Alfiero Bulgarelli: formazione, sostenibilità, marketing


3 macro aree per trasformare la sfida del virus in un’opportunità

Una vita nel mondo del legno. Tra successi, momenti complicati e grandi cambiamenti. Alfiero Bulgarelli, titolare di Bulgarelli 1921, nonché presidente di ASP – Aziende Storiche Parquet (aggregata di EdilegnoArredo e FederlegnoArredo), ha le idee molto chiare su quali mosse dovrà compiere il settore per rilanciarsi nel difficile contesto pandemico: personale sempre più qualificato, massima concentrazione sul tema ambientale e tanta comunicazione (in particolare sul digitale). Il tutto senza dimenticare il valore aggiunto dell’associazionismo. Oggi più fondamentale che mai nel caos degli incentivi.

Anche se composta da aziende storiche, l’associazione che presiede è da considerare ancora come un’organizzazione tutto sommato giovane: ci fa un bilancio su questo primo anno di lavoro?

Sono stati mesi impiegati soprattutto per favorire incontri tra le varie realtà imprenditoriali per un confronto sui possibili valori comuni e per sviluppare attività di comunicazione verso l’esterno. In realtà, purtroppo, i mesi di quarantena legati alla pandemia hanno impedito l’attuazione di alcuni eventi già programmati, come ad esempio visite a fabbriche di parquet e di altri prodotti con tecnologie inerenti al nostro settore. Nel primo semestre del 2020 sono stati intrattenuti proficui rapporti tra i soci ASP, con collegamenti online, alcuni assieme a FederlegnoArredo, di cui facciamo parte, su vari temi, tra i quali i protocolli per la riapertura in sicurezza dei nostri negozi, uffici e la gestione dei cantieri. Una videoconferenza in particolare si è svolta sulle possibilità di finanziamento messe a disposizione dal governo, tema su cui la Federazione si è attivata istituendo uno specifico sportello informativo. Grazie a questa iniziativa, alcune delle nostre associate hanno potuto beneficiare in modo corretto, informato e consapevole delle suddette possibilità“.

Quale futuro vede per i pavimenti di legno nel mercato post pandemia?

Sono, per mia natura, sempre stato ottimista. Anche in questo periodo scorgo opportunità importanti per il nostro settore. Siamo tutti stati costretti per mesi a vivere chiusi nelle nostre case e ne abbiamo apprezzato le positività e scoperto alcune lacune. Sono convinto che abitare ambienti di dimensioni adeguate alle nostre famiglie, contornati da materiali naturali come i pavimenti e i rivestimenti di legno, abbia rappresentato per molti una serena accettazione della situazione. Cosa molto più difficile per coloro i quali sono stati costretti a vivere in ambienti meno favorevoli, lastricati da pavimentazioni fredde e innaturali, che cominciano quindi a comprendere il valore dei prodotti promossi da sempre dalle nostre realtà. È auspicabile che il confronto con la clientela non avvenga esclusivamente sul prezzo di vendita ma tenga anche conto della qualità complessiva del prodotto che è naturale, sostenibile, confortevole e migliora notevolmente il benessere abitativo. Io ne sono fermamente convinto e i fatturati di questi ultimi mesi dopo la riapertura appaiono confortanti“.

Chi è, a suo modo di vedere, il posatore del 2020: quali competenze ha o dovrebbe avere e quale ruolo va a ricoprire nella filiera?

Ringrazio per la domanda che mi permette di specificare il fatto che la nostra non è e non vuole essere un’associazione di posatori di parquet, ma una realtà che raggruppa aziende strutturate, presenti da anni sul mercato, con negozi specializzati per la presentazione e la fornitura di servizi legati ai pavimenti di legno. Infatti, tutti gli associati ad ASP provvedono anche alla posa in opera dei parquet presso i loro clienti, ma per noi la posa non è altro che una parte dei servizi offerti, che vanno dalla guida alla scelta del prodotto giusto per il cliente che abbiamo di fronte al supporto organizzativo e finanziario relativo, dalla spesa prevista alla consulenza post posa, come la gestione della giusta manutenzione e la cura del parquet nel tempo. In ASP siamo ben consci di quanto sia importante, vorrei dire basilare, per il nostro settore una posa eseguita da operatori competenti, informati e formati. Siamo assolutamente disponibili a dare il nostro contributo, per quanto possibile, a sostenere e favorire collaborazioni con tutta la filiera produttiva e distributiva del parquet, nel rispetto rigoroso dei propri ruoli e della propria identità associativa“.

In che modo continuerete ad affiancare le realtà storiche del parquet con la vostra associazione? Dato il momento straordinario, avete pensato a iniziative ad hoc?

Come ho accennato prima, per noi, la formazione costante su cui dovremo insistere sarà soprattutto dedicata al marketing alla comunicazione dei valori rappresentati dal legno, materia prima naturale, che dà benessere e soddisfazione a chi lo incontra, solo per il fatto di esserci. La qualità dei singoli prodotti presenti nelle nostre sale espositive non può prescindere da una profonda conoscenza dei materiali e delle tecnologie di posa. Penso che potremo fare molto anche come supporto organizzativo gestionale delle nostre imprese sia per il momento presente, ma anche e soprattutto per la programmazione futura di ogni singola realtà. In entrambi i casi FederlegnoArredo, attraverso il Gruppo Pavimenti di Legno di EdilegnoArredo, sarà al nostro fianco con tutta la competenza e la potenzialità di cui dispone. È questo il vantaggio di far parte di una grande Federazione che mi piace definire una ‘grande famiglia di imprenditori’“.

In un mondo che va sempre più veloce e si conferma sempre più digitale, la tradizione artigianale è ancora un valore su cui puntare?

Su questo non ho alcun dubbio: una rivalutazione dei materiali naturali, sicuramente già in atto, va accompagnata da una presentazione accurata che tenga anche conto di lavorazioni personalizzate e di capacità artigianali sempre più specializzate e sicure sotto tutti i punti di vista, sia tecnici che di sostenibilità ambientale e di salute. A voler ben guardare non rientra nella logica degli associati ASP lavorare esclusivamente con il catalogo e con il prezzo. Credo che andrebbe ripensato il modo di proporre gli elementi di finitura delle abitazioni, affinché siano progettati e pensati su misura degli ospiti cui sono destinati, e non più tutti uguali. Su questo noi possiamo e dobbiamo fare la nostra parte, mettendo a disposizione dei nostri clienti la cultura ‘storica’ che ci appartiene“.

Con il cosiddetto Decreto Rilancio sono stati immessi nel sistema i primi aiuti all’edilizia e altri probabilmente ne arriveranno con il Recovery fund: cosa bisogna aspettarsi e come le imprese del settore dovrebbero cominciare a organizzarsi?

Domanda non facile in quanto mi pare ci siano ancora molte difficoltà di interpretazione su alcuni provvedimenti, veda a titolo esemplificativo il cosiddetto Superbonus al 110%, in altri casi stiamo già applicando le detrazioni che ci competono. Quando avremo le idee più chiare e i provvedimenti saranno meglio definiti, saremo sicuramente in grado di dare le giuste e doverose informazioni ai nostri soci e ai nostri clienti, potendo anche qui contare sul competente supporto di FederlegnoArredo“.

di Davide Vernich