“Legacy”, 10 pezzi di design in quercia rossa americana

Leader culturali e designer internazionali hanno lavorato fianco a fianco per “Legacy”, la collezione in quercia rossa americana che ha conquistato il London Design Festival.

Nel maggio del 2019 Sir John Sorrell CBE (Commander of the British Empire), presidente del London Design Festival, ha invitato i leader delle principali istituzioni culturali londinesi a collaborare con alcuni dei designer più talentuosi d’Europa per realizzare “Legacy“, un oggetto di rilevanza personale o professionale che avrebbero voluto passare in eredità a un membro della famiglia o all’istituzione che dirigono.

I pezzi – dieci in totale – sono tutti realizzati in quercia rossa americana. Nove di queste meravigliose e stimolanti collaborazioni sono state in mostra alla Sculpture Gallery del Victoria & Albert Museum, mentre un pezzo è stato esposto al di fuori dal Museo di Storia Naturale su Exhibition Road, in occasione del London Design Festival (14-22 settembre).

Legacy” ha voluto trasmettere un messaggio di sostenibilità: di fronte alle sfide ambientali globali, qualsiasi nuovo oggetto dovrebbe essere progettato con l’intenzione di durare nel tempo e di essere trasmesso alle generazione future – siano esse un membro della famiglia o un’istituzione.

I pezzi hanno celebrato una specie abbondante di legno di latifoglia americano, la quercia rossa americana, una risorsa in espansione che si rigenera naturalmente e in grandi quantità. Infatti, la quercia rossa rappresenta quasi un quinto di tutto il volume di legno di latifoglia nella foresta americana e, nonostante la raccolta, il suo volume aumenta ogni anno di oltre 21 milioni di metri cubi – equivalenti a cinque stadi di Wembley.

Il legno è un materiale rinnovabile e facilmente riciclabile. È a basso impatto ambientale e rappresenta un naturale deposito di carbonio – ogni metro cubo di quercia rossa trattiene più di una tonnellata di anidride carbonica dall’atmosfera per tutto il tempo in cui il prodotto è in uso. “Legacy” mira a mostrare di cosa è capace questo legno e quanto versatile e bello possa essere.

Il progetto è nato in collaborazione con American Hardwood Export Council (AHEC) – il cui direttore europeo, David Venables, ha guidato l’idea – e con Benchmark Furniture, che con il suo laboratorio nel Berkshire ha prodotto tutti i pezzi durante l’estate.

Maria Balshaw (Tate) | Max Lamb Valet

Al designer Max Lamb, il direttore della Tate, Maria Balshaw CBE (Commander of the British Empire), ha chiesto di ideare un paravento multifunzionale. Balshaw si sposta spesso tra riunioni ed eventi, cambiandosi in ufficio, senza avere un posto dove poter riporre vestiti e trucco. Incapace di descrivere ciò di cui aveva bisogno, Balshaw ha chiesto a Lamb di realizzare “uno schermo-deposito con specchio sospeso per i cambi di outfit“. Da quest’indicazione è nato Valet. Lamb voleva che il pezzo fosse autoportante, con una forma naturale e morbida che incorporasse il colore. Così ha sfruttato la porosità della quercia rossa iniettando una tintura blu acqua nella superficie. I componenti del paravento multifunzionale si incastrano tra loro, come un mobile componibile, senza bisogno di cerniere o pezzi aggiuntivi. Valet sarà installato nell’ufficio di Maria Balshaw alla Tate Britain.

Questo pezzo ha una forte personalità: quasi come fosse una persona in piedi nella stanza che consegna a Maria il suo vestito da indossare“, Max Lamb.

Alex Beard (Royal Opera House) | Terence Woodgate Duo

Alex Beard CBE (Commander of the British Empire), chief executive della Royal Opera House, ha collaborato con il designer Terence Woodgate per realizzare due divani, chiamati Duo, da mostrare nella stanza dove Beard tiene la maggior parte dei suoi meeting al ROH. Una fresatrice CNC è stata utilizzata per lavorare i componenti del divano. Alla quercia rossa è stato conferito un dettaglio curvo smussato con aste metalliche nascoste per garantire la robustezza del divano nonostante il suo aspetto sottile. Duo decorerà la sala riunioni di Alex Beard alla Royal Opera House.

Sir Ian Blatchford (Science Museum) | Marlène Huissoud Beehave

Sir Ian Blatchford, direttore e amministratore delegato del Gruppo Museo della Scienza, ha commissionato a Marlène Huissoud la realizzazione di un alveare da inserire in una nuova galleria permanente sul futuro dell’agricoltura nel Museo della Scienza. Con il supporto degli artigiani di Benchmark, Beehave è stato realizzato a mano per ottenere la forma desiderata e la quercia rossa è stata poi annerita con una tecnica di bruciatura. Huissoud e il suo team hanno trascorso oltre 100 ore a Parigi aggiungendo i dettagli dell’incisione tattile alla superficie dell’alveare con un pirografo. Beehave sarà esposto nella nuova galleria del Museo della Scienza dedicata al futuro dell’agricoltura.

Penso che sapesse che mio padre era un apicoltore. Ma più che un alveare voleva un pezzo che andasse nella collezione del museo e aprisse un dialogo sulla biodiversità e la sostenibilità. Questo pezzo vuol aiutare le api a vivere“, Marlène Huissoud.

Iwona Blazwick (Whitechapel Gallery) | Raw Edges (Yael Mer & Shay Alkalay) Wooden Hinge

Iwona Blazwick OBE (Officer of the British Empire), direttore della Whitechapel Gallery, ha commissionato a Yael Mer e Shay Alkalay del Raw Edges, la realizzazione di un leggio. I libri sono di grande importanza per Blazwick, così come per la Whitechapel Gallery. Lo scaffale, chiamato Wooden Hinge, sarà utilizzato per premiare l’annuale Richard Schlagman Art Book Awards della galleria e per ospitare i nuovi cataloghi delle biblioteche. Blazwick spera inoltre che il leggio inviti studenti e bambini che visitano la galleria a esplorare l’offerta di libri. Il leggio si piega ed è stato lavorato con cerniere in quercia rossa, piuttosto che con cerniere metalliche. Wooden Hinge abiterà la libreria della Whitechapel Gallery (e sarà utilizzato per premi ed eventi).

Tristram Hunt (Victoria & Albert Museum) | Jasper Morrison Studio Fugu

Tristram Hunt, direttore del Victoria & Albert Museum, era in coppia con Jasper Morrison Studio. Hunt ha commissionato un set di due sedie e un tavolo, una collezione chiamata Fugu, per l’ufficio di direzione del Victoria & Albert Museum. Le curve e la forma della sedia sono il risultato dell’esigenza di una seduta confortevole realizzata con un materiale duro. I dettagli dei pezzi sono stati sagomati con un tornio, tagliati con una macchina CNC per creare una curva e poi rifiniti a mano. Le ampie superfici del piano del tavolo e delle sedie mostrano la bella venatura della quercia rossa. Fugu verrà posto presso la direzione del Victoria & Albert Museum.

Kwame Kwei-Armah (Young Vic) | Tomoko Azumi Au

Tomoko Azumi di TNA Design Studio è stato affiancato dal commissario Kwame Kwei-Armah OBE (Officer of the British Empire), direttore artistico della Young Vic. Kwei-Armah voleva qualcosa per il suo giardino da trasmettere al nipote. Kwei-Armah ha anche detto ad Azumi che il legno gli ha fatto pensare ai mobili per esterni nei Caraibi, alle navi degli schiavi che hanno portato i suoi antenati dall’Africa ai Caraibi e alla nave coloniale che ha portato i suoi genitori nel Regno Unito. In risposta, Azumi ha realizzato Au utilizzando sottili doghe di quercia rossa americana, piegate a vapore, per riprodurre la struttura di una barca. Il pezzo sarà collocato nel giardino di Kwei- Armah a Londra.

Questo pezzo racchiude qualcosa che mi fa sedere a riflettere, qualcosa che mi fa ricordare e qualcosa che porta con sé gli ultimi 500 anni della mia famiglia“, Kwame Kwei-Armah.

Amanda Nevill (British Film Institute) | Sebastian Cox Writer’s Collection

Il designer Sebastian Cox è stato incaricato da Amanda Nevill CBE (Commander of the British Empire), ceo del British Film Institute, di realizzare un portapenne, una scrivania e una sedia. Nevill voleva un pezzo che rappresentasse il suo amore per la scrittura e la narrazione, qualcosa che è importante per lei personalmente e per il suo lavoro al British Film Institute. La curva ad angolo della Writer’s Collection si sposa con le linee prospettiche del piano rialzato del British Film Institute dove questo pezzo risiederà. La sedia è sulla stessa linea di proiezione. I discreti pannelli in pelle della scrivania possono essere rimossi per rivelare uno speciale scomparto per il portapenne e un rotolo di carta da firmare per chi siederà alla scrivania. Writer’s Collection diventerà un elemento fisso sul piano rialzato del British Film Institute che si affaccia sul box office.

Volevo che la scrivania catturasse la vista su quel botteghino perché è quasi come essere dietro le quinte di un palcoscenico. L’idea è che nel tempo questa scrivania e questa sedia assorbiranno l’energia creativa delle persone che l’hanno utilizzata e diventeranno un luogo in cui i creativi britannici emergenti potranno venire e assorbire parte di quell’energia“, Sebastian Cox.

Hans Ulrich Obrist | Studiomama (Nina Tolstrup + Jack Mama) Serpentine Postbox

Hans Ulrich Obrist, direttore artistico delle Gallerie Serpentine, ha collaborato con Jack Mama e Nina Tolstrup di Studiomama per sviluppare un’iterazione grande e piccola di una cassetta postale. Obrist crede nell’importante ruolo delle cartoline nell’arte contemporanea e nella rinascita della calligrafia nell’era digitale. Obrist chiede spesso ad artisti, poeti e architetti che incontra di scrivere o disegnare qualcosa su una cartolina. Poi lo pubblica sul suo account Instagram, lavorando per avviare un movimento per salvare la scrittura a mano. Le cassette postali hanno all’esterno un dettaglio di scanalatura, realizzato con un toupie su singoli pezzi di quercia rossa che sono stati poi incollati insieme. L’apertura è stata ottenuta da un blocco di quercia rossa tagliato con macchina CNC. La grande Serpentine Postbox si trova all’esterno della porta d’ingresso della galleria e quella piccola si trova invece nella libreria.

Abbiamo trovato stimolante pensare a una cassetta delle lettere come a qualcosa che non fosse solo un luogo in cui portare cartoline o lettere, ma che riguardasse anche la poesia e la scrittura a mano. Se ripenso alla scuola, ricordo che conoscevo lo stile di scrittura di tutti i miei amici. Sapevo chi aveva una grafia molto ordinata, chi una scrittura disordinata, e chi uno stile di scrittura divertente. Questo si sta perdendo e non si tratta solo della scrittura a mano e delle lettere, ma anche del senso di relazionarsi l’uno all’altro“, Nina Tolstrup.

Tamara Rojo (English National Ballet) | Martino Gamper Musical Shelf

Tamara Rojo CBE (Commander of the British Empire), direttore artistico dell’English National Ballet, era in coppia con Martino Gamper. Rojo voleva un pezzo che riflettesse il suo amore per la musica e ha espresso come desiderio uno spazio che ospitasse la sua vasta collezione di vinili. Gamper ha utilizzato una combinazione di quercia rossa affumicata per realizzare i ripiani orizzontali e un’impiallacciatura più leggera sui componenti verticali per avere una direzione della grana obliqua, un dettaglio sottile che riflette il design ricercato del pezzo. Musical Shelf ospiterà la collezione di dischi di Tamara Rojo nel suo salotto di Londra.

Sir John Sorrell (London Design Festival) | Dallas-Pierce-Quintero (Juliet Quintero) The Nest

Sir John Sorrell CBE (Commander of the British Empire), presidente del London Design Festival, ha incaricato Juliet Quintero di Dallas-Pierce-Quintero di realizzare un posto di vedetta per il giardino della sua casa di campagna. La seduta ha la forma di un nido di uccelli e sarà collocata accanto a uno degli stagni che si affacciano sul tramonto, proponendo uno spazio di contemplazione e riflessione. Le assi di quercia rossa sono state modificate termicamente per rendere il pezzo più durevole per l’uso esterno e il pezzo è stato progettato strutturalmente da Arup. Il nido si affaccia sugli stagni della casa di campagna di Sir John Sorrell, circondata da alberi.

Volevamo offrire l’esperienza di qualcosa come un bozzolo, ma allo stesso tempo permettere alla luce maculata di penetrare, in modo che si abbia la sensazione di essere all’interno degli alberi. È uno spazio di contemplazione e uno spazio di riflessione“, Juliet Quintero.