Dl Antifrodi: FederlegnoArredo chiede al governo una revisione


La recente approvazione del Dl 157 ha generato nel settore edilizio uno stato di non chiarezza tale che ha avuto come immediata conseguenza il blocco totale degli ordini per cui le aziende, che hanno investito in impianti e assunto personale, non potranno garantire i posti di lavoro e, in casi estremi, nemmeno la propria continuità aziendale. Purtroppo l’applicazione pratica di quanto introdotto non è chiara, e la mancanza di chiarezza è nemica dell’economia: motivo per cui chiediamo di porre fine quanto prima a questa confusione, in modo da mantenere attivo un volano economico di cui il paese e le imprese hanno bisogno”. Così il presidente di FederlegnoArredo (www.federlegnoarredo.it), Claudio Feltrin, nella lettera inviata al ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e al ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti.

FederlegnoArredo – spiega Feltrin è stata tra i promotori della richiesta al governo affinché le detrazioni avessero una durata pluriennale con l’auspicio di permettere alle famiglie, ma anche alle imprese, di organizzarsi e pianificare. Motivo per cui ha accolto favorevolmente l’impianto della Legge di Bilancio al riguardo, ma quel che lascia maggiormente sorpresi è che le misure introdotte con il Dl Antifrodi abbiano colpito soprattutto l’Ecobonus, al 50% o 65%, e il Bonus Casa, al 50%, che già prevedono la partecipazione del cliente ai costi degli interventi per una percentuale importante e quindi un controllo sui prezzi. Inoltre – prosegue il presidente di FederlegnoArredo, il Dl non prevede una fase transitoria, facendo precipitare gli interventi in corso in un limbo preoccupante e, soprattutto, reiterando un vizio tipicamente italico: il cambio delle regole in corso. Tale stravolgimento non danneggerà i furbi, ma le famiglie che hanno iniziato gli interventi facendo affidamento su qualcosa a cui ora, di fatto, non possono più accedere. Chiediamo – conclude Feltrinche venga fatta immediatamente chiarezza anche circa i prezzi di riferimento a cui gli operatori debbano attenersi in attesa dell’emanazione del decreto del MITE, altrimenti un’intera economia sarà paralizzata. Auspichiamo infine che venga prevista anche un’esenzione per gli interventi minori. Naturalmente ci rendiamo fin da ora disponibili per collaborare col ministero per l’elaborazione dei prezzari affinché siano completi e in linea con il mercato”.