Serve un’Europa più forte (anche in ambito forestale)

La Commissione europea ha pubblicato lo scorso dicembre la relazione sullo stato di attuazione della strategia forestale dell’Eurozona. Questo rapporto arriva in un momento in cui tutto il settore viene diffusamente riconosciuto come un attore essenziale nel rispondere alle principali sfide sociali e ambientali.

Nel corso di una tavola rotonda organizzata il 4 febbraio, il settore forestale europeo ha lanciato un messaggio molto chiaro: è necessaria una strategia comunitaria aggiornata e rafforzata per garantire che nei prossimi decenni le politiche dell’Unione relative alle foreste vengano applicate in modo coerente. Durante la discussione, in particolare, sono arrivare da più parti critiche su come il documento della Commissione si astenga dal formulare raccomandazioni concrete per il periodo successivo al 2020.

Le perplessità degli operatori hanno trovato eco anche nelle dichiarazioni di alcuni membri del Parlamento europeo. “La strategia forestale dell’UE dovrebbe contribuire maggiormente a sviluppare idee comuni con gli operatori di questo segmento“, il commento di Jytte Guteland. Le foreste possono svolgere un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi di cambiamento climatico – ha precisato Nils Torvalds, ma non possono farlo da sole“.

Prendendo atto della relazione della Commissione europea sui progressi nell’attuazione della strategia forestale, le organizzazioni sottoscritte, che rappresentano i proprietari di foreste, i gestori, i contraenti e l’industria forestale, chiedono alla Commissione europea, al Parlamento e al Consiglio di aggiornare la strategia forestale dell’UE, con l’obiettivo dirafforzare il suo ruolo di riferimento per la gestione sostenibile. Un miglioramento della strategia forestale dell’UE è essenziale per garantire lo sviluppo delle politiche dell’Eurozona relative alle foreste nei prossimi decenni sia meglio coordinato e più coerente

Così la nota congiunta diramata dai promotori del forum: “Da quando la strategia dell’UE è stata adottata nel 2013, il quadro politico e le mosse in grado di incidere si sono fortemente evolute. Ora è ampiamente riconosciuto il ruolo chiave del settore forestale nell’affrontare le principali sfide dello sviluppo sostenibile, in linea con gli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici dell’accordo di Parigi.

In questo contesto, occorre prestare particolare attenzione alla funzione della Gestione Forestale Sostenibile (SFM) per permettere la salute e la vitalità dell’ecosistema, nonnchè l’offerta di molteplici vantaggi per la società e la bioeconomia.

Di seguito alcune delle misure individuate a sostegno:
– la strategia 2050 per la mitigazione dei cambiamenti climatici, che mira a massimizzare il potenziale di stoccaggio del carbonio nelle foreste, fornendo al tempo stesso materie prime per prodotti rinnovabili da impiegare per sostituire materiali non rinnovabili ed energia;
– la normativa sull’uso del suolo e la silvicoltura per il 2021-2030, che impegna gli Stati membri, per la prima volta nella legislazione dell’UE, a compensare le emissioni del comparto di CO2;
– la proposta della Commissione europea per una tassonomia degli investimenti green, che riconosce la funzione della gestione forestale sostenibile per la protezione degli ecosistemi;
– la direttiva UE sulle energie rinnovabili, che stabilisce i criteri di sostenibilità della bioenergia relativi alla gestione delle foreste e ai risparmi sulle emissioni di gas serra;
– la strategia aggiornata dell’UE per la bioeconomia, che incoraggia la transizione verso un’economia circolare basata sul bio, offrendo nuove opportunità di occupazione e crescita nelle aree rurali;
– La futura PAC, ovvero lo strumento principale a livello UE per finanziare progetti a sostegno della SFM e investimenti per migliorare la sostenibilità e la competitività del settore forestale;
– la strategia UE sulla biodiversità, che mira a fermare la perdita di biodiversità e servizi ecosistemici all’interno dell’Eurozona e che la Commissione ha recentemente cominciato a valutare.

Gli effetti di queste politiche devono ancora essere accertati. Pertanto, la loro attuazione nel periodo 2020-2030 e oltre deve essere attentamente monitorata dal punto di vista forestale. In tale contesto, la strategia forestale dell’UE può e dovrebbe fornire una base coerente su cui rafforzare e stabilire ulteriormente legami efficaci tra i vari player e qualsiasi organo politico dell’UE.

L’UE ha poi bisogno di uno strumento efficace per affrontare le questioni relative alle foreste nei programmi paneuropei e internazionali. Gli Stati membri e i loro partner paneuropei in Forest Europe sono considerati determinati nel raggiungimento di un accordo giuridicamente vincolante sulle foreste. E’ quindi necessario un input ben preparato e coordinato. Una solida strategia forestale dell’UE è il mezzo ideale per offrire un contributo coerente a questi processi, rendendo così l’UE un partner forte e partecipe.

Negli ultimi anni la strategia ha indubbiamente svolto un ruolo positivo in questo contesto. Tuttavia, occorre fare di più a livello sia comunitario che nazionale per promuovere politiche coerenti. Le funzioni del comitato permanente e del gruppo di dialogo civile sulle foreste e sughero sono risultate fondamentali in questo contesto.

Ma mentre la relazione sui progressi evidenzia l’importanza di un’attuazione continua della strategia, si astiene da raccomandazioni concrete per il periodo post-2020. Pertanto, le organizzazioni firmatarie invitano la Commissione europea, il Parlamento e il Consiglio a proporre una strategia forestale dell’UE aggiornata e rafforzata, entro la fine del 2019, che comprenda le politiche comunitarie recenti e future e che disponga di risorse adeguate“.