Covid-19: i primi impatti sull’industria del parquet e le risposte dell’Ue

A metà maggio, FEP ha organizzato una tavola rotonda per condividere le esperienze dei membri e valutare i primi impatti della pandemia. In questa nota, un resoconto delle riflessioni della Federazione e qualche previsione.

Il 14 maggio scorso, su iniziativa del consiglio di amministrazione e del segretariato, FEP, la Federazione Europea dell’Industria del Parquet, ha organizzato una tavola rotonda con più di 50 soci per condividere, tra le altre cose, le esperienze sulla crisi sanitaria e valutare i primi impatti sui mercati europei, da marzo a maggio 2020. Alla riunione ha partecipato anche Diego Benedetti di EOS, l’Organizzazione europea dell’industria delle segherie, per fornire una panoramica di questo settore, che fa parte della filiera del parquet. Vi proponiamo il resoconto dell’incontro.

Panoramica dei mercati europei del parquet

Ogni membro del consiglio di amministrazione FEP ha fornito una panoramica dei rispettivi mercati. Riassumendo, potremmo dire che la situazione peggiora spostandosi da Nord a Sud dell’Europa, Sud che è stato colpito prima e più duramente dall’ondata di Covid-19.

Ma vediamo nel dettaglio cosa hanno riportato i membri FEP. L’Italia, la Spagna, ma anche la Francia e il Belgio sono state bloccate per settimane e l’attività ora sta riprendendo lentamente. Anche alcune zone della Svizzera di lingua non tedesca hanno dovuto affrontare questo tipo di situazione; così come l’Austria, sulla quale il Covid ha avuto un impatto significativo. In Germania l’attività non si è mai veramente fermata tanto che alcuni rivenditori, come le catene fai-da-te, sono rimasti aperti. In Scandinavia, per contro, non sono state prese misure drastiche di confinamento, tanto che la vita e l’economia non hanno subito contraccolpi. I paesi orientali, come l’Estonia, sono stati meno danneggiati rispetto a quelli del sud; la Turchia, tuttavia, è stata colpita dalla crisi iniziata prima dell’arrivo del virus sul suo territorio, crisi legata alla svalutazione della lira turca. La Russia è ancora un mercato “turbolento“, mentre i mercati asiatici si stanno lentamente riprendendo. Concludendo, al momento della stesura di queste righe, la situazione in Europa stava lentamente migliorando, relativamente più rapidamente nei paesi meno colpiti dalle misure di blocco. Tuttavia i membri FEP non prevedono un ritorno al livello delle vendite pre Covid-19 nel breve e medio termine.

L’evoluzione delle attività del settore delle costruzioni – ricorda la Federazione – sarà fondamentale per la ripresa. Rimangono poi le incertezze riguardo a una potenziale seconda ondata della pandemia, prevista per il prossimo autunno.

Uno sguardo al mercato europeo del legno segato

L’industria europea delle segherie, come la maggior parte dei settori industriali, è stata duramente colpita da questa pandemia, ancor più ‘frustrante’ se si considera che fino a gennaio 2020 i mercati erano forti. Anche in questo caso, c’è stato un grande divario geografico tra le segherie situate nel Nord Europa e in parte dell’area DACH (Germania, Austria e Svizzera), che hanno fatto relativamente meglio delle segherie dell’Europa meridionale e orientale.

L’Organizzazione europea dell’industria delle segherie segnala che le segherie concentrate sul settore dell’edilizia e sui mercati locali stanno resistendo meglio di quelle focalizzate sui mercati dell’arredamento e sull’esportazione.

Il mercato del legno duro sta andando peggio di quello di legno tenero. Il mercato del fai-da-te e il settore dei pallet stanno invece andando bene. Le consegne all’estero sono crollate, anche se ci sono segnali di ripresa in Cina.

Guardando al futuro, l’industria delle segherie può aspettarsi un crollo della produzione a due cifre nel 2020, a causa del debole consumo in tutta Europa. Ma questa crisi passerà e, mentre il colpo a breve termine sarà duro, l’industria può aspettarsi segnali strutturali positivi sul mercato, compresa la crescente quota di mercato del legno come materiale da costruzione. Per contro, il cambiamento climatico e il suo impatto sulle foreste, che è già una realtà, rappresentano un pericolo che incombe sulla fornitura di materie prime di qualità nei prossimi anni.

Risposte a breve termine dell’Ue alla crisi di Covid-19

Nel contesto attuale, molti attori del nostro mercato si chiedono cosa stiano facendo le autorità dell’Unione europea. C’è stata un’evidente mancanza di coordinamento quando il virus è apparso: ciascuno stato membro e persino ciascuna regione è stata colpita con tempistiche diverse e in misura diversa, le decisioni nazionali sono state dunque la norma per reagire al più presto, non c’è stato tempo per un coordinamento europeo, anche perché la salute rimane un tema di competenza nazionale. Tuttavia, l’UE ha mobilitato centinaia di miliardi di euro in sostegno finanziario, grazie all’affidabilità creditizia dell’Unione e alla sua leva finanziaria su larga scala. Questi importi mirano a mitigare gli impatti del Covid-19 supportando direttamente la salute pubblica degli stati membri o essendo iniettati nell’economia attraverso diverse iniziative. L’Ue offre inoltre maggiore flessibilità, soprattutto in termini di bilancio, agli stati membri per il finanziamento di azioni a livello nazionale.

Il ruolo del commercio

Il commercio globale dovrebbe diminuire di almeno il 10% nel 2020. Questa è approssimativamente l’aspettativa – ottimistica – per quanto riguarda le esportazioni e le importazioni extra Ue di quest’anno.
I flussi commerciali sono stati e sono limitati da diversi fattori: interruzioni logistiche (nonostante l’installazione di corsie verdi in cui l’attraversamento del confine, compresi eventuali controlli sanitari, non dovrebbe richiedere più di 15 minuti), interruzioni amministrative (le misure di blocco hanno rallentato le procedure amministrative ), misure sanitarie e fitosanitarie (SPS) e restrizioni all’esportazione di beni essenziali. D’altra parte, alcune tasse e dazi sono temporaneamente esclusi dalle importazioni di attrezzature mediche, per garantire la disponibilità di dispositivi di protezione individuale (DPI). Più a lungo termine, l’Ue incoraggerà l’apertura degli scambi per sostenere la ripresa economica, giocherà anche sugli accordi di libero scambio (ALS) esistenti e chiederà una diversificazione delle catene di approvvigionamento.

Risposte a lungo termine dell’Ue: un piano di risanamento

Il pacchetto di ripresa di massa dell’Ue per sostenere l’economia europea dopo la crisi è attualmente in discussione e dovrebbe essere ancorato nel quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027. Il piano di risanamento dovrebbe essere in linea con i principi del nuovo piano d’azione per l’economia verde e il nuovo piano d’azione per l’economia circolare, che sono generalmente favorevoli ai prodotti in legno come il parquet (su questo tema si veda anche l’approfondimento, sempre a cura di FEP, sul numero di aprile di I Love Parquet, ndr).

Le (ri)azioni di FEP

Molte voci, compresa quelle di FEP e di altre associazioni europee delle industrie forestali e della falegnameria, chiedono all’Europa un forte piano di risanamento che combatta anche il cambiamento climatico: un ritorno ai vecchi modelli di business, che significa una dipendenza da risorse e prodotti a base fossile e/o ad alta intensità energetica, semplicemente non è un’opzione percorribile.

Più specificamente, per quanto riguarda il mercato delle costruzioni – ribadisce con forza FEP – la cosiddetta onda di rinnovamento derivata dal Green Deal dell’Ue e dal nuovo piano d’azione per l’economia circolare, dovrebbe essere uno dei motori più importanti della ripresa.

FEP in breve

La Federazione europea dell’industria del parquet (FEP) riunisce le federazioni nazionali europee, i produttori di parquet e i fornitori dell’industria del pavimento in legno. È l’organismo principale che rappresenta e difende gli interessi delle industrie europee del parquet a tutti i livelli pertinenti.

L’obiettivo principale di FEP è rafforzare e migliorare la posizione dei pavimenti in legno, nonché favorire la crescita dell’industria manifatturiera europea del parquet, proteggendo i suoi interessi e rafforzando la sua immagine.

www.parquet.net