Immobiliare: come sono cambiate le esigenze degli italiani con il virus?


In seguito al dilagare della pandemia e ai lunghi mesi di lockdown, gli italiani rivedono la relazione con la propria abitazione, che diventa il vero baricentro della quotidianità. Se da un lato c’è chi è pronto ad affrontare la nuova normalità tra smartworking e lavoro in presenza, dall’altro c’è chi vuole cambiare casa, magari puntando su una soluzione con più spazi aperti o vicina ad aree verdi. Tutto questo, con un occhio di riguardo alle opportunità portate dalla tecnologia. È questo il ritratto del paese emerso da CasaDoxa 2021, quarta edizione dell’osservatorio nazionale sugli italiani e la casa di BVA Doxa sui principali cambiamenti in atto in ambito domestico realizzato tra aprile e maggio 2021 intervistando online oltre 7 mila famiglie.

Il report è l’edizione 2021 di un progetto nato nel 2018 e che si propone come un hub di snodo e di raccordo tra la domanda – composta dalle abitudini, dai comportamenti e dai desideri degli italiani nei confronti della casa – e l’offerta, ovvero il mercato costituito da tutti gli operatori che insistono sul mondo dell’abitare e che spaziano dalle banche, il real estate, il mondo delle costruzioni, l’arredamento, fino a tecnologia, fitness, entertainment, food, logistica e assicurazioni. La ricerca è stata presentata lo scorso mercoledì 14 luglio, con un web talk intitolato “CasaDoxa 2021. I trend dell’abitare: opportunità e ispirazioni” presentato da Paola Caniglia, head of Living & Retail di BVA Doxa e ideatrice di CasaDoxa, con la partecipazione di Davide Cavalieri, ceo di Cavalieri Retail.

Nel 2021 2 milioni di italiani in più alla ricerca di una nuova casa: l’esperienza del lockdown spinge verso il cambiamento

Messi a dura prova dall’emergenza sanitaria, sono sempre di più gli italiani che intendono cambiare abitazione entro i prossimi 4 anni. Se nel 2019, in tempi pre pandemici, la percentuale toccava quota 22%, nel 2021 si arriva al 26%, pari ad un incremento di 2 milioni di persone. E proprio il lockdown è il fattore alla base di questo desiderio: il 53% di chi ha intenzione di cambiare casa nel prossimo quadriennio dichiara infatti che l’esperienza delle chiusure che si sono alternate per tutto il 2020 e l’inizio del 2021 ha contribuito ad alimentare questa volontà.

Spazi all’aperto e vicinanza ad aree verdi: la pandemia riorienta i “must have” per le nuove case

Oltre ad aver rivoluzionato le abitudini quotidiane, il virus ha riorientato anche le priorità e i criteri di valutazione da considerare quando si è alla ricerca di una nuova abitazione. Costretti in casa per diversi mesi, gli italiani ora reclamano soprattutto spazi all’aperto e aree verdi dove poter vivere a contatto con la natura. Così, a balzare in testa nella classifica dei “must have” per le nuove abitazioni spiccano giardini e terrazzi (+67% e +9% rispetto al 2019) e la presenza del verde a pochi minuti di cammino (65%, con un incremento del 17% sul 2019). L’impossibilità di incontrare parenti e amici con la stessa frequenza di prima ha inoltre accresciuto il valore delle relazioni umane: avere un buon vicinato è oggi un criterio molto importante per quasi 3 italiani su 5 che intendono trasferirsi.

Il radicamento dello smartworking nelle vite quotidiane degli italiani ha invece reso meno importanti altri fattori che da sempre orientano la scelta della casa. Ad esempio, nella classifica dei desiderata il criterio che scende di più rispetto agli anni precedenti è la vicinanza al luogo di lavoro (nel 2021 è molto importante per il 45% dei rispondenti). Sebbene siano meno prioritari rispetto al biennio precedente, la vicinanza ai trasporti pubblici (55%) e la presenza di un garage o di un posto auto (65%) restano comunque prioritari per gli italiani che cercano casa.

Casa è sinonimo di sostenibilità e salubrità, con un occhio di riguardo verso la mobilità sostenibile: la presenza di colonnine elettriche rappresenta un driver di scelta per il 37% degli italiani

Nell’ambito domestico, sostenibilità e salubrità sono ormai due paradigmi: quasi la totalità degli italiani reputa importanti questi concetti se associati alla loro casa, e proprio l’esperienza pandemica appena vissuta ha contribuito a fare impennare la loro centralità. Quanto alle abitudini “green”, sulla scorta di una rinnovata sensibilità nei confronti delle tematiche ambientali sostenuta e incentivata anche dai bonus governativi dedicati alla mobilità sostenibile, la presenza di colonnine elettriche è ormai un criterio di valutazione molto importante per il 37% degli italiani nella scelta di una nuova casa. Su questo fronte la crescita rispetto al periodo pre Covid è notevole: +19% sul 2019, un dato sostenuto anche dal fatto che attualmente sono 2 su 5 gli italiani che stanno ipotizzando di acquistare un mezzo di trasporto con alimentazione elettrica o ibrida, come auto, scooter, bicicletta e monopattino. Questi dati si inseriscono in un più ampio contesto di transizione energetica per la casa e la mobilità, sempre più orientate verso l’elettrico e il basso impatto sull’ambiente.

Fonte: askanews