RiceHouse Risorsa, la parete sostenibile ottenuta dagli scarti del riso


RiceHouse (www.ricehouse.it), la startup dell’architetto Tiziana Monterisi che trasforma gli scarti derivanti dalla lavorazione del riso in materiali per la bioedilizia, ha presentato durante l’ultima fiera Klimahouse a Bolzano il suo nuovo sistema costruttivo per l’involucro prefabbricato Risorsa. Si tratta di una speciale parete a elevate prestazioni termiche e acustiche, priva di sostanze nocive per la salute delle persone, altamente traspirante e che permette di regolare l’umidità degli ambienti indoor purificandone le concentrazioni di inquinanti grazie alle proprietà dell’argilla.

La società, tra le più innovative nel campo dell’edilizia, realizza una linea completa di prodotti specifici trasformando gli scarti della produzione risicola, altrimenti destinati a essere bruciati, perché inadatti all’allevamento. Sfruttando una particolare miscela di calce, lolla e paglia, i materiali firmati RiceHouse sono leggeri, altamente termici, traspiranti, sani, formaldeide free e 100% made in Italy. Inoltre, essendo completamente naturali, le sue soluzioni arrivate a fine vita non andranno a impattare sull’ambiente, in quanto biocompostabili e biodegradabili. Le proposte RiceHouse sono indicate sia per ristrutturazioni sia per nuove costruzioni.

Dall’inizio della sua attività, nel 2016, a oggi, RiceHouse ha ottenuto un successo dietro l’altro. La gamma del brand, che spazia dagli intonaci ai massetti, dall’ecopittura ai pannelli di chiusura o di rivestimento a secco, sono ormai presenti in un numero sempre maggiore di cantieri e hanno permesso a Tiziana Monterisi di stringere importanti collaborazioni, ampliare il proprio portfolio clienti, nonchè di essere costantemente impegnata su progetti fortemente innovativi.

I progetti

La grande versatilità dei prodotti RiceHouse è facilmente declinabile in progetti diversi, che però puntano tutti a ridurre al minimo l’impatto ambientale, dando vita a case passive. Si passa quindi da piani di ricostruzione, come per esempio Casa UD a Chamois (AO) – che grazie all’elevato isolamento della paglia di riso non necessita di un impianto tradizionale di riscaldamento neppure durante l’inverno, quando vengono raggiunte temperature molto basse -, a lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica, quali Casa NP a Sciolze (TO), dove l’insieme degli interventi di isolamento e di finitura con intonaci biocompositi in calce di lolla hanno consentito di ottenere un edificio a bassa energia grigia, che minimizza le dispersioni e sfrutta gli apporti solari passivi; passando per appalti di edilizia per il terziario, come Cavour98 a Montopoli (PI), un edificio in fase di realizzazione che accoglierà un centro estetico, interamente concepito secondo i principi di progettazione nZEB (Nearly Zero Energy Buildings), utilizzando esclusivamente materiali a base di riso, oltre all’apporto passivo del sole, alla vegetazione e all’illuminazione naturale; fino a commesse internazionali come Casa ZS a Aurigeno in Svizzera costruita interamente – dalla struttura in legno all’isolamento in paglia di riso per i muri perimetrali – con materiali naturali RiceHouse.