Legno di Palma per la produzione di pavimenti

Un’interessante ricerca eseguita da Catas per iniziare a “caratterizzare” un materiale poco noto e a confrontarlo con legni di specie più conosciute.

Qualche tempo fa al Catas sono stati recapitati alcuni campioni di “legno” di palma Dum o Doom palm (Hyphaene thebaica) provenienti dalle fasce costiere sub equatoriali del Kenia e della Tanzania. Lo scopo era quello di valutare alcune delle caratteristiche di questo materiale al fine di ipotizzarne un’introduzione e un possibile impiego nel settore legno-arredo.

La ricerca è stata eseguita dal Catas in collaborazione con la Leansor di Udine, fornitrice del materiale.
In queste note riporto alcuni dei dati raccolti in modo da iniziare a conoscere questo materiale e derivare dei primi spunti per ipotizzare un eventuale impiego nella realizzazione di pavimenti.

Il “legno” di palma

Le palme sono una famiglia di piante classificabili come Angiosperme monocotiledoni. In molti paesi africani e asiatici esistono estese piantagioni di palme che servono alla produzione di frutti (datteri, noci di cocco), ma soprattutto per ricavare l’olio di palma un “grasso” molto utilizzato dall’industria alimentare di tutto il mondo.

Quando il ciclo produttivo si esaurisce, dopo circa 70 anni dalla semina, le piante vengono abbattute e i tronchi sono normalmente trattati come un rifiuto da smaltire.

Considerando che ogni anno vengono abbattuti diversi milioni di piante, da più parti si stanno compiendo degli sforzi per cercare di impiegare questo materiale in qualche applicazione industriale (ad esempio, nella produzione di compensati) quale possibile sostituto del legno. Quest’esigenza, oltre che da valutazioni economiche, deriva anche da forti pressioni di tipo ecologico che stanno interessando queste piantagioni considerando l’impatto diretto e indiretto che provocano sul territorio.

Il lavoro effettuato dal Catas si inserisce pertanto in questo quadro generale volendo rappresentare uno strumento per iniziare a conoscere il “legno” di palma confrontandolo in particolare con legni di specie più note.

A tal proposito, ricordiamo innanzitutto che il materiale ricavabile dai tronchi delle palme non è biologicamente classificabile come “legno” in quanto derivato da piante “erbacee” e non da alberi.

A prescindere comunque dalla classificazione botanica, il materiale legnoso derivato dalle palme presenta effettivamente delle specifiche caratteristiche morfologiche ed anatomiche che, conseguentemente, determinano delle proprietà assai diverse da quelle del legno vero e proprio.

Bisogna inoltre considerare che attualmente sono noti circa 200 generi di palme con un numero di specie pari a circa 2.500 unità. Le caratteristiche del “legno di palma” possono essere pertanto assai variabili in funzione della specie da cui deriva.

Le prove eseguite

Al fine di caratterizzare il “legno” della palma Dum, sono state prese in esame alcune delle proprietà tecniche del legno ed in particolare quelle che maggiormente distinguono le varie specie legnose. In particolare, sono state misurate la durezza, la stabilità dimensionale e la resistenza al degrado biologico.
I risultati delle prove effettuate sul legno di palma sono stati poi comparati con i valori di alcuni legni comunemente impiegati nel mercato europeo per la produzione di pavimentazioni.

Durezza

La durezza indica la resistenza di un materiale alla penetrazione da parte di un corpo rigido.
Questa caratteristica è determinante per i pavimenti a base legnosa, considerato l’impiego previsto che può portare a possibili effetti degradativi provocati dallo schiacciamento di corpi duri sul pavimento (per esempio pietrisco o sassolini) o derivanti da eventi accidentali come la caduta di oggetti sulla sua superficie.

Anche interazioni particolarmente severe come quelle generate dalle punte d’ombrello o dai tacchi a spillo possono portare ad effetti negativi sul pavimento soprattutto se realizzato con specie di durezza non elevata.

La durezza del legno di palma è stata misurata in accordo alla norma europea EN 1534 (durezza Brinell) che prevede di produrre un’impronta permanente sul legno per mezzo di una sfera d’acciaio caricata con una forza predeterminata. L’indice di durezza HB (Hardness Brinell) si esprime come il rapporto tra il carico applicato e la superficie dell’impronta generata.

Il valore di durezza Brinell del legno di palma è risultato pari a 50,1 N/mm2, collocandosi pertanto nell’intorno dei valori di durezza più elevati raggiungibili dalle specie legnose di comune impiego (vedi tabella sotto riportata).

Stabilità dimensionale

Com’è noto, il legno è un materiale estremamente sensibile all’umidità, potendola assorbire o rilasciandola in funzione delle condizioni ambientali in cui si trova.

L’assorbimento di umidità provoca un aumento dimensionale, mentre il rilascio produce invece l’effetto opposto ovvero la sua contrazione (o ritiro).

I pavimenti di legno subiscono continuamente questo effetto che, in alcuni casi, può anche portare a conseguenze molto negative come deformazioni, scollamenti o rigonfiamenti indesiderati.

altresì importante tener presente che le singole specie legnose subiscono variazioni dimensionali molto differenti tra loro al variare del contenuto di umidità.

Ricordiamo infine che le variazioni dimensionali del legno sono molto più elevate in direzione tangenziale (circa il doppio) rispetto a quelle che si manifestano in direzione radiale.

La struttura anatomica del “legno di palma” fa invece si che le sue variazioni dimensionali conseguenti agli scambi di umidità con l’ambiente siano pressoché uniformi tra tagli radiali e tangenziali.

La prova di stabilità dimensionale del legno di palma è stata eseguita in conformità alla norma europea EN 1910 che prevede di sottoporre i campioni a un iniziale condizionamento a valori ambientali “normali” e di misurare le successive variazioni dimensionali dopo permanenza degli stessi in un clima “secco” e in un clima “umido”. Le condizioni specificate dal metodo sono le seguenti:

– quattro settimane a (20 ± 2) °C e (65 ± 5) % u.r.
– quattro settimane a (23 ± 2) °C e (85 ± 5) % u.r.
– quattro settimane a (23 ± 2) °C e (30 ± 5) % u.r.

La seguente tabella riporta le variazioni dimensionali volumetriche del “legno” di palma in confronto con alcune specie legnose di comune impiego in Europa.

I dati ricavati mettono in evidenza una stabilità dimensionale del legno di palma assimilabile a quella delle specie più stabili impiegate nella realizzazione di pavimentazioni.

Il risultato della prova di durabilità effettuata sul legno di palma secondo il metodo descritto nel documento CEN/TS 15083-1 è stato poi confrontato con le classi di durabilità stabilite dalla EN 350-2 e riportato nella seguente tabella nella quale sono state inserite, per confronto, anche le classi di durabilità ai funghi xilofagi, di alcune comuni specie legnose.

Sebbene non possa essere considerato propriamente un legno e quindi non rientrante negli scopi delle norme impiegate, il materiale legnoso proveniente dal fusto della palma considerata in questo studio ha raggiunto la massima classe di durabilità prevista (classe 1).

Le conclusioni

Dai risultati delle prove eseguite si può concludere che il “legno” di palma esaminato è caratterizzato da una elevata densità associata a una notevole durezza. Sono stati inoltre rilevati dei valori di stabilità dimensione comparabili a quelle di specie legnose ritenute molto “stabili”. Infine, anche la durabilità biologica ha fornito delle interessanti indicazioni soprattutto se considerata in confronto a quella di specie legnose classificate come durevoli.

Tutte queste proprietà, abbinate anche al caratteristico e originale aspetto estetico, rendono il legno di palma particolarmente interessante e innovativo per eventuali impieghi come pavimento, sia in ambienti interni sia esterni.

Un aspetto non approfondito da questo studio riguarda la lavorabilità del legno di palma sia dal punto di vista meccanico sia in riferimento ai processi di incollaggio e verniciatura.

di Franco Bulian

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Bibliografia

– D. v. Johnson, Non wood forest product. Tropical palms, FAO, Rome 1998
– Bulian F. Materials and Technologies of the Furniture Industry, Goliardica Editrice, BAGNARIA ARSA, 2012
– Berti S, Bulian F, Cafiero F, Castro G. Il parquet: dal progetto alla posa in opera. FederlegnoArredo, Milano, 2008