“Praticate la resilienza”


E affrontate il futuro con uno sguardo positivo. Questo il pensiero di Renza Altoè Garbelotto, Consigliere Incaricato del Gruppo Pavimenti di Legno di Edilegno-FederlegnoArredo, che si racconta in una lunga chiacchierata.

A circa tre mesi dalla sua elezione alla presidenza del Gruppo Pavimenti in Legno di Edilegno-FederlegnoArredo, ho intervistato Renza Altoé Garbelotto, AD dell’omonimo parchettificio trevigiano. Un’imprenditrice con le idee molto chiare sul ruolo, che mi ha parlato in modo schietto dei suoi primi passi in Federazione, dei suoi progetti, della sua visione del settore, dei suoi valori. Risposte per nulla scontate, permeate di fiducia verso il futuro.

Com’è stato il tuo ingresso in Federazione, quali le tue prime sensazioni?

È stato ed è senz’altro un periodo molto particolare, transitorio, perché tutti gli sforzi interni sono stati rivolti all’elezione del nuovo presidente e della sua squadra. Il voto di designazione del 15 settembre di Claudio Feltrin va riconfermato e c’è da costruire una squadra compatta al suo fianco. Abbiamo lavorato per questo (Feltrin, AD di Arper, è stato eletto dall’Assemblea generale, pochi giorni dopo questa intervista, ndr). Questo per dirti che c’è stato poco tempo per interpellare tutte le aziende in modo da trovare dei fili conduttori, degli obiettivi condivisi – che è ciò di cui abbiamo bisogno veramente – però questa riflessione è stata fatta e sarà una delle mie/nostre prime mosse. Come primo passo, il 10 novembre, abbiamo organizzato una tavola rotonda in video conferenza per approfondire e chiarire le tematiche riguardanti l’emergenza Covid-19, alla quale abbiamo invitato gli associati ASP – Aziende Storiche Parquet e anche tutti i non associati. A seguire stiamo calendarizzando tutta una serie di altri incontri”.

Cosa ne pensi della tua squadra?

Ti dico sinceramente che sono molto contenta della squadra di EdilegnoArredo e del mio presidente, Andrea Bazzichetto, un uomo del fare, che ha già instaurato un dialogo diretto con tutti noi responsabili di Gruppo, assegnandoci obiettivi importanti. Abbiamo dialogato anche col futuro presidente della Federazione, Claudio Feltrin, un trevigiano, una persona che conosco bene, anche perché abbiamo fatto insieme un pezzo di strada in Assindustria Venetocentro. Feltrin è un imprenditore di successo, una persona molto pratica ed ho subito condiviso il suo programma. Personalmente, in quanto rappresentante del Gruppo Pavimenti, un’associazione che non ha grandi numeri al momento all’interno di Federlegno, ho chiesto di essere ascoltata come il comparto che rappresento merita. Questa è sempre stata la nota dolente, che probabilmente ha portato a una lenta migrazione fuori da Federlegno: eravamo poco ascoltati. Io ho chiesto a Claudio un’attenzione maggiore nei nostri riguardi e lui mi ha dato massima disponibilità. Ho trovato, inoltre, una squadra, in sede a Milano, di persone veramente capaci, veloci e competenti: Gaetano Milizia, responsabile EdilegnoArredo, Sonia Piani, responsabile della segreteria EdilegnoArredo e non per ultima la nostra cara Rita D’Alessandro, l’ingegnere che da anni segue il comparto con dedizione e grande competenza“.

E i tuoi primi passi quali saranno?

Ciò che spetta a me in questo momento è approfondire e portare avanti una serie di istanze che riguardano il comparto pavimenti di legno, soprattutto a livello normativo. Ci sono molte cose che ‘bollono in pentola’, molti progetti di norma che stanno maturando: li stiamo analizzando, con il duplice obiettivo di essere informati e tutelati. È il vantaggio dell’associazionismo, poter esser presenti ai tavoli normativi, poter usufruire di consulenti preparati e dedicati per poter dire la nostra. Le norme regolamentano il nostro settore e quindi anche la qualità dei nostri prodotti e di tutta la filiera“.

Il rapporto con i colleghi produttori?

Ci stavo arrivando… Il mio secondo step sarà proprio quello di chiamare azienda per azienda, per dialogare con gli imprenditori e cercare di capire i malumori da un lato, le richieste dall’altro. In questo momento storico abbiamo il dovere, come federazione, di essere al fianco dell’imprenditore, c’è bisogno di un riferimento forte, di una spalla. Occorre fare un’attenta analisi dei bisogni per agire con tempestività e incidere sulle scelte che ricadono sui nostri associati. Fare sistema è fondamentale, c’è l’esigenza di rispondere velocemente ai cambiamenti, affiancando le imprese“.

Ci puoi anticipare qualche azione concreta?

Come Gruppo Pavimenti, ho chiesto di ‘rivedere’ il sito di Federlegno, in modo da essere più rappresentati al suo interno; ho chiesto di poter dialogare con le Camere di Commercio in maniera più importante e costante, per essere più tutelati e meglio rappresentati quando ci rivolgiamo ai mercati esteri. E poi dobbiamo continuamente lavorare sul tema della qualità e della trasparenza del prodotto parquet. Insomma, la carne al fuoco è tanta, ma sicuramente in Federazione ho trovato persone disponibili all’ascolto, al dialogo, al fare“.

Perché, in questo momento storico, una realtà che produce pavimenti dovrebbe unirsi alla tua squadra?

Perché la strada che sto percorrendo io dovrebbe essere parallela alla strada che percorre ogni mio collega. Perché l’obiettivo è comune, la promozione del nostro prodotto e l’aumento delle nostre quote di mercato e, in ultima analisi, perché è la conoscenza che può fare la differenza. E le possibilità, in termini di conoscenza e condivisione, che può fornire un’associazione come Federlegno oggi sono infinite. Perché non siamo più gli artigiani di una volta: quando producevi il parquet, lo chiudevi con una reggetta e lo vendevi; oggi dobbiamo fornire una scheda prodotto, delle certificazioni, una marcatura, insieme a tantissimi altri passaggi che servono a tutelare noi stessi, i nostri dipendenti e sicuramente il nostro cliente. Tutti noi, con le nostre peculiarità e le nostre differenze, chi più orientato alla produzione e chi più al commercio, possiamo e dobbiamo dare una mano. Insieme siamo sicuramente più forti. Focalizzerò obbiettivi trasversali che uniscano noi tutti“.

Quali sono, a tuo avviso, i valori da portare avanti adesso?

Beh, resilienza innanzi tutto, perché è quella che ti permette di perseguire i tuoi obiettivi nonostante gli inevitabili contrattempi della vita. E poi positività, perché la negatività, il malumore, il piangersi addosso non portano a nulla. In questo momento noi imprenditori dobbiamo essere positivi, propositivi e avere grandi responsabilità verso la nazione, i nostri collaboratori e tutti gli stakeholder. E poi dobbiamo essere contenti perché stiamo lavorando con una materia prima bella, naturale, ‘emotiva’, che non ci fa annoiare mai. E ora più che mai sposa gli indicatori del bien vivre e dell’eco-sostenibilità“.

A livello di prodotto, invece, su quali valori bisogna puntare?

Qualità, qualità, qualità. La qualità ripaga sempre. Il legno non ha punti di debolezza, ha solo punti di forza, a patto che il prodotto sia fatto bene, sia esso flottante o incollato, finito a vernice o a olio, prefinito o massello. Una piastrella sbeccata è bruttissima, le fughe nere sono orribili… Un pavimento in legno centenario, anche rovinato, è una gioia per gli occhi. Non c’è battaglia, se c’è qualità. Insomma, bisogna guadagnare quote di mercato che altri prodotti inerti, grazie alla potenza economica e al marketing, ci hanno tolto. Posso concludere sintetizzando il mio obiettivo: confrontarsi, condividere, per crescere insieme. Esorto i miei associati a essere proattivi e aiutarmi in questo viaggio e, agli altri componenti del nostro bellissimo mondo del parquet, ad associarsi. Più siamo meglio è, più contiamo“.

di Federica Fiorellini