Legnoarredo: i vantaggi del sistema circolare di riciclo del legno

Una ricerca del Politecnico di Milano ha fotografato la filiera basata sul recupero e il riciclo del legno post consumo in Italia: un impatto economico stimabile in circa 1.4 miliardi di euro, 6 mila posti di lavoro e un “risparmio” nel consumo di CO2 pari a quasi un milione di tonnellate.

Potrà sembrare strano, ma dalla cassetta di legno per l’ortofrutta alla cucina di casa no dal pallet al mobile di design, il passo è breve. A rendere possibile questa connessione è la filiera basata sul recupero e il riciclo del legno post consumo, che in Italia ha il suo baricentro nel Consorzio Rilegno. Un sistema basato su 400 piattaforme di raccolta private, capillarmente diffuse sul territorio, 14 impianti di riciclo, 4.400 comuni convenzionati; che ogni anno recupera e avvia al riciclo circa 2 milioni di tonnellate di legno derivanti dagli imballaggi (pallet, cassette per l’ortofrutta, casse, gabbie, bobine per cavi) e dalla raccolta differenziata urbana.

Un sistema che dà vita a un ciclo economico ampio e virtuoso che è stato ora analizzato dallo studio “Il sistema circolare della filiera legno per una nuova economia” realizzato dal Politecnico di Milano e presentato lo scorso 26 febbraio nel capoluogo lombardo nel corso del convegno “The future, today” promosso da Rilegno e FederlegnoArredo.

Il report ha osservato puntualmente i diversi attori economici “coordinati” da Rilegno e il processo che ha consentito di raccogliere nel 2017 oltre 2.5 milioni di tonnellate di legno. Diversamente da quanto accade in altri paesi, dove il legno post consumo viene prevalentemente “bruciato” per produrre energia, il sistema Rilegno ha consentito di rigenerare e quindi riutilizzare quasi il 30% degli imballaggi recuperati e di riciclare la parte restante, consentendo di produrre pannelli per l’arredo senza bisogno di “consumare” legno vergine. In termini ambientali, ciò ha consentito un “risparmio” nel consumo di CO2 pari a quasi un milione di tonnellate, circa il 2% della CO2 complessivamente prodotta in Italia.

Un effetto ambientale importante, accompagnato dalla capacità di creare sviluppo e occupazione. La ricerca ha stimato, attraverso l’uso di dati puntuali relativi alle imprese del sistema Rilegno e di modelli di tipo economico-statistico, gli effetti complessivi generati sull’economia nazionale, considerando l’insieme di tre componenti: l’effetto diretto delle imprese che operano all’interno della filiera del riciclo del legno post consumo; l’effetto indiretto, dovuto alla produzione richiesta alla catena di fornitura di queste imprese; l’effetto indotto, dovuto ai consumi generati dalla massa salariale prodotta. Complessivamente, l’impatto economico sulla produzione nazionale delle attività della filiera del recupero del legno post consumo è stimabile in circa 1.4 miliardi di euro, con quasi 6 mila posti di lavoro complessivamente sostenuti in Italia.

Come dimostra lo studio realizzato dal Politecnico di Milano, in poco più di 20 anni il sistema del recupero e del riciclo del legno ha creato una ‘nuova’ economia che ha prodotto risultati importanti, sia in termini ambientali, sia per la capacità di creare sviluppo e occupazione – ha spiegato il presidente di Rilegno, Nicola Semeraro. Va sottolineato che questo sistema ha creato valore per l’intera filiera del legnoarredo, garantendo all’industria del mobile, attraverso la fornitura del pannello truciolare, un’importante quantità di materia che ha permesso di non ‘consumare’ e importare legno vergine. Agli inizi – ha aggiunto Semeraronon si sapeva neanche cosa fosse l’economia circolare e oggi invece abbiamo trasformato un problema in una risorsa: in Italia recuperiamo oltre il 60% degli imballaggi di legno, quando l’Europa si ‘accontenta’ del 30%. Abbiamo dato al concetto di economia circolare una effettiva applicazione concreta con soluzioni meno invasive nei confronti dell’ambiente e anche economicamente sostenibili”.

In tale contesto il settore del legnoarredo rappresentato da FederlegnoArredo è già oggi, dal punto di vista dell’ecosostenibilità, ben avviato. Le imprese hanno già intrapreso due diversi percorsi di sviluppo per quanto riguarda la sostenibilità. Il primo sul design e sulla progettazione, scommettendo su prodotti sempre più ecocompatibili, impegando e selezionando materiali riciclati, riciclabili e con il minore impatto ambientale possibile; il secondo riguarda le aziende e le loro fasi realizzative: molte sono già ecosostenibili all’interno della catena di produzione, avendo migliorato la qualità di lavoro, utilizzando l’energia rinnovabile e smaltendo i rifiuti in modo che possano essere recuperati.

Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, ha commentato: “La filiera italiana del legnoarredo è la migliore al mondo per percentuali di riciclo. Oltre il 95% del legno raccolto viene riciclato all’interno della filiera: i pannelli sono costituiti quasi totalmente da legno recuperato, particolarità che rende la filiera italiana unica al mondo. E prima ancora del riciclo, la versatilità del legno lo rende adatto anche al riutilizzo. Parlare di economia circolare per il settore significa anche guardare ai tanti materiali innovativi, e riciclati: la forte spinta verso una circolarità dell’economia e il costante investimento in termini di ricerca e sviluppo stanno aprendo nuove frontiere che consentono di pensare, e ripensare, i prodotti in maniera diversa, fin dalla loro progettazione. In questo scenario, la capacità delle piccole e medie imprese italiane di produrre e far fruttare soluzioni innovative è un driver importantissimo per la costruzione di un modello di sviluppo competitivo. Per sostenere davvero il passaggio verso un modello economico pienamente circolare, occorrono però interventi importanti sulla fiscalità che incentivino realmente le imprese al cambiamento. Come federazione continueremo a portare avanti un dialogo costruttivo con le istituzioni affinché si creino le basi per rendere il nostro settore sempre più green”.