Addio a Frei Otto, vincitore (postumo) del premio Pritzker 2015


Geniale, visionario e utopista, Frei Otto, 89 anni, è morto il 9 marzo scorso, qualche giorno dopo aver ricevuto la notizia dell’assegnazione del Pritzker Prize, il più importante riconoscimento internazionale per l’Architettura.

La carriera di Frei Otto è un modello per generazioni di architetti e la sua influenza continuerà a farsi sentire – ha fatto sapere Tom Pritzker, presidente della Fondazione Hyatt, che sponsorizza il premio –. La notizia della sua morte è molto triste, senza precedenti nella storia del premio. Fortunatamente, dopo la decisione della giuria, i rappresentanti Comitato hanno potuto recarsi da lui e condividere la notizia del premio quando l’architetto era ancora in vita”.

Frei Otto ha sempre seguito un approccio olistico all’architettura, lavorando con ambientalisti, biologi, ingegneri, filosofi, storici, naturalisti, artisti e altri architetti.

Nato a Siegmar, nella Germania occidentale, Frei dedicò molto del suo lavoro alle tensostrutture, forme leggere, moderne, a basso costo e rispettose dell’ambiente: “Il suo lavoro si ispirava alla natura, agli uccelli e alle ragnatele“, ha commentato l’architetto britannico Richard Rogers, membro della giuria del Pritzker.

Frei Otto era un utopista che non ha mai smesso di credere che l’architettura può contribuire a creare un mondo migliore per tutti.

Tra le sue strutture più famose ricordiamo le coperture dei principali impianti sportivi del Parco Olimpico di Monaco di Baviera per le Olimpiadi del 197, per il padiglione tedesco dell’Esposizione Universale del ’67, il Padiglione Giappone all’Expo 2000 di Hannover .