Conoscere i legni

Una materia prima preziosa, tanto impiegata, ma ancora poco conosciuta dal consumatore e spesso anche dagli addetti ai lavori. Come utilizzarla al meglio salvaguardando gli ecosistemi? Un interessante spunto di riflessione e qualche legno poco conosciuto.

Con questo titolo voglio introdurre un modo nuovo di pensare alla materia prima legno, una materia così tanto impiegata (e ancor di più lo sarà negli anni a venire), ma al tempo stesso ancora poco conosciuta, dal consumatore, ma anche – spesso – dagli addetti ai lavori.

Dobbiamo subito pensare che solitamente gli alberi da legno vivono in ambienti estesi per superficie e, soprattutto quando pensiamo a foreste naturali, specie diverse vivono le une accanto alle altre.

Per salvaguardare gli ecosistemi, la filiera del legno dovrebbe sempre prevedere l’utilizzo di tutte le specie presenti in foresta, evitando un eccessivo prelievo di legname solo di alcune specie a sfavore di altre non introdotte sul mercato.

Attualmente, il consumo mondiale di legname per base annua si aggira intorno ai 3.5 miliardi di metri cubi all’anno, con previsione, per il 2050, di arrivare a 13 miliardi, questo dato fa ben capire l’impatto ambientale che si sta creando.

Naturalmente, oltre a tutelare il patrimonio boschivo esistente, piantare alberi per ottenere legnami sarà in futuro una necessita, perché le attuali foreste non potranno sorreggere a lungo il peso di una domanda di legno sempre crescente.

Utilizziamo tutte le specie legnose!

Le foreste vanno tutelate e preservate, questo è un fatto, non serve Greta a ricordarci che mondo senza piante sarebbe letteralmente impossibile da vivere: il loro legno va sicuramente utilizzato, ma pensando a un prelievo attento e virtuoso che non impoverisca le biodiversità e, come dicevo, che cerchi di utilizzare tutte le diverse specie legnose. Per questa ragione da diversi anni ricerco e promuovo l’impiego di specie legnose possibilmente a km “0”, ma dove non è possibile poco conosciute e quindi non commercializzate.

Oggigiorno, grazie anche alla certificazione sull’origine controllata e sostenibile dei prodotti che acquistiamo, abbiamo la possibilità di diversificare la scelta dei legnami, pertanto ben vengano richieste originali e inconsuete da parte di progettisti, produttori e dei clienti stessi, la disponibilità di legni nuovi (e “performanti“) c’è.

Per quel che mi riguarda, la promozione delle specie poco conosciute (“lesser known wood species”) viene svolta anche e soprattutto attraverso lo strumento della xyloteca: una raccolta fisica di campioni di piccolo formato standard e di dati relativi alle specie legnose di tutto il mondo. Insomma, tutti coloro che desiderano conoscere in dettaglio nuove specie, lo possono fare su richiesta al sottoscritto.

Proprio attingendo alla mia xyloteca, di seguito elencherò alcuni esempi di legni poco conosciuti e di legni invece più blasonati, ma di recupero: esempi diversi di ottimizzazione della risorsa legno.

Astronium spp. (Goncalo alves/Tigerwood)

Legname duro e particolarmente figurato, tanto da venir chiamato anche legno-tigre o Tigerwood; chiazze nerastre compaiono un po’ ovunque sulle tavole di color rossastro, a comporre disegni variegati. L’accostamento di questo legno ad altri materiali per arredo alleggerisce sicuramente la forte personalità del Tigerwood; a pavimento potrebbe mescolarsi assieme a un legno “neutro” ovvero un legno omogeneo per colore.

Enterolobium cyclocarpum (Suar/Raintree)

Questo legno trova una moltitudine di impieghi in falegnameria, ma sono le tavole lasciate con la loro naturale conformazione estetica a essere apprezzate quando le stesse vengono destinate a essere dei “top” di tavoli, di qualunque dimensioni essi siano. Il tipico color marrone inframmezzato con linee di color grigio-verde-giallognolo gli conferiscono un aspetto particolare e piacevole.

Eusideroxylon zwageri (legno ferro, Ironwood)

Come nel caso del teck riciclato, oggi sul mercato si possono reperire semilavorati ricomposti grazie al recupero di parti di vecchie abitazioni, imbarcazioni, mobili vecchi. È un legno duro e pesante, che ha delle ottime caratteristiche di resistenza all’aperto, superiori al teak: può essere quindi usato per pavimentazioni e manufatti posati in esterno.

Eperua falcata (Wallaba/Sunsetwood)

Da diversi anni impiegato limitatamente all’outdoor in Olanda, il Wallaba è un ottimo legno, di color rosso-grigiastro, indicato per uso esterno in pavimentazioni, facciate di edifici, serramenti. Legname che si reperisce anche in tronco, oltre a semilavorati essicati in forno.

Peltogyne spp. (Amaranto/Purpleheart)

A questo genere appartengono circa una quarantina di specie, tutte apprezzabili per il legname di color viola purpureo, duro e compatto, impiegato spesso per lavorazioni di tornitura. Con questo colore si può sicuramente abbinare ad un legno venato, per ottenere, per esempio a pavimento, dei contrasti di particolare pregevolezza. Caratteristica la “butteratura” del legno sotto corteccia: gli conferisce un tal bell’aspetto che diversi progettisti d’interni la richiedono espressamente quando trattasi di realizzare dei piani di tavolo utilizzando le tavole di massello.

Robinia pseudoacacia (Falsa acacia/Black locust)

Legname di largo impiego e di facile reperibilità con caratteristiche fisico-meccaniche ottime, che lo rendono anche molto resistente contro l’azione dei venti e delle piogge, quindi da privilegiare nei progetti per arredi da esterno, oltre che per pavimentazioni da interno-esterno. Con il processo di vaporizzazione si riesce a scurirlo e a renderlo uniforme nel colore, smorzando la sua “tenacità“, quest’ultima causa di instabilità dimensionale.

Swartzia benthamiana (Bergi bebè/Guyana Rosewood)

Spettacolare la somiglianza con il famoso Palissandro Rio (Rio Rosewood) per colore, peso e soprattutto per le eccentriche figure che si stagliano sull’abbondante alburno che si trova ai lati del tavolame ricavato da tronchi di medio-piccole dimensioni. Indicato sicuramente per arredi di pregio, rivestimenti a parete e a pavimento che prevedano in qualche modo la presenza dell’alburno.

Tectona grandis (teck riciclato antico/reclaimed ancient teak)

Questa specie legnosa è conosciuta e molto richiesta sul mercato per le ottime caratteristiche di durabilità, soprattutto all’esterno, dove temperature e umidità possono raggiungere valori molto critici per la resistenza di molte specie legnose. Oggi sul mercato si possono reperire semilavorati ricomposti, grazie al recupero di parti di vecchie abitazioni non più in uso, pontili, imbarcazioni, parti di mobili vecchi; questi prodotti poi possono essere trasformati in pavimenti, rivestimenti, mobili e altro ancora. Allo stesso modo oggigiorno, in diverse aree geografiche del mondo, si possono trovare piantagioni di teck la cui qualità è varia, da buona a mediocre, dipendendo molto dai terreni molto dai terreni. Molte di queste piantagioni sono certificate.

Zygia racemosa (Bostamarinde/Marblewood)

Una specie legnosa il cui aspetto viene paragonato al più noto Zebrano; di certo c’è che non intercorre nessuna parentela tra quest’ultimo e il legno di Bostamarinde, di provenienza sudamericana. Legname molto pesante, da lavorare con taglienti a forte resistenza all’usura, si pulisce e finisce bene. Mediamente le dimensioni del tronco vanno dai 50 agli 80 cm di diametro, ciò permette di ricavare buoni semilavorati per mobili d’interno e parti combinate per pavimenti.

di Gianni Cantarutti