Formaldeide: gli ultimi aggiornamenti normativi in USA e Germania

Grande interesse e partecipazione ha avuto il seminario tenutosi nella sede principale di Catas lo scorso 27 giugno avente come argomento le novità legislative in Europa e negli USA sulla formaldeide. Numerose sono state anche le richieste di chiarimento ricevute nei giorni seguenti. Viene riportata di seguito una breve sintesi di quanto presentato in sede di incontro.

USA

Dallo scorso 22 marzo è finito il mutuo riconoscimento fra CARB P2 e TSCA Title VI e tutte le attività del settore che esportano nel mercato americano senza avere certezza sulla destinazione finale dovranno, per facilità di gestione, approvvigionarsi di materiale avente la doppia certificazione. Considerato che i limiti sono identici la cosa non rappresenta una difficoltà e, almeno per quanto riguarda il mercato di pannelli italiano, i produttori CARB P2 hanno già la doppia certificazione.

Sempre dalla stessa data è attiva la “Import Certification” strettamente afferente ai soggetti importatori che attraverso un software delle dogane americane (CBS) devono certificare prima dell’arrivo che il materiale sia conforme alle richieste della TSCA Title VI.

Come spesso accade però, per una sorta di catena di tutela, la richiesta di documentazione supplementare ricade fino alle realtà produttrici che, anche se non strettamente obbligate a farlo, compilano i documenti per motivi più commerciali che burocratici. Uno dei documenti che stiamo vedendo più frequentemente è intitolato “TSCA Title VI certification statement toxic Substance Control ACT” dove viene richiesto alle imprese di garantire innanzitutto che trattasi di materiale certificato e di poter rendere disponibili i documenti entro 30 giorni a fronte di una richiesta da parte delle autorità competenti (EPA).

Un’altra domanda che viene spesso fatta è in merito a possibili controlli o multe per l’utilizzo e la spedizione di materiale non conforme e proprio su questo argomento durante il seminario, a puro titolo informativo, sono stati mostrati alcuni esempi di azioni avviate o multe comminate trasversalmente a tutti i soggetti coinvolti (TPC, importatori, retail, produttori…) a fronte del mancato rispetto del CARB o del TSCA Title VI. La tipica azione è il blocco doganale per materiali non certificati oppure privi di etichettatura, mentre per le multe trattandosi di America il discorso è complesso dato che la sanzione non è fissa ma bensì funzione del danno potenziale ipotizzato in fase di giudizio.

Germania

Il tema più “caldo” trattato è stato sicuramente quello relativo alla nuova legislazione tedesca UBA (BAnz AT 26.11.2018 B2) che, salvo azioni dell’ultimo minuto, entrerà in vigore dal prossimo 1° Gennaio 2020.

Senza entrare troppo nei dettagli, quello che difatti la legge imporrà sarà un nuovo livello di emissioni pari alla metà dell’attuale classe E1.

Al pari della classe E1 per il mercato italiano, non è richiesta dalla legge tedesca una certificazione di prodotto, ma è il produttore che deve farsi carico di garantire che il materiale venduto nel mercato tedesco rispetti tale limite. Tuttavia, molte case distributrici, al fine di avere una garanzia ulteriore, già richiedono o richiederanno una certificazione di prodotto il cui rilascio sarà demandato a laboratori quali il Catas.

Purtroppo, quello che l’ente legislatore non ha considerato è l’effettiva disponibilità di attrezzature dei laboratori che saranno chiamati a verificare prima e a certificare poi i materiali destinati al mercato tedesco.

Tutti i laboratori in termini di attrezzature negli ultimi anni hanno faticato e non poco per stare al passo con le richieste di CARB, prima, e di EPA, poi, trovandosi in una sorta di saturazione e per far fronte a questa nuova richiesta non sarà più sufficiente un incremento lineare di attrezzature, spazi e personale, piuttosto sarà necessario un vero e proprio salto quantico.

Catas per far fronte a tutte le richieste, oltre ad avere già portato in accreditamento tutte le norme necessarie per la verifica della conformità UBA, ha avviato un progetto biennale denominato “1HCP” (1 Hundred Chamber Project), che, a fronte di un importante investimento economico, vedrà accrescere di molto le potenzialità di prova già entro la fine dell’anno.

Fonte: Catas.it