Il primo bilancio di sostenibilità di Itlas


La rendicontazione, volontaria e calcolata sul triennio 2017-2019, mette in luce la vocazione della casa trevigiana all’uso sostenibile delle materie prime e alla lotta al cambiamento climatico. 609 i metri cubi di tronchi di faggio recuperati dalla Foresta del Cansiglio in seguito alla tempesta Vaia, trasformati in pavimento e promossi con una campagna di sensibilizzazione all’acquisto consapevole da parte del consumatore.

Nei suoi oltre trent’anni di attività Itlas ha costruito il proprio sviluppo aziendale e la propria immagine su uno stile di vita, un fondersi e confondersi con la natura per cercare quel benessere che è sempre di più anche il filo conduttore di architettura e design. Ecco perché la società ha scelto di redigere il suo primo bilancio di sostenibilità, presentato per la prima volta nei giorni scorsi al Gruppo Sostenibilità di Assindustria Venetocentro.

Anche alla luce dell’urgenza di un periodo storico che a più livelli pone la responsabilità individuale, sociale e d’impresa sotto i riflettori, ci siamo posti l’obiettivo di fornire una rappresentazione, sia in termini qualitativi che quantitativi, dei valori e degli effetti che la nostra attività di impresa produce nell’ambito in cui operiamo, rendicontando le politiche e le attività promosse nel corso del triennio 2017/2019, garantendo piena trasparenza nei confronti dei nostri portatori di interesse”, afferma Patrizio Dei Tos, presidente e fondatore di Itlas.

Una prima edizione volontaria, considerato che Itlas non è quotata, che evidenzia l’impegno del suo management a contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e per considerare la sostenibilità – come richiesto anche dalla Carta di Confindustria – il punto fermo di ogni scelta quotidiana.

Punto focale, sia identitario che di processo industriale, sono risultati la protezione, il ripristino e il favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Ma anche l’accesso all’energia pulita, lo sviluppo tecnologico, la garanzia di modelli di consumo e di produzione sostenibili, la lotta al cambiamento climatico, la gestione sostenibile delle foreste.

Sono stati 609 i metri cubi di tronchi di faggio recuperati dalla Foresta del Cansiglio in seguito alla tempesta Vaia, contribuendo da una parte a liberare in tempi rapidi la foresta dai tronchi schiantati, evitando che marcissero a terra, dall’altra dando vita ad una campagna di sensibilizzazione del territorio e dei consumatori per l’acquisto consapevole di un prodotto, Assi del Cansiglio, realizzato con il legno dei tronchi recuperati. Dal bilancio emerge che l’impegno alla tutela della vita sulla terra viene infatti raggiunto dal produttore insieme a fornitori e clienti, con i quali il brand comunica in maniera trasparente, continuativa ed efficace.

Sul fronte della materia prima legno, Itlas da anni ha scelto di acquistare unicamente da foreste certificate o gestite in modo sostenibile. Nel 2019 sono stati acquistati 1.482 metri cubi di rovere (50% certificato Pefc e 50% FSC), 780 metri cubi di abete certificato Pefc e 2.663 metri cubi di pannelli di cui il 75% certificati Pefc e il 25% FSC.

Ma Itlas è impegnata anche sul fronte dell’efficienza energetica. Nel 2019 è stata registrata una diminuzione del consumo di energia elettrica dello 0,9% (sono 226 i Giga Joule immessi in rete da pannelli fotovoltaici che riducono di circa il 45% le emissioni di CO2 equivalente e di oltre il 55% le emissioni di sostanze che danneggiano lo strato di ozono) ed è stato attivato un impianto di generazione di energia termica alimentato con i residui delle lavorazioni del legno.

L’investimento di oltre 220 mila euro in tecnologie per la messa in sicurezza dei macchinari costituisce un passo in avanti nella ricerca di innovazione del processo produttivo. Lo sviluppo di una produzione responsabile e rispettosa dell’ambiente emerge anche dall’importante impegno sul fronte della riduzione delle emissioni in atmosfera dovute agli impianti di aspirazione delle polveri di legno, alla verniciatura e alla combustione di biomasse, va registrata la continua diminuzione dei COV (Composti Organici Volatili), passati 8.018 Kg su metro quadrato del 2017 ai 6.304 del 2019. Un dato reso possibile grazie anche all’utilizzo di colle viniliche e di vernici a base d’acqua. Altro numero importante è quello relativo all’acetone esausto. La presenza di un distillatore ad alta efficienza, che recupera quasi l’80% del solvente utilizzato, nel 2019 ha permesso di recuperare 7.093 kg di COV.

Salute e benessere del consumatore finale oltre che dei lavoratori vengono garantiti anche grazie alla riduzione della presenza di formaldeide nei prodotti, che attualmente ha una concentrazione inferiore alle 0,04 ppm. Un risultato ottenuto negli anni sia per l’utilizzo unicamente di colle viniliche che con l’introduzione a tappeto di acquisti di pannelli a base legno CARB 2, certificazione californiana obbligatoria in tutti gli Stati Uniti d’America che garantisce le più basse emissioni di formaldeide.

Relativamente alla struttura di governo societario, Itlas è nata nel 1988 come impresa a conduzione familiare e negli anni ha continuato a tramandare il testimone di padre in figlio. Accanto al presidente Patrizio Dei Tos, siedono in consiglio di amministrazione la mamma Carla Fantin e il figlio Matteo. Ma per raggiungere gli obiettivi aziendali in modo efficace, il sistema di governance è stato strutturato scegliendo l’apertura e il coinvolgimento diretto dei collaboratori che ricoprono ruoli strategici nella gestione, come il responsabile amministrativo e il direttore della produzione. Spettano alla governance le scelte intraprese anche in materia di sostenibilità, la cui gestione e realizzazione in progetti è affidata all’ufficio Ambiente, Sicurezza e Certificazioni unitamente al Marketing e alla Comunicazione.

In tema di responsabilità sociale il bilancio evidenzia la forte attenzione dell’attività verso la comunità locale di appartenenza, con investimenti economici importanti per il sostegno di iniziative sportive e culturali.