati i principi della gestione forestale sostenibile.
Dovrebbe essere adottata – commentano dalla Federazione – anche una prospettiva a più lungo termine per esplorare sostituti e alternative sostenibili (e riciclabili) alla quercia.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.




