L’amata (capitolo 6)

Mamma cos’è un tlasloco?

E’ qualcosa che si fa quando si cambia casa, si prendono le cose più importanti che possono servire, i libri, i giocattoli, i piatti, i vestiti, le coperte, li si mette dentro a tanti scatoloni e li si porta in un’altra casa”.

Ma io non voglio cambiale casa mamma!

Ma… dove hai sentito questa parola?

Non me lo licoldo mamma…

Adesso sbrighiamoci che altrimenti facciamo tardi dal dottore dai! Giacca, guanti, sciarpa… hai fatto pipì?

Sì mamma ieri sela l’ho fatta!

Ma come ieri sera??? Avanti dai… è tardi!

Trasloco? Come trasloco? In che senso trasloco? Che significa trasloco? E’ uno scherzo, è certamente un gioco tra di loro, la mia amata sta imparando tante parole nuove, ama i giochi di parole…

E se invece davvero stessero pensando di traslocare? Se ne andrebbero per sempre. Io non la vedrei più, non la sentirei più cantare, non sentirei più la sua erre moscia. Sarei condannato a stare qui, inchiodato qui, per sempre qui fino a che qualcuno non calpesterebbe di nuovo la mia superficie, la perderei… la mia amata…

Non è possibile, non è davvero un progetto traslocare, non ha senso! Cosa non gli piace di questa casa? Certo conosco solo questo salotto e una camera da letto ma ho occhi dappertutto io, posso intuire le dimensioni, la profondità, i giochi di luce li conosco bene, qui sono belli!

Non posso crederci.

E’ la notizia peggiore che potessi ricevere. Proprio ora che tutto andava bene, adesso che la mia amata aveva iniziato a parlare con gli oggetti per farli giocare insieme a lei e a me piace così tanto!

Strano che divano Klaus e poltrona Miss Want stiano zitti. E neppure il tavolino ha detto nulla. C’è qualcosa che non va. Forse loro sanno già tutto e stanno sognando la nuova casa, forse in fondo non dicono niente perché a loro cosa importa, loro andrebbero via, quantomeno hanno una chance in più di me.

Non voglio crederci.

La curva delle mie sfumature legnose si sta impennando, sono arrabbiato e impotente. Se potessi mi trasformerei come quei cartoni animati che la mia amata guarda in tv e diventerei… una panca. Sì, una panca, va ovunque, può essere utile una panca no? Sarei un contenitore funzionale, magari starei nella nuova cameretta della mia amata. E invece no, sono un listone di parquet incollato al suolo di questo appartamento che tra un po’ si svuoterà e non posso farci proprio niente.

Eccole, sono tornate. Ora si sono sedute su Klaus, la mamma tiene in braccio la mia amata.

Amore, ascoltami. Delle volte succede che gli adulti decidano di non stare più insieme. Non lo desiderano più. Tu non c’entri. Anzi, ti proibisco di pensare che sia colpa tua! Si chiama separazione. Io e papà resteremo per sempre i tuoi genitori, su questo puoi stare molto tranquilla. E un’altra cosa su cui puoi stare tranquilla è che tu sei la cosa migliore che io e tuo padre abbiamo mai fatto insieme. Per cui tesoro sarà papà a traslocare, non noi. Io e te resteremo qui, in questa casa e papà avrà un’altra casa in cui potrai andare anche tu certamente!

Ti voglio bene mamma

Anch’io tesoro mio. E anche il tuo papà ti vuole bene

Davvelo?

Sì, davvero”.

di Eleonora Mazzola

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L’autrice

Eleonora MazzolaClasse 1976. Lavora a Milano ma sogna un ufficio in riva al mare. Per le agenzie pubblicitarie è una digital strategist, copy senior e concept maker. Ha vinto un premio, l’IKA 2017, per il progetto #unsogno-chiamatocacao – CSR Pan di Stelle.

Per le radio è copy freelance e voce ufficiale di LifeGate Radio. Per questa rivista è autrice della rubrica “L’amata“. Per tutti gli altri: scrive e parla.

Ha lavorato nella redazione di Caterpillar a Radio2, è stata autrice di diversi programmi di successo su LifeGate Radio (“La Stanza dello Scirocco” – il radio romanzo scritto con Basilio Santoro, “Passenger”, “Destinazioni d’autore”). Con onore ha collaborato alla scrittura delle newsletter “Advertising Solutions” di Microsoft dedicata ai trend per gli investitori.

Ha pubblicato dei libri in versione digitale e qualche audiolibro. “Le madri sono bugiarde” (presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, 2012), “Nuvole” (2011), “Una montagna in mezzo al mare” (2013), ed. FreeMedia,I bimbi sono una bomba”, ed. FreeMedia (2014), “A baciarsi restan le rime” (2016) e gli audiolibri “Finestre” (2010), “E poi il mare” (2011), “Doppioclick” (2012) e “Tra le note” (2014).

Attualmente si occupa di raccolta fondi di associazioni no profit , continua a parlare davanti ad un microfono e impila libri con una socia misteriosa per il progetto Le Titolate.