Lo scorso 6 ottobre, presso la sede di Catas di San Giovanni al Natisone, si è parlato di “durabilità” del legno e dei prodotti destinati a essere utilizzati all’esterno, come pavimenti, finestre, rivestimenti esterni, decking e travi. Organizzato nell’ambito dei lavori della commissione tecnica europea CEN TC38, l’appuntamento ha visto la partecipazione di una ventina fra delegati degli enti di normazione di cinque paesi (Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Danimarca) e rappresentanti dell’industria e di istituti di ricerca italiani, che hanno discusso dei requisiti necessari per i preservanti attualmente applicati sul legno perchè mantenga le proprie caratteristiche fisico-meccaniche inalterate il più a lungo possibile.
Come è noto, dall’entrata in vigore del Regolamento sui Biocidi (UE n. 528/2012), la commercializzazione dei prodotti preservanti che proteggono il legno in opera dall’attacco di funghi e insetti è soggetta all’approvazione delle autorità competenti, a cui spetta il compito di dare un giudizio circa l’efficacia. Gli esperti delle varie commissioni hanno dunque dovuto confrontarsi con i testi dei nuovi documenti che stabiliscono quali sono i criteri di valutazione per preservare il legno. Temi spesso complessi e che richiedono specifiche conoscenze, non sempre alla portata degli utilizzatori, di chi dovrà poi applicare quotidianamente queste nuove regole nella preparazione dei dossier per la registrazione dei prodotti da mettere in commercio. Ed è proprio per questo che – su iniziativa della commissione tecnica CEN TC38 che si occupa proprio di durabilità del legno e dei prodotti a base di legno – Catas ha ospitato un workshop per delegati alla normazione, addetti alle attività regolatorie e produttori di preservanti del legno, che si sono ritrovati nella sede di San Giovanni al Natisone per discutere ed evidenziare le parti dei documenti normativi nelle quali è possibile intervenire per renderli più comprensibili, espliciti e, dunque, più efficaci.
Elena Conti, responsabile della sezione prove biologiche del Catas, impegnata in prima persona nelle attività normative come coordinatrice di gruppi di lavoro sia a livello nazionale (commissione UNI CT/022 Legno) che europeo (commissione CEN TC 38), ha svolto il ruolo di moderatore della tavola rotonda.
“Durante la discussione abbiamo evidenziato le criticità dei documenti normativi attualmente in vigore – ha spiegato la Conti –. Sono emerse proposte e spunti che saranno utili per colmare le inevitabili lacune che la trattazione di un argomento così vasto e complesso non può che generare”. La materia vede infatti un numero incredibile di variabili: il rischio di degrado del legno in opera a causa di agenti biologici deve fare i conti con numerosi fattori, tra cui la destinazione d’uso, l’area geografica, gli accorgimenti progettuali. “Comprendere tutto ciò in un dettato normativo non è certo semplice – ha aggiunto –, ma potendo contare sulla piena collaborazione di tutte le parti coinvolte non possiamo che prevedere che le prossime revisioni ci porteranno nella direzione di documenti adeguati all’evoluzione sia dei prodotti che delle leggi che ne regolano la commercializzazione”.
Un lavoro intenso e certamente impegnativo, che non è stato ovviamente possibile esaurire nella giornata organizzata da Catas, ma è indubbio che sia stato compiuto un importante passo nella direzione di norme tecniche sui preservanti del legno sempre più user friendly.



