Tetti giardino: l’architettura milanese riparte dal green

Tetti allestiti con alberi e piante, giardini pensili, terrazzi ricoperti di prati, e persino orti, si stanno diffondendo sempre più nei centri urbani di tutto il mondo. New York ha già stabilito per legge l’obbligatorietà dei “tetti verdi” per tutti i nuovi edifici e quelli in ristrutturazione. In Italia, Milano ha approvato il Piano di Governo del Territorio per il 2030 che, fra le altre cose, darà la possibilità di ripensare ai tetti degli edifici come aree su cui puntare per uno sviluppo sostenibile della città.

Le coperture vegetali sugli edifici offrono, infatti, notevoli vantaggi: migliorano la salute e riducono l’inquinamento ambientale, rinfrescando e rendendo più vivibili case e città. È convinta già da tempo di questo nuovo orientamento green Tiziana Monterisi, esperta di architettura bioecologica che ha eliminato completamente dai propri cantieri l’impiego di materiali di origine petrolchimica, sostituendoli con materiali 100% naturali, non a caso è stata selezionata da Clever Cities – Comune di Milano per il bando “Rinverdiamo Milano – Il verde su tetti e pareti” nell’elenco dei progettisti più accreditati. Due nello specifico i progetti della Monterisi che sono passati alla seconda fase del bando: si tratta di un tetto di 550 mq in via Russoli e di un altro tetto di 240 mq in via Bronzetti, che verranno entrambi trasformati in tetti giardino.

Sappiamo che il Comune di Milano ha effettuato una mappatura che rileva come ad oggi 14 milioni di mq potrebbero diventare tetti giardino – afferma Monterisi. Al momento i tetti giardino in città sono meno di 1 milione di mq, quindi il potenziale lavoro da fare per il benessere dei cittadini è altissimo. Soprattutto se si considera che il verde sui tetti abbassa la temperatura dell’aria di circa 5°. Il vantaggio è evidente, tenendo conto che su un tetto giardino la temperatura in estate varia tra i 25/30°, mentre su un tetto con guaina la temperatura può arrivare fino a 80°”.

Ma c’è di più: di fronte alla pandemia di Covid-19, appare quanto mai necessario puntare a una rigenerazione urbana. Oltre a esserci una presunta relazione fra l’inquinamento ambientale e la diffusione del virus, aumentare gli spazi verdi potrebbe essere una strategia per migliorare la salute pubblica.

Lo studio Tiziana Monterisi Architetto attribuisce al verde un approccio strategico, tanto da utilizzarlo non come semplice elemento decorativo, ma principalmente come elemento progettuale. Ecco quindi che l’architetto introduce nei propri disegni, per esempio, una parete di vegetazione per ridurre gli sbalzi termici e migliorare di conseguenza le prestazioni energetiche dell’edificio, oppure un tetto verde per stabilizzare il microclima locale, grazie alla ritenzione dell’acqua piovana.

Monterisi, da anni impegnata nella progettazione sostenibile, è convinta che le coperture verdi degli edifici siano un’ottima opportunità a livello di riqualificazione urbana e sociale: i suoi progetti rappresentano una proposta concreta sull’urgenza di rigenerare le città a partire dall’uomo e dal suo rapporto con la natura; far ripartire dall’agricoltura una nuova architettura responsabile, che non cementifica, ma porta con sé la terza rivoluzione industriale: energetica, sociale, ambientale, alimentare e comportamentale. Integrare l’agricoltura al tessuto urbano è la condizione necessaria per tornare a vivere felici in comunità.

I tetti verdi rappresentano un trend già molto diffuso all’estero, speriamo di vederli spuntare sempre più di frequente anche in Italia, non solo nelle grandi città come Milano – si augura Monterisi. Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, i costi per la realizzazione non sono proibitivi ed è possibile sfruttare il “Bonus verde” del governo. Per la manutenzione degli orti e giardini pensili si può prevedere il coinvolgimento degli abitanti del quartiere, che in un’ottica di integrazione e scambio reciproco possono ridare nuova linfa al tessuto sociale”.