“Il mio parquet mi rispecchia”


Daniela Rosa Gobbo, fondatrice di Lignum Venetia insieme al padre, ci ha parlato delle sue collaborazioni con importanti studi di architettura, della sua passione per il legno, del suo pallino per la sostenibilità e di un prodotto a cui tiene molto, il suo tre strati, che cura in modo maniacale e che è ogni volta diverso.

35 anni, una laurea in architettura allo IUAV di Venezia, un master internazionale in architettura del paesaggio e poi tante belle esperienze all’estero: uno stage a Bratislava, poi Lisbona, New York, ma soprattutto un intenso periodo presso l’atelier parigino di Jean Nouvel, probabilmente uno degli architetti contemporanei viventi più conosciuti al mondo. Daniela Rosa Gobbo, cotitolare di Lignum Venetia, è una giovane donna determinata, preparata, solare, ma al tempo stesso molto misurata. L’abbiamo incontrata per un’intervista in una calda giornata autunnale a Pasiano di Pordenone, il paesino dove sorge la nuova fabbrica del parchettificio friulano, ma ci arriveremo più tardi.

Eravamo rimasti a Jean Nouvel.

È stato un periodo bellissimo che mi ha lasciato molto a livello personale e professionale, compresa una bella lettera di referenze. Ho dovuto lasciare lo studio Nouvel per finire il master. È stato un grosso dilemma. Loro, però, sono stati splendidi: mi hanno detto che ci sarebbe sempre stato un posto per me. In realtà quando ho lasciato Parigi per terminare il master ho conosciuto un architetto paesaggista portoghese molto famoso, João Nunes, titolare dello studio Prooap, e così sono entrata nel suo studio a Treviso”.

E da Treviso a Pordenone?

Ho fatto un giro lungo, passando da New York (sorride, nda). Sono partita da sola, con un visto turistico, alla ricerca di un lavoro come architetto. Dopo circa due mesi ho iniziato a collaborare con un grande vivaio di New York su un’idea legata all’architettura del paesaggio, ma il visto stata scadendo, così sono rientrata in Italia, con l’idea di ripartire poco dopo per gli States, ma poi…“.

La forza delle radici?

Diciamo che il progetto Lignum Venetia stava prendendo piede. Ci ho creduto da subito e ci credo tuttora, la forza del legno forse, così ho deciso di rimanere qua. La mia famiglia ha sempre vissuto in mezzo al legno, mio padre lavorava la materia grezza, aveva le competenze e il know how, quanto a me, il legno è un materiale che mi ha sempre appassionato: lo puoi trasformare, puoi lavorarci assieme e poi si adatta molto bene alle esigenze del cliente, si presta bene ad abbinamenti con altri materiali, legato al vetro o al ferro diventa spettacolare, senza dimenticare che può essere utilizzato all’interno, all’esterno, in parete, in facciata. Il parquet è come se fosse il mio bambino: è qualcosa che ho pensato, ragionato e per il quale ho dato anima e cuore fino a realizzarlo. Lignum Venetia è nata per uscire sul mercato sul mercato con un prodotto mio, nostro, che ci rispecchiasse“.

Personalizzazione e sostenibilità

Ci spiega meglio?

Abbiamo seguito due linee guida ben precise: personalizzazione e sostenibilità. Non abbiamo mai avuto dubbi al proposito, il parquet doveva essere sviluppato secondo la nostra filosofia. Non è stato un percorso facile, solo per la certificazione Ecolabel ci sono voluti tre anni, ma sicuramente ci sta ripagando. Basti pensare che siamo gli unici in Italia, nel settore parquet, ad aver ottenuto 4 crediti LEED“.

Quanto hanno contato il suo percorso, la sua formazione, in queste scelte?

Moltissimo. Mi hanno aiutato a interpretare correttamente il concetto di personalizzazione, sia relativamente alla materia, sia alla finitura. Grazie a miei studi oggi sono in grado di avere la visione di insieme dei progetti“.

Un traguardo che la rende particolarmente orgogliosa?

La soddisfazione dei clienti; l’orgoglio raddoppia quando questi ci chiamano a pochi giorni dalla conclusione della posa per ringraziarci. Ci capita spesso. Non credo sia usuale“.

Se dovesse descrivere in poche parole la tua azienda a chi non la conosce?

Giovane, dinamica, artigianale. Puntiamo tanto sulle lavorazioni manuali, ogni singola tavola Lignum Venetia è unica, perché la sua finitura viene realizzata dall’artigiano in base al suo estro. Questo va unito all’aspetto ecologico: tutti i nostri prodotti vengono oliati con prodotti naturali, utilizzati anche per i giocattoli in legno (a riprova della loro atossicità, nda), ma al tempo stesso performanti, a questo proposito lavoriamo col Catas da anni per realizzare pavimenti resistenti alle macchie e facili da mantenere, quindi con una manutenzione molto ridotta“.

Un tre srati “unico”

Come si compone la vostra offerta?

Puntando tanto sulla personalizzazione, non abbiamo una proposta predefinita. Lavoriamo con spessori da 10 mm in su; possiamo realizzare pavimenti, boiserie, quadrotte, mosaici, esagoni, piani di cucine. Se devo parlare invece di un prodotto di punta, indubbiamente il tre strati. Siamo nati col tre strati e siamo in grado di realizzarlo fino 500 mm di larghezza e 6 metri di lunghezza. Il nostro prodotto si differenzia dagli altri tre strati per una serie di accorgimenti costruttivi che lo rendono unico, ma anche perché è estremamente stabile: se posato in maniera flottante, senza colla, con riscaldamento a pavimento, il parquet non si muove, come hanno dimostrato i test realizzati con Catas“.

E a livello logistico, cosa offrite ai vostri clienti?

La nostra nuova sede produttiva è efficiente e molto ben organizzata. Abbiamo lavorato molto sul layout, costruendo un percorso lineare che dalla materia prima, attraverso vari step, porta all’imballaggio. Questo ci permette di ottimizzare i tempi di produzione. Disponiamo poi di un magazzino ben fornito, che ci permette di ridurre molto i tempi di evasione degli ordini. Dando per assodate la qualità e la flessibilità, il servizio è senz’altro uno dei nostri punti di forza: non ci consideriamo dei semplici fornitori, ma dei veri e propri partner“.

Se dovesse dare un consiglio ai posatori di parquet?

Premesso che i posatori conoscono il mestiere molto meglio di me, il mio consiglio è quello di prestare sempre molta attenzione all’origine del prodotto, richiedendo ogni volta ai fornitori la scheda prodotto o la DOP, che indicano esattamente le caratteristiche del materiale. Penso sia una cosa importante sapere come è fatto un prodotto e quali certificazioni ha ottenuto“.

Per chiudere in leggerezza, quando non lavora cosa fa?

Mi divido tra l’alpinismo e il mare. Il tempo purtroppo è quello che è, cerco di fare il possibile: arrampicate in estate, sci e alpinismo in inverno e poi barca a vela; Lignum Venetia è sponsor di una delle barche su cui sono di equipaggio. Amo le sfide, soprattutto quelle all’aperto“.

Anche questo testimonia il legame con la natura di questa giovane imprenditrice, della quale ho apprezzato la schiettezza, la semplicità, la sensibilità anche (si vede dagli occhi).

di Federica Fiorellini