L’opinione degli italiani su ambiente, sviluppo, istituzioni e informazione

Assirm (www.assirm.it) ha presentato la seconda edizione della ricerca “Italiani e Sostenibilità”, svolta dall’Osservatorio sulla Sostenibilità a fine 2019 su un campione di 1.000 casi rappresentativo della popolazione italiana. L’indagine, volta a monitorare l’attenzione e l’impegno di cittadini e imprese sul tema e fornire nuove chiavi interpretative, mostra l’evolversi della situazione con periodicità annuale.

Questo Osservatorio rappresenta un ulteriore strumento di conoscenza che l’associazione mette a disposizione del mondo economico e dell’opinione pubblica – commenta Matteo Lucchi, presidente Assirm. Considerata la crescente rilevanza che sta assumendo questo tema nella quotidianità individuale delle persone e nelle strategie aziendali, diventa fondamentale analizzarla e comprenderla per agire tempestivamente e correttamente a favore di quella che si è trasformata nella vera sfida di questo secolo”.

La ricerca considera tre diversi ambiti di cruciale interesse:

1. la sostenibilità ambientale intesa come l’insieme dei fattori e delle pratiche che contribuiscono alla qualità dell’ambiente a lungo termine;
2. la sostenibilità economica, ossia la capacità di generare occupazione e reddito di qualità per la popolazione al fine di promuovere una crescita economica sicura;
3. la sostenibilità sociale, ovvero la promozione paritaria del benessere umano (salute, istruzione, giustizia…).

Rispetto ai dati rilevati un anno fa, i recenti risultati evidenziano un importante cambiamento nel modo di percepire e vivere il fenomeno. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale aumenta la sensibilità verso una maggiore tutela dell’ambiente a supporto dello sviluppo edilizio (82%) e della crescita industriale (73%); in chiave economica cresce la necessità di un mercato più sostenibile, equo e solidale (77%), mentre a livello sociale benessere (74%) e pari opportunità (73%) sono le nuove parole chiave.

In termini di priorità, secondo l’opinione pubblica è urgente puntare su ambiente (21%), energia (19%) e sviluppo (11%). Preoccupa molto la questione inquinamento e aumenta il problema della mobilità; sembra invece meno rilevante un’azione immediata legata all’alimentazione (6%), alla casa (4%) e al turismo (2%).

Analizzando poi l’interesse e l’impegno percepiti emerge una chiara insoddisfazione dei rispondenti derivata probabilmente dalle grandi aspettative createsi dopo Greta Thunberg e i movimenti “Fridays for future”. Sicuramente si considera l’impegno effettivamente dedicato al problema non all’altezza della sua gravità, registrando più una reazione emotiva che una vera e propria iniziativa concreta. Molta delusione anche verso le istituzioni per la scarsa applicazione di quanto stabilito nei documenti e negli appuntamenti internazionali sul tema.

Ultima ma non meno importante, l’informazione. Se in chiave quantitativa sembra ridursi il divario informativo almeno per la sostenibilità ambientale, grazie anche ai grandi eventi mondiali e all’ampia risonanza ottenuta su media e social network, in chiave qualitativa i dati restano molto critici. Oltre un italiano su due dichiara infatti che le informazioni disponibili non sono sufficientemente corrette, trasparenti e affidabili.