Catas fa il punto a Sicam 2018

Il ritorno del Catas alla decima edizione della fiera Sicam di Pordenone è stata l’occasione per incontrare il qualificato pubblico di operatori coinvolti nella rassegna, sia a livello di espositori che di visitatori.

Un appuntamento che ha avuto il punto focale al Padiglione 4 (stand A29), dove il più grande istituto italiano ed europeo di prove nel settore del legno e dell’arredo ha portato tutto il proprio bagaglio di competenze in tema di test, certificazioni, ricerca e formazione.

Un modo per rinnovare la propria attenzione verso il mondo dell’informazione di settore, accorsa numerosa a Sicam per partecipare alla conferenza stampa svoltasi il secondo giorno di fiera. A fare gli onori di casa sono stati Andrea Giavon e Franco Bulian, rispettivamente direttore e vicedirettore del laboratorio che, come noto, ha due sedi, una a San Giovanni al Natisone, a poche decine di chilometri di distanza dal quartiere fieristico che ospita la kermesse, l’altra a Lissone, in provincia di Milano, nel cuore della Brianza del mobile.

Dopo diversi anni di lontananza da ogni momento fieristico abbiamo deciso di essere a Sicam per aggiornare il vasto pubblico dei suoi frequentatori sulle nostre attività e novità”, ha commentato Giavon che, aprendo l’incontro con la stampa, ha subito elencato i “grandi temi” al centro dell’attenzione del laboratorio.

Denominazione di Origine Italiana

A tenere banco il marchio di origine italiana del mobile secondo il nuovo schema di certificazione di prodotto, presentato ufficialmente a Sicam 2017. A oggi sono quattro le produzioni certificate, di altrettante realtà italiane (Fantoni, Ernesto Meda, Scavolini, Sinetica Industries) nei comparti della cucina e dell’arredo per gli ambienti di lavoro. Giavon ha ribadito l’impegno del Catas nel verificare la rispondenza a quanto dettato dalla norma UNI 11674Mobili – Requisiti per la determinazione dell’origine italiana dei mobili”, rendendone riconoscibili i valori grazie a un protocollo che renda “certa” non solo l’origine, ma anche la qualità e la sicurezza dei prodotti made in Italy.

Formaldeide e…

Giavon ha poi sottolineato il lavoro del Catas sul fronte delle emissioni di formaldeide dei pannelli a base legno, un impegno storico, cresciuto con gli anni e culminato con l’accreditamento e la definitiva ammissione nella lista dei TPC – Third Party Certifier riconosciuti da EPA (Environment Protection Agency). Un tema di cui si è molto parlato nelle scorse settimane e ancora di estrema attualità per i pesanti riflessi che l’adozione da parte della agenzia nazionale del più restrittivo regolamento del CARB (California Air Resources Board) in tutti i paesi dell’Unione potrà avere sulla importazione di mobili e pannelli. Catas, dunque, può vantare di essere fra le poche decine di laboratori al mondo ad essere accreditato per la certificazione EPA e quindi pienamente autorizzato a certificare i pannelli a base legno rendendo un servizio quantomai prezioso alle aziende che vogliono esportare in questo mercato. Attualmente sono 19 i prodotti che hanno ottenuto la certificazione EPA di prodotto da parte del Catas.

Mobili elettrificati

Un altro aspetto sul quale Giavon ha richiamato l’attenzione è l’importanza delle nuove disposizioni in materia di “mobili elettrificati”, ovvero di beni e arredi che offrano prestazioni gestite da motori o meccanismi o dispositivi che ne richiedano il collegamento alla rete elettrica (poltrone reclinabili, automatismi di mobili contenitori, scrivanie con assetto variabile…). Grazie alla collaborazione con Sicom Testing, laboratorio di Ronchi dei Legionari (Gorizia) specializzato nel settore elettronico e della telecomunicazione, il Catas ha aperto una nuova area di intervento, anche alla luce di un’offerta di arredi sempre più “connessi” e, di conseguenza, dotati di elementi elettrici ed elettronici a cui prestare la dovuta attenzione e che, in caso di malfunzionamenti, potrebbero causare importanti incidenti a danno della sicurezza e della salute degli utilizzatori.

Il nuovo laboratorio mobili

Giavon ha concluso il suo contributo ragguagliando i giornalisti presenti sullo stato di avanzamento dei lavori di costruzione del nuovo laboratorio dedicato alle prove di mobili – stabile distrutto a fine 2016 da un incendio. Una attività che non ha subito interruzioni ma che dall’ottobre 2019 potrà finalmente avvalersi di una nuova struttura interamente “4.0”. dotata di tutte le più moderne tecnologie di prova distribuite in oltre 4 mila metri quadrati fra aree operative e spazi per formazione ed eventi. Un investimento di oltre 3 milioni di euro che permetterà di potenziare ulteriormente le attività di Catas in questo settore.

Catas e i mercati

La parola è poi passata al vicedirettore Franco Bulian, che ha fornito ai giornalisti presenti alcuni dati sulle attività del Catas nel 2017, ovvero: “… un fatturato che avvicina i 6 milioni di euro, 5,98 milioni di euro, oltre 10mila metri quadrati di laboratori e 52 tecnici altamente specializzati, due sedi, un ricchissimo catalogo di test, più di 43 mila prove effettuate per 1.824 clienti in tutto il mondo, di cui il 23% stranieri e grazie ai quali viene realizzato il 43% del fatturato”.

L’Italia è naturalmente un “mercato di destinazione” di primo piano per le prove e le certificazioni firmate Catas. Bulian ha fatto notare come nelle tre regioni dove risiede il fulcro della produzione mobiliera italiana (Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Veneto) si realizzi ben il 46% del fatturato del laboratorio, contro un più contenuto 11% generato dalle altre 17 regioni italiane.

Bulian ha anche fornito una serie di indicazioni su quali sono stati i mercati di riferimento nel 2017, costruendo di fatto una mappa molto particolare del mondo del mobile da cui emerge che la Polonia è in testa alla classifica dei “primi quindici paesi clienti” per fatturato, dimostrando tutta la propria vocazione verso produzioni che possano vantare una qualità e una sicurezza “provate”. Al secondo posto la Romania, seguita dalla Cina (una posizione da porre in rilievo, visto che dodici mesi prima il grande Paese asiatico era in ottava posizione), Slovacchia, Portogallo (anch’esso “in salita” rispetto al 2016), Germania, Lituania, Russia (queste ultime si sono scambiate la posizione occupata nell’anno precedente), Regno Unito, Bielorussia (15esima nel 2016), Brasile, Ungheria (new entry), Svezia Turchia e Stati Uniti. Scompaiono Francia e Danimarca, probabilmente per effetto dei mutamenti sociali e commerciali che a livello globale portano altri Paesi ad essere punto di riferimento nella produzione di mobili. In tale contesto appare anche significativa la crescita della sensibilità verso la sicurezza dei prodotti in molte aree del mondo.

Se, invece, si prende in considerazione il numero di clienti per paesi si assiste a qualche mutamento della classifica rispetto ai risultati secondo il fatturato: al primo posto la Germana, seguita a breve distanza dalla Polonia e, nell’ordine, da Cina, Romania, Lituania, Turchia, Portogallo (balzato in avanti rispetto alla 14esima posizione del 2016), da Svezia (era decima l’anno precedente), Russia, Regno Unito, Slovacchia (15esima dodici mesi fa), Brasile, Bielorussia, Ungheria e Stati Uniti, quattro paesi che non comparivano nella classifica per il 2016 e che fanno notare “nuovi flussi” nell’attenzione alla qualità.

Infine, Bulian mostrato un grafico dal quale emerge con chiarezza il forte trend positivo di Catas e la continua crescita del numero di prove effettuate anche nel corso del 2018.

Bulian ha dunque concluso il proprio intervento unendosi all’invito del direttore Giavon per l’ottobre 2019, in occasione della prossima Sicam, non solo per l’inaugurazione del nuovo “Laboratorio mobili”, ma anche per festeggiare i primi 50 anni dell’organizzazione: “Da buoni friulani celebreremo con una certa sobrietà questo comunque importantissimo traguardo – ha detto Bulian. Stiamo pensando ad alcune iniziative di cui vi terremo aggiornati e nelle quali non mancheremo di coinvolgervi, fra queste la speranza di avervi con noi nella sede di San Giovanni il prossimo ottobre per un grande brindisi… e magari qualcosa di più!”.



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