Studio_A+D – Andrea Mariotti e Davide Bartolucci

42 e 47 anni, architetto e designer, Andrea Mariotti e Davide Bartolucci hanno uno studio a Saltara (PU), Studio_A+D, l’artefice del nuovo, rivoluzionario showroom Cenerelli Parquet, distributore del marchio Garbelotto, illustrato in questo servizio.

Amate il parquet? Perché?

Impossibile non amarlo. È un materiale naturale, riciclabile, sostenibile e uno degli elementi più antichi nel campo dell’architettura e del design“.

Oltre al legno, quali materiali privilegiate?

In genere amiamo i materiali naturali come il legno, la pietra e i marmi, ma siamo aperti all’utilizzo e la sperimentazione di soluzioni più estreme e meno convenzionali, come le lamiere stirate e microforate, l’acciaio corten, il vetro“.

I vostri colori preferiti?

Non esiste un colore preferito, ogni progetto che affrontiamo in virtù di ciò che comunica e dei materiali utilizzati avrà i propri colori. Raramente osiamo sulle tonalità forti, rimanendo spesso su colori tenui e caldi“.

Quali sono, a vostro avviso, le attuali tendenze dell’interior design?

Non ci siamo mai posti questa domanda, in quanto il termine ‘tendenza’ è collegato al settore moda e il nostro modo di lavorare è da questo punto di vista in ‘controtendenza’, per fare un gioco di parole. Ciò che oggi fa tendenza, sarà obsoleto domani. Ci piacerebbe invece che ciò che progettiamo oggi sia ancora bello e attuale domani“.

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Cenerelli parquet e Parchettificio Garbelotto

Com’è nata la collaborazione con Cenerelli Parquet e Parchettificio Garbelotto?

Ci siamo conosciuti in un cantiere dove noi eravamo progettisti e Cenerelli il posatore del legno. Poco tempo dopo si è presentato in studio per iniziare questa nuova avventura“.

Ci illustrate la filosofia alla base del concept espositivo?

Cenerelli Parquet è una rivendita di parquet e laminati e per questo lo store è concepito come un insieme di spazi e situazioni che permettono al legno di diventare sempre il protagonista principale. Si entra accompagnati da un percorso longitudinale formato da sinuosi listoni di legno chiaro. Subito sulla destra una sorta di salotto di benvenuto delimitato da un lussuoso parquet montato a spina ungherese che inaspettatamente si inerpica sulla parete e persino sul soffitto obliquo. Una vetrata fumé lo divide dalla zona ufficio caratterizzata da tavole regolarmente appese al soffitto e una libreria retrostante dal forte carattere scultoreo. Il tavolo centrale dalla forma pura nasconde un’anima sofisticata. Sulla sinistra si trova una sorta di scatolone nero caratterizzato da un piano d’appoggio completamente riflettente ed illuminato da diverse lampade appese dal gusto retrò. È il luogo dove si presentano le novità appena uscite ed è anche lo spazio dove il cliente sperimenta la fase emozionale, in cui intravede il risultato delle sue scelte e in cui viaggia con la mente al di fuori di ogni spazio. La scala che sale verso l’’infinito’ rappresenta proprio questo, l’andare oltre, il vagare con l’immaginazione. Questo spazio delimita anche la zona vetrina di forma triangolare, risultante dalla particolare conformazione del locale. Completamente vetrata sui due lati acuti si lascia guardare da molteplici angolazioni diventando, specialmente nelle ore notturne, punto focale del negozio. In fondo al percorso c’è la zona tecnica dove visionare i materiali e le finiture“.

 

Come avete conciliato le esigenze del committente con le vostre scelte stilistiche?

Ma c’è dell’altro oltre la mera rivendita, oltre al negozio di parquet, c’è la storia di una famiglia, di un artigiano che, carico di esperienza e voglia di fare, si mette in gioco ancora una volta e mette a disposizione dell’acquirente, oltre che un ottimo prodotto italiano di altissima qualità, l’esperienza e la professionalità di un uomo che è cresciuto in mezzo ai trucioli. Questo doveva essere comunicato con forza dal progetto che, in maniera del tutto naturale, si è sviluppato in virtù della grande potenzialità artigianale che si aveva a disposizione e che non si sarebbe mai arresa davanti a nessun ostacolo tecnico-realizzativo. Tutto questo ci ha permesso di esplorare e spesso improvvisare in fase di cantiere molte scelte stilistiche e realizzative, esplorando sentieri impervi. Abbiamo guidato e siamo stati guidati in un percorso nuovo dove la nostra professionalità è stata messa a disposizione ed uso dell’’artigiano committente’ le cui scelte e decisioni sono rimaste inalterate nel progetto come segno e presenza di una cultura spontanea e primitiva, creando una sorta di simbiosi con le scelte più ardue e preziose fatte da noi. Emblematico è il tavolo della zona ufficio, completamente concepito su idea e ‘progetto’ dall’artigiano, realizzato con maestria e saggezza, ma che andava in contrasto con la nostra idea progettuale. Tuttavia un’opera di tale pregio non poteva essere ignorata né tantomeno denigrata, da qui l’idea di dargli una forma pura e austera consona allo spazio, mediante la semplice aggiunta di pannellature in legno grezzo e opportunamente forate per lasciare comunque intravedere l’interno. Oppure la libreria retrostante il tavolo. Scelto il materiale e la tecnica realizzativa, è stato sufficiente uno schizzo dimensionale e in poche ore è stata creata una sorta di ‘scultura contenitiva’ che era proprio quello che volevamo, ma realizzata senza nessun condizionamento. Di tanto in tanto ci arrivavano dei ‘whatsapp’ del work in progress che affermavano la nostra intuizione vincente e ci stupivano per l’empatia che si era creata. Ogni pensiero o idea è stata vissuta con entusiasmo quasi adolescenziale o come sfida in cui nessuno voleva deludere l’altro. L’idea di realizzare un ‘salottino verticale’ metafisico è stata quasi una provocazione accettata ed eseguita senza problemi, ed ora si trova nel punto focale dello store, la vetrina, ben in vista al visitatore che prima di entrare si chiede cos’altro potrà aspettarsi all’interno“.