Presto una norma UNI sulla figura professionale del designer

Definire la figura professionale del designer in tutte le fasi della sua attività, dal rapporto con la committenza, pubblica o privata, alle prime fasi di lavorazione ed elaborazione del progetto in ottica strategica e programmatica, alla gestione del processo produttivo ed esecutivo, dai primi layout fino alla verifica finale e al riscontro degli impatti che il progetto produce in termini di recezione da parte dell’utenza e della committenza, pubblica o privata, o dell’ambiente, fisico o virtuale.

Questo l’obiettivo del progetto di norma UNI 1605885Attività professionali non regolamentate – Designer – Requisiti di conoscenza, abilità e competenza” in questi giorni in inchiesta pubblica preliminare.

Detti requisiti saranno specificati in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualifications Framework – EQF) e comprendono inoltre gli elementi per la valutazione e convalida dei risultati dell’apprendimento.

Riconoscendo al design il ruolo strategico nel rendere i risultati progettuali più rispondenti ai bisogni delle persone e della società, nel rispetto dei contesti, della storia, degli scenari futuri, delle culture locali e delle esigenze specifiche e il suo essere fattore cruciale nell’innovazione di prodotto e di processo e negli scambi culturali ed economici, si ritiene necessario avviare l’attività normativa per definire e qualificare questa attività professionale, dare garanzie di qualità al mercato e aumentare il riconoscimento professionale dei singoli professionisti.

Ad oggi non sussistono requisiti specifici-formali per operare quale designer. I benefici attesi risiedono nella possibilità di avere uno strumento che possa essere di riferimento a tutela dei diversi portatori di interessi e per lo svolgimento delle attività professionali sopra descritte in termini di rapporti con la committenza e con l’utente finale e di competitività tra professionisti dello stesso settore durante tutto l’iter progettuale associato all’attività lavorativa e di ricerca.

Come effetto positivo, si prefigura una maggiore chiarezza rispetto alla possibilità per i designer di essere inseriti, quali partecipanti di diritto, a bandi e concorsi pubblici e privati, nazionali o internazionali, bandi competitivi tra imprese, programmi quadro nazionali e internazionali, che abbiano per oggetto la fornitura di competenze legate alle specifiche professionalità.

La competenza del progetto è della Commissione UNI/CT 006 Attività professionali non regolamentate.

Fonte: uni.com